Multe con Tutor: una sentenza dichiara illegittimo il sistema

Multe con Tutor: una sentenza dichiara illegittimo il sistema

Un giudice di pace annulla un verbale ritenendo non valida l'omologazione

    Multe con Tutor: una sentenza dichiara illegittimo il sistema

    C’è qualche aspetto della pubblica amministrazione che funziona secondo una logica? Ora il sistema Tutor potrebbe essere illegittimo, di conseguenza le multe non notificate potrebbero essere annullate e ci sarebbero validi motivi per ricorrere contro quelle già notificate ma non ancora pagate.
    Calma, però. Non è così semplice. E assolutamente non certo. Riepiloghiamo la vicenda. Una recente sentenza del Giudice di pace di Terni, dell’8 febbraio 2016, ha annullato un verbale per eccesso di velocità rilevato dal tutor sull’A1 tra Magliano Sabina e Orte, accogliendo il ricorso di un avvocato di Viterbo. Il giudice ha motivato l’annullamento del verbale spiegando che il sistema Tutor è illegittimo. Perché?

    Facciamo un passo indietro. Il Tutor, nome tecnico Sistema informativo controllo velocità o Sicve, è stato omologato dal ministero dei Trasporti nel 2004, accogliendo una domanda di approvazione della società Autostrade per l’Italia. Tuttavia nel 2010 la società ha proceduto ad una riorganizzazione, trasferendo tutte le competenze sui sistemi di controllo velocità ad una nuova società ad essa appartenente, chiamata Autostrade Tech. Lo stesso anno il ministero aveva decretato che le stesse omologazioni della società precedente venivano trasferite alla nuova. Tutto regolare, quindi?
    Non esattamente, a quanto sembra.

    L’articolo 192 del regolamento di esecuzione del Codice della strada prescrive al comma 5 che l’approvazione di prototipi (quale era il Tutor al momento della prima omologazione del 2004) non è trasmissibile a soggetti diversi dal richiedente. Quindi l’omologazione approvata per conto di Autostrade per l’Italia non poteva essere trasferita ad Autostrade Tech.

    Il Codice della strada e il suo regolamento di attuazione sono leggi dello Stato.

    Il decreto ministeriale del 2010 non può andare contro una legge, perché giuridicamente è di rango inferiore. Per questo motivo, sentenzia il giudice, la multa va annullata.

    La questione non è finita qui. Il ministero dell’Interno, che è a capo della Polizia stradale che ha emesso il verbale annullato, ha fatto sapere che ricorrerà contro questa sentenza. Per cui non è il momento di festeggiare contro una fantomatica abolizione del Tutor.
    Tra l’altro, se anche il ministero perdesse il ricorso, basterà procedere ad una nuova omologazione a nome della nuova società. Magari i solerti funzionari ministeriali potevano accorgersene prima.

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