Fumare in auto: il decreto che lo vieta entra in vigore

Fumare in auto: il decreto che lo vieta entra in vigore
da in Codice della strada, Motori, auto
Ultimo aggiornamento: Martedì 02/02/2016 13:02

    A partire da oggi 2 febbraio 2016, entrano in vigore alcune normative europee che riguardano i prodotti a base di nicotina. Infatti, oltre alle norme relative alla produzione e alla presentazione delle sigarette, entra in vigore anche il decreto che vieta agli automobilisti di fumare quando a bordo ci sono minori o donne in stato di gravidanza. La sanzione, per chi infrangerà questa legge, è pari a 500 euro di multa. Tutto ciò, però, non è sufficiente se i controlli non aumentano, ed è quello che chiede a gran voce Carlo Rienzi, presidente dell’associazione per la difesa dei diritti degli utenti. La normativa, per la precisione, riguarda sia quando l’auto è in movimento, sia quando è ferma.

    Prima di questo decreto che ufficializza il divieto di fumare in auto, anche se parzialmente, era già stato promosso un ddl contro il fumo in auto. Il numero 622 che recitava: “Fumare mentre si guida determina una situazione equiparabile a quanto accade in caso di uso del telefono cellulare mentre si è al volante e, come sappiamo, una recente norma introdotta nel citato codice della strada, vieta l’uso degli apparecchi radiotelefonici durante la marcia e prevede adeguate sanzioni in caso di violazione”.

    A promuovere il disegno di legge, teso a proibire il fumo in automobile, con tanto di multe salate e ritiro della patente in caso di recidiva, si era mossa per prima l’armata di Forza Italia, capitanata dal vulcanico senatore Antonio Razzi coadiuvato in primis dal collega Domenico Scillipoti e da tante altre firme. L’obiettivo dei senatori era quello di infilare una piccola modifica al codice della strada, introducendo nell’articolo 173-bis questo comma: “È vietato al conducente fumare durante la marcia”. Pene severissime per chi dovesse infrangere il divieto: multa da 161 a 646 euro e ritiro della patente se si viene beccati una seconda volta al volante con la sigaretta accesa nel corso di due anni.

    Ma la questione che lasciava più perplessi, considerato che la legge potesse essere valida o meno, era la porzione di ddl nella quale si citava l’azione del gettare la sigaretta fuori dal finestrino. “Inoltre vi è il fatto che spesso, e per consuetudine quasi automatica, il conducente getta fuori dal finestrino il mozzicone acceso, con conseguenze imprevedibili per l’ambiente esterno. La circostanza ha spesso causato incendi sulle sterpaglie adiacenti strade a percorrenza veloce, con la comparsa improvvisa di fumo che, ostacolando la visibilità, rischia di provocare incidenti“. Ora, siamo un po’ alle solite all’italiana. Dare maggiore sicurezza sulle strade nel nostro Paese è questione inconfutabile e che va cavalcata passo per passo, da auto più sicure, a leggi che garantiscano un comportamento di guida corretto con pene ragionevolmente severe. E la sigaretta mentre si è al volante è un bene che venga proibita, ma passare come spesso accade dal bianco al nero, no. Questo decreto cambia un po’ le idee di quel ddl, vietando parzialmente il fumo in auto. Non dimentichiamoci, infatti, che il fumo provoca nel nostro paese dai 70.000 agli 83.000 morti all’anno e che i cittadini italiani considerabili fumatori sono 10 milioni e per il 60% uomini.

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