Pesce d’aprile 2016: i migliori delle case automobilistiche

Pesce d’aprile 2016: i migliori delle case automobilistiche
da in Curiosità Auto, Motori, 1 Aprile
Ultimo aggiornamento: Venerdì 01/04/2016 17:00

    Mini verticale

    Le case automobilistiche non si sono mai sottratte alla tradizione del pesce d’aprile. Anzi, spesso ci hanno messo un impegno che si potrebbe definire accanito. A volte hanno realizzato degli ottimi esempi di umorismo. Per questa gallery ne abbiamo scelti alcuni tra i migliori.

    Mini portiere verticali

    1° aprile 2016: la Mini annuncia una versione con portiere ad apertura verticale, per i parcheggi stretti. I tocchi di sottile ironia britannica: il prezzo dell’optional, 1.959 euro, uguali all’anno di nascita della prima Mini di Sir Alec Issigonis; comando apertura tramite smartphone con l’app “Mini Excitement“; l’apertura di emergenza con un sistema pirotecnico, chiamato “Pyrotechnic Emergency Exit”, abbreviato in PEE, dal significato ovvio. E anche il funzionamento non è male: in caso di emergenza le portiere vengono sparate fuori in pochi millisecondi.

    Skoda Snowman

    Dopo la Yeti, l’uomo di neve, anche questo “fresco” del 1° aprile 2016. Skoda entra nel settore degli spazzaneve alpini con lo Snowman, veicolo cingolato. Ibrido plug-in, in discesa recupera energia (discesa libera, forse); consuma 14 litri all’ora (di grappa?); fra gli accessori una ricetrasmittente in caso di valanghe e un vano climatizzato per non far appannare gli occhiali da sole. Optional imperdibile: un estintore automatico per il posacenere che usa la neve dall’aria circostante. Lancio commerciale a dicembre in Austria, Svizzera, Liechtenstein “e altri importanti mercati europei”. Da rabbrividire.

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    Ve la immaginate una M3 col cassone? Impensabile. Ma nel 2011 nella Baviera se ne sono usciti con questo eccellente comunicato. La storica supersportiva della Serie 3 conciata come se fosse un camioncino qualsiasi. L’annuncio parlava della possibilità di avere tanto spazio da infilarci 20 sacche da golf. Piccolo particolare: era un pesce, ma non del tutto. Nel senso che a Monaco avevano veramente costruito un veicolo del genere, e l’avevano fatto anche girare al Nürburgring. Si trattava di un pezzo costruito su commissione di un eccentrico danaroso. Lo scherzo era aver detto che l’avrebbero effettivamente prodotto.

    BMW traino magnetico

    Ancora i tedeschi dell’elica. Nel 2009 l’avevano sparata grossa: una tecnologia che utilizzando un campo magnetico avrebbe permesso ai possessori di una BMW di “agganciarsi” nel traffico all’auto che li precede, muovendosi dunque risparmiando benzina. Senza parole.

    Fiat 500X

    Anche questo non è malvagio, del 2015, da casa Fiat, diffuso tramite Twitter. Si leggeva nel messaggio: “Ecco l’esclusivo tasto X della nuova Fiat 500X che fa diventare verdi tutti i semafori“. Un optional da acquistare a qualsiasi prezzo.

    Kia KEE WEE

    Il 2008 vide nel settore dei videogiochi un grande successo per la console Nintendo Wii. Alla Kia giocarono su questo fatto inventandosi la “Kia KEE_Wii“. Gioco di parole sulla pronuncia inglese, kee si legge come wii. Invece del volante avrebbe usato come organo per sterzare un controller uguale a quello della console di Nintendo. “Un nuovo sistema di guida facile da usare per tutti“, scrivevano.

    Mercedes Sprinter AMG

    Altro che il furgone dell’A-Team. Nel 2015 la Mercedes ha giocato pesante, facendo circolare sui social un suggestivo rendering di un van Sprinter elaborato nientemeno che dalla AMG: la descrizione fantasticava su un motore V8 4.0 da 503 cavalli, sospensioni sportive, cerchi in lega e anche un diffusore anteriore. Per consegne veramente rapide. Magari quest’anno faranno lo stesso alla Brabus.

    Mini Cooper T

    Questo è del 2014. Qui il gioco di parole è tutto: in inglese la lettera T si pronuncia “tii“, che in questa lingua è identica alla parola “tea“, vale a dire il tè. E infatti l’annuncio la sparava grossa, dicendo che la nuova Mini Cooper T poteva percorrere fino a 40 miglia versando nel serbatoio una tazza di tè. Surreale.

    Nissan Gym

    Questo fa il paio con quello della 500 che fa scattare il verde. Nel 2015 la Nissan annunciò una prossima tecnologia dedicata a farci stare in forma mentre guidiamo: il pulsante Gym, palestra, appunto. Premendolo si disattivano tutte le assistenze come servofreno e servosterzo; inoltre viene aumentata la resistenza dei pedali e della leva del cambio, per rendere necessaria una forza maggiore per azionarli. Ci manca già il fiato.

    O

    Questo è del 2014, opera della filiale inglese di Opel, cioè Vauxhall. Sfruttando l’attenzione per i mondiali di calcio di quell’anno in Brasile, veniva annunciata un’edizione speciale dell’Astra, chiamata appunto Copacabana. Fuori aveva delle decorazioni di stile calcistico, e questo ci poteva stare. Il tocco di genio è la descrizione degli interni, rivestiti di turf, lo stesso materiale sintetico che si usa in alcuni campi di calcetto e negli stadi americani. Non basta: lo spazio per appoggiare i piedi è riempito di sabbia e c’è anche un distributore automatico di cocktail. Colpo di sole.

    F1 tweet

    Questo era fantastico, opera della scuderia di F1 Red Bull nel 2014, diffuso ovviamente da un tweet. La Red Bull avrebbe testato nel prossimo Gran Premio un nuovo volante che avrebbe permesso ai piloti di inviare tweet durante la corsa. E nell’immagine si vede un fantomatico messaggio di Daniel Ricciardo esultante per aver appena superato Kimi Raikkonen. Semplicemente geniale.

    Skoda Fabia camaleonte

    Nel 2015 la Skoda ha annunciato la sua proposta per risolvere i dubbi nella scelta del colore dell’auto: sceglieteli tutti. Con un optional da circa 500 euro, la Fabia veniva dotata di un dispositivo che permetteva di cambiare la tinta della carrozzeria semplicemente premendo un pulsante. Nell’annuncio si citava il fantomatico dottor Gio Kyng (in inglese “joking”, scherzare) dell’università di Praga, che spiegava come ciò fosse possibile grazie ad uno speciale strato di “unobtainium” che ricopriva la carrozzeria, in grado di cambiare colore applicando una piccola corrente elettrica. Anche qui il gioco di parole era plateale: una desinenza latineggiante della parola inglese unobtainable, cioè non ottenibile.

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