Peugeot 205: le mitiche GTI e T16 rivivono in un film

Peugeot 205: le mitiche GTI e T16 rivivono in un film
da in Motori, Peugeot, Rally

    Peugeot 205 T16

    Cinema e automobili hanno sempre avuto un rapporto molto stretto: dagli inseguimenti improbabili nei film comici della Keystone e Mack Sennett negli anni ’10 del XX secolo a quello mozzafiato e indimenticabile in “Bullitt“, del 1968, con il mitico Steve McQueen; dal ritratto suggestivo di “Le Mans” nel 1971, sempre con McQueen, al recente “Rush” di Ron Howard, del 2013. Ma il numero di pellicole a quattro ruote è sterminato.

    Il 7 aprile 2016 è il giorno in cui nelle sale italiane esordisce il film “Veloce come il vento“, diretto da Matteo Rovere e intepretato da Stefano Accorsi e dalla giovanissima Matilda De Angelis. E’ la storia di una ragazza che corre nel campionato italiano GT e incontra varie vicissitudini. Il film ripercorre anche la storia degli ultimi trent’anni delle competizioni automobilistiche italiane. Una parte di rilievo nel racconto è rivestita dalla Peugeot. Intanto perché l’asso del rally nazionale Paolo Andreucci, il pilota di punta della casa francese in Italia, ha prestato la propria consulenza per le scene di pilotaggio; ma anche perché “recitano” due grandi interpreti del passato che portano il marchio del leone: le Peugeot 205 GTI e 205 Turbo 16, protagoniste indiscusse dell’immaginario di una generazione di appassionati e delle gare di rally in tutto il mondo a metà degli anni ’80.

    Peugeot 205 GTI

    Lasciamo le vicende del film agli spettatori che vorranno vederlo in sala e concentriamoci invece sulle due importanti vetture francesi. Siamo nel 1984, la casa francese infonde una spinta grintosa e sportiva alla gamma della 205 (la cui produzione era cominciata due anni prima) facendo uscire la GTI 1.6. Motore aspirato, 105 cavalli e un carattere deciso provocarono scompiglio nel settore delle piccole cattive: praticamente c’era solo la Golf GTI, ma era di segmento superiore, mentre Fiat Uno Turbo e Renault 5 GT Turbo sarebbero arrivate l’anno successivo.

    La 205 GTI era solo la prima mossa di una partita complessa che la Peugeot si apprestava a giocare, vale a dire la partecipazione al campionato del mondo di rally. Infatti nello stesso anno cominciò la commercializzazione della 205 Turbo 16: 200 esemplari per avere l’omologazione necessaria a partecipare alle competizioni FIA Gruppo B, vale a dire la categoria di vetture più pazzesca nella storia delle corse (e fu anche tragica con le morti di Attilio Bettega, Henri Toivonen e Sergio Cresto). La nuova francese andava a competere contro mostri del calibro di Audi quattro e Lancia 037.

    Peugeot 205 T16 stradale

    La Peugeot 205 Turbo 16 era estrema anche in versione stradale; intanto il motore era montato in posizione centrale, soluzione puramente racing; 4 cilindri in linea 1.8, sovralimentazione con turbocompressore KKK e raffreddamento tramite intercooler, distribuzione a 4 valvole per cilindro, potenza da brivido di 200 cavalli (in soli 1.145 Kg, peso impensabile oggi), non dimentichiamo che era il 1984. Bastavano per raggiungere i 209 Km/h e spuntare uno stacco 0-100 in 6 secondi netti. Trazione integrale con tre differenziali autobloccanti.

    Se tutto questo sembra molto (e lo è), osserviamo invece la vettura da corsa, versione Evo. Potenza di 370 cavalli raggiunta aumentando la pressione di sovralimentazione (passata da 0.7 a 1,4 bar), peso sceso a 960 Kg come da regolamento per la classe 1.8 a cui apparteneva. Nella stagione 1984 partecipò a 5 rally mondiali. Ari Vatanen stava per vincere all’esordio in Corsica ma si cappottò. Arrivarono poi i suoi tre successi al Mille Laghi, a Sanremo e al RAC.

    Il 1985 fu l’anno della consacrazione: 7 vittorie su 12, 2 delle quali di Vatanen e le altre 5 di Timo Salonen che dominò il campionato conquistando il titolo. Iride per Peugeot anche nella classifica costruttori.

    Peugeot 205 T16 2

    A metà stagione esordì la versione Evo 2, la belva: turbo Garrett con pressione a 2,5 bar, potenza folle di 560 cavalli e peso sceso a 930 Kg grazie all’adozione di parti di fibra di carbonio per il telaio, soluzione che migliorò anche la guidabilità della vettura. L’enorme alettone posteriore assicurava un carico aerodinamico di 230 Kg, indispensabile nei salti per far sì che l’auto tornasse normalmente a terra dopo un balzo invece di precipitare rovinosamente dopo un decollo.

    Il 1986 confermò la superiorità della Peugeot 205 Turbo 16 sulla concorrenza, ma fu molto dura: la nuova Lancia Delta S4 di Markku Alen si dimostrò subito fortissima e il titolo fu deciso in extremis; se lo aggiudicò Juha Kankkunen che regalò alla Peugeot i titoli piloti e costruttori. Alla fine della stagione la FIA bandì le vetture di Gruppo B, dopo i troppi lutti di quei due anni. Il canto del cigno della 205 T16, in versione Grand Raid, fu nel 1987 con la vittoria alla massacrante Parigi-Dakar, sempre con Kankkunen al volante.

    Peugeot 205 GTI posteriore

    I successi sportivi, come sempre, si riflettono anche sulla produzione di serie. I trionfi nei rally spinsero molto le vendite della 205. Nel frattempo la GTI 1.6 riceveva un kit di elaborazione Peugeot-Talbot Sport che la portava a 125 cavalli. Ma nel 1986 arrivò la versione definitiva: la 205 GTI 1.9 da 130 cavalli. La ciliegina sulla torta per un modello che alla fine della sua carriera, nel 1998, totalizzò l’impressionante numero di 5.278.054 esemplari venduti in tutto il mondo. Un modello che entrò nella storia della Peugeot e, di riflesso, in quella dell’automobile.

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