Cambiare gomma bucata: con Bridgestone non serve

Cambiare gomma bucata: con Bridgestone non serve
da in Motori, Pneumatici

    Bridgestone DriveGuard, il guardiano della guida, è il nome del nuovo pneumatico costruito dalla casa giapponese. Questo prodotto promette, e ha tutte le carte in regola per farlo, di rivoluzionare non solo il settore dei pneumatici ma l’intero modo di vivere l’automobile. Si tratta di una tecnologia nuova che rappresenta l’evoluzione di una caratteristica già sperimentata in alcuni modelli specifici nella fascia premium del mercato. La possibilità, cioè, di continuare a guidare anche dopo una foratura, senza la necessità di sostituire immediatamente la ruota danneggiata. Bridgestone Europa ha appena presentato il DriveGuard in un evento per i media e gli addetti ai lavori, organizzato tra Monte Carlo e Nizza. Qui abbiamo avuto la possibilità di provare le caratteristiche di questo nuovo pneumatico.

    Bridgestone DriveGuard gomma

    Alcuni modelli di auto di fascia alta, la cosiddetta premium, dispongono già di pneumatici del tipo “run flat“, anch’essi in grado di proseguire la marcia dopo la foratura. Tuttavia il DriveGuard di Bridgestone va oltre, grazie a differenze importanti. Innanzitutto questo pneumatico può essere montato su tutte le auto passeggeri dotate di sistema TPMS, cioè il monitoraggio della pressione, indipendentemente da marca e modello. Questo dispositivo è obbligatorio in Europa su tutte le nuove auto immatricolate da novembre 2014. Si stima che nel 2016 saranno circa 32 milioni i veicoli in circolazione dotati di tale sistema; per il 2020 si prevede che le auto dotate di TPMS costituiranno il 38% del mercato, equivalente a 74 milioni di veicoli. Volendo, sulle auto che ne sono sprovviste è possibile far installare questo sistema da un gommista, anche se al momento i costi sono molto alti. Al momento del lancio commerciale, marzo 2016, il DriveGuard sarà disponibile in 19 misure per i pneumatici estivi; da giugno si aggiungeranno quelli invernali in 11 misure. Andiamo da 185/65 R15 a 245/40 R18. Ogni pneumatico run flat tradizionale invece è calibrato per uno specifico modello di auto e solo per quello. Un’altra differenza molto importante è data dal fatto che il run flat non si può mai riparare, mentre il DriveGuard sì, entro precise condizioni agevolmente verificabili dal gommista. In questo il nuovo prodotto Bridgestone non è diverso dalle gomme normali. Lo stesso tipo di danno, se è riparabile su un pneumatico tradizionale, lo sarà anche sul DriveGuard.

    Bridgestone Driveguard struttura

    Vediamo in dettaglio cosa permette al Bridgestone DriveGuard di proseguire la marcia anche dopo una foratura. Innanzitutto precisiamo che in condizioni di gomma forata, quindi con continua fuoriuscita d’aria, è possibile proseguire per 80 Km ad una velocità massima di 80 Km/h. Queste sono condizioni limite. Ovviamente si consiglia di proseguire con la massima prudenza senza effettuare manovre brusche; l’obiettivo deve sempre essere quello di recarsi in officina al più presto per riparare la gomma. Il DriveGuard permette di farlo ad un livello di sicurezza prima impensabile, almeno per la grande maggioranza delle persone. Come funziona? Il peso della vettura è sostenuto dall’aria contenuta nella gomma. Dopo una foratura l’aria esce, quindi la ruota si appiattisce perché improvvisamente si trova a sostenere il peso dell’auto. Di conseguenza la vettura non è più controllabile, la marcia diventa impossibile. Il Bridgestone DriveGuard è costruito con alcuni consistenti rinforzi ai fianchi. In questo modo la ruota mantiene la normale forma circolare e si può continuare a viaggiare, sempre entro i limiti prima specificati. Un altro problema derivato dalla marcia a ruota sgonfia è il rapido surriscaldamento della stessa, dovuto all’enorme aumento della forza d’attrito col suolo a causa dell’incrementato peso da sostenere. Il surriscaldamento elevato può distruggere la gomma in brevissimo tempo. Il DriveGuard è capace anche di smaltire in modo efficiente il calore in eccesso: infatti la carcassa comprende una speciale tela in poliestere che resiste bene alla generazione del calore; inoltre una mescola speciale chiamata Nano Pro-Tech riduce l’attrito tra le molecole di carbonio; infine, poiché il calore si dirige verso il fianco della gomma, il DriveGuard possiede in quella zona delle particolari alette le quali, quando il calore vi si dirige, creano una turbolenza grazie al loro disegno; in questo modo il calore viene dissipato più velocemente. E’ bello aggiungere che c’è anche un po’ di eccellenza italiana accanto a tutta quest’alta tecnologia giapponese. Infatti lo sviluppo del DriveGuard è stato eseguito in misura sostanziale nel centro tecnico europeo Bridgestone che ha sede a Roma (sono solo tre al mondo, uno è in Giappone, l’altro negli Stati Uniti); italiani sono quindi molti dei tecnici che hanno contribuito alla realizzazione di questo prodotto così all’avanguardia.

    Bridgestone DriveGuard prova 2

    I prezzi del Bridgestone DriveGuard non sono ancora stati comunicati tuttavia, in base alle ricerche di mercato effettuate in merito, la casa giapponese è orientata ad una differenza tra il 15 e il 20% in più rispetto al corrispondente pneumatico normale, cioè il Turanza. Non è molto, considerando i grandi vantaggi del DriveGuard. Un dubbio legittimo che ci si potrebbe porre quindi riguarda i possibili compromessi sulle altre caratteristiche per non salire troppo di prezzo. Nessuno, è la risposta. Le prestazioni restano di primo livello. La classe europea nell’aderenza sul bagnato, quella riportata sull’etichetta obbligatoria, è la A, il massimo, sulle gomme estive e la B su quelle invernali. Contemporaneamente il DriveGuard rientra nella categoria C sulla resistenza al rotolamento. Parliamo del meglio sul mercato, quindi. Un particolare in più, che non guasta, è il peso contenuto della gomma: tra il 5 e il 10% in più, a seconda delle misure. Quasi irrilevante, se si pensa che non è più necessario portarsi dietro la ruota di scorta. Infine i materiali con cui è costruito il DriveGuard sono completamente riciclabili, secondo il consolidato circuito di smaltimento del settore.

    Bridgestone DriveGuard prova 1

    Era necessario progettare un pneumatico in grado di marciare anche forato? Serve veramente all’automobilista? E’ vero che non si fora più spesso come una volta, ma il problema non è certo scomparso. Chiodi e oggetti taglienti sono ancora disseminati lungo le strade. C’è sempre il vecchio sistema di sostituire subito la ruota. Ma ormai nessuna casa fornisce più una vera ruota di scorta. Quando va bene, c’è il famigerato ruotino. Sempre più frequentemente, non c’è più nemmeno quello. Viene dato l’altrettanto famigerato kit di riparazione d’emergenza. Il ruotino ha lo stesso limite di velocità, 80 Km/h. Il kit spesso non si può usare. Ma il vero nodo della questione è l’evitare del tutto l’operazione di sostituzione in strada. Perché non è solo una scocciatura; spesso si tratta di vero e proprio pericolo. Non pretenderemo certo di forare sempre in una strada larga dove c’è un ampio spazio in cui operare in sicurezza? No, spesso accade in punti talmente pericolosi dove quest’idea va scartata immediatamente. Aggiungiamo i dati di una ricerca commissionata a questo proposito dalla Bridgestone. Circa il 60% degli automobilisti intervistati ha forato negli ultimi 4 anni; il 23% delle forature si verifica dopo il tramonto; oltre il 50% in luoghi disagevoli; il 93% delle persone intervistate ha perso più di 3 ore a causa della foratura; oltre l’80% è preoccupato per la propria sicurezza; più del 25% fora quando ha bambini a bordo; il 50% è preoccupato per la sicurezza del ruotino; il 33% non sa usare correttamente il kit di gonfiaggio. Infine il 72% delle donne non sostituisce mai la ruota, mentre tra gli uomini il dato è del 33%. Tutti motivi che rendono molto attraente la possibilità di avere un pneumatico come il Bridgestone DriveGuard.

    Bridgestone DriveGuard prova 4

    Fa un certo effetto apprestarsi a guidare un’auto lungo uno stretto percorso collinare un po’ sconnesso e con qualche tornante, in mezzo al traffico, sapendo che hanno appena intenzionalmente forato una ruota con un grosso chiodo e l’hanno anche immediatamente sgonfiata quasi del tutto. Eppure queste sono proprio le condizioni “ideali” per capire i vantaggi di un pneumatico come il Bridgestone DriveGuard. In realtà in una situazione ordinaria la pressione dell’aria non cala mai di colpo. E’ il TPMS a segnalare inizialmente il problema, ci vuole un po’ di tempo per avvertire l’anomalia. Ma dopo, con una gomma normale, il problema diventa molto serio, in poche centinaia di metri la macchina diventa inguidabile, ci si deve per forza fermare. Bridgestone DriveGuard Stefano Modena Col DriveGuard, niente di tutto questo. Abbiamo cominciato la prova per le colline circostanti Nizza, dopo aver ascoltato i consigli di Stefano Modena, ex pilota di Formula 1 e attuale test driver di Bridgestone. Circolando con una ruota praticamente a terra, l’unica sensazione è che l’auto “tira” un po’, non molto, nella direzione in cui si trova la ruota forata. Ma la circolazione è assolutamente normale, il controllo è totale, a patto di non superare gli 80 Km/h. Perfino nei tornanti, quando la ruota forata si trova all’esterno della curva, quindi con la maggior parte del carico su di essa, non si avvertono incertezze. Di conseguenza anche il comfort rimane inalterato, dossi e asperità non provocano alcun fastidio. Il “tiraggio” ha cominciato ad accentuarsi solo dopo una quindicina di chilometri, ma niente di problematico, nonostante in quel momento la ruota fosse completamente sgonfia. Da non crederci. Eppure è la realtà.

    1787

    Referendum costituzionale 2016

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