Multe autovelox: quando la legge ti permette di violarla

Multe autovelox: quando la legge ti permette di violarla

Recente sentenza annulla una sanzione per evidente stato di urgenza e necessità. Casi previsti dal Codice penale

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    Multe autovelox: quando la legge ti permette di violarla

    A nessuno fa piacere prendere una multa tramite autovelox, soprattutto se pensiamo al vero motivo per cui quasi sempre questi apparecchi vengono piazzati: per rastrellare denaro facile con cui riempire le casse degli enti pubblici, comuni in testa, i quali così possono continuare a sprecare denaro pubblico senza vergogna. Perché se l’obiettivo fosse realmente la sicurezza stradale come politici e dirigenti pubblici vogliono far credere, allora impiegherebbero quel denaro per aumentare le pattuglie. Solo fermando chi va troppo velocemente si evita il pericolo, non chiedendogli del denaro dopo qualche mese.

    Però dobbiamo riconoscere che delle regole sono necessarie e ci tocca convivere con questi apparecchi infernali. Tuttavia esistono delle circostanze eccezionali in cui la legge consente di violare una norma, quindi anche quelle del Codice della strada: lo stato di necessità e urgenza. Questo è stato ribadito recentemente da una sentenza del Giudice di pace di Palermo. Si tratta comunque di una situazione già presente da tanto tempo nella normativa italiana. Ma attenzione, non è una scappatoia.

    Vediamo i dettagli.

    Il magistrato sopra citato, tramite la sentenza numero 363/2016, ha accolto il ricorso di un automobilista multato tramite autovelox per eccesso di velocità oltre 40 Km/h. Il giudice ha annullato la sanzione perché il ricorrente si trovava in evidente stato di necessità.
    Spieghiamo meglio cosa vuol dire. La legge numero 689 del 24 novembre 1981, all’articolo 4 prescrive che: “Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa“.

    Inoltre l’articolo 54 del Codice penale, comma 1, dice che: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo“.
    E’ abbastanza chiaro: deve esserci una concreta e urgente situazione di pericolo per uscire dalla quale non c’è alternativa alla violazione della norma. Inoltre la violazione deve essere proporzionata al pericolo. Altrettanto importante, tutte queste circostanze devono essere provate davanti al giudice.

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