DeLorean DMC-12: la storia dell’auto di Ritorno al Futuro

DeLorean DMC-12: la storia dell’auto di Ritorno al Futuro
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    DeLorean DMC-12: la storia dell’auto di Ritorno al Futuro

    Secondo il film Ritorno al Futuro Parte II, diretto da Robert Zemeckis e prodotto da Steven Spielberg, oggi, 21 Ottobre 2015, Il dottore Doc Brown e Marty McFly, interpretati da Christopher Lloyd e Michael J. Fox attraversavano lo spazio-tempo e “ritornare” nel futuro grazie alla loro bellissima e famosissima macchina del tempo, la DeLorean DMC-12.

    Serviva un’auto capace di trasmettere agli spettatori la sensazione di “futuro”, era il 1989 e per Ritorno al Futuro Parte II, la macchina del tempo dei due protagonisti era la DeLorean DMC-12. Il suo design, firmato Giorgetto Giugiaro, era sportivo, accattivante e soprattutto particolare. Quest’auto sembrava essere fatta apposta per il film anche se a livello commerciale non stava avenbdo fortuna, tra 1981 e il 1983, vennero vendute solo 9.200 unità, molte di queste ancora in “attività” sul suolo americano. Nel 1985, complici le vendite marginali e le grosse spese l’azienda dovette dichiararsi “out of business”, ecco perché Ritorno al Futuro non è stato solo uno dei film più amati di sempre e una delle saghe più viste ma questo film ha salvato la DeLorean.

    La prima DeLorean doveva avere un prezzo accessibile a tutti con un prezzo stimato di 12.000 dollari dell’epoca, quindi circa il doppio se calcoliamo l’inflazione. Il motore che p”pulsava” sotto quella carrozzeria futuristica era un V6 Douvrin PRV, prodotto in collaborazione da Peugeot, Renault e Volvo. Il motore era montato nella parte posteriore, una cilindrata da 2,85 litri, capace di sviluppare una potenza massima di 130 CV ad un regime di 5.500 giri, mentre la coppia arrivava a 208 Nm a 2.750 giri al minuto. Il cambio era manuale a cinque marce ma c’era la possibilità i avere un secondo cambio, automatico da tre rapporti.

    Abbiamo accennato prima alla carrozzeria “futuristica” della DeLorean DMC-12. La sua caratteristica più identificativa era la carrozzeria in acciaio inossidabile AISI 304 senza alcuna verniciatura, già questo basterebbe a giustificare la volontà della produzione del film di volerla nel “cast” (si perché la DeLorean è una delle protagoniste del film, provate a chiedere ai fans) poiché somigliava molto ad una navicella spaziale o a qualcosa di molto simile e quindi di sconosciuto. Inoltre le portiere con l’apertura “ad ali di gabbiano” rendeva il tutto più “strano” e l’effetto sul pubblico veniva ulteriormente ampliato.

    Come detto in precedenza l’auto “del tempo” sarebbe dovuta costare intorno ai 12 mila dollari (dell’epoca) invece poco prima di lanciarla sul mercato, per via dei costi di produzione elevati, non si poteva mantenere quel prezzo e si arrivò ad un prezzo d’acquisto di 25 mila dollari, circa 50 mila dollari ad oggi, un costo sicuramente non irrisorio. Da non sottovalutare, infatti, il ruolo che svolge il prezzo della vettura nelle dinamiche di vendita, dopo un iniziale successo per la sorpresa e la “stranezza” di questa vettura, alcuni mesi dopo, la DeLorean DMC-12 subì un crollo delle richieste e quindi della produzione.

    La DeLorean riuscì a resistere fino al 1983 ma poi, affossata dai debiti, decise di chiudere i battenti. Steven Spielberg e Robert Zemeckis non sono riusciti a ridare una vita commerciale alla società ma forse hanno fatto qualcosa di molto di più, hanno consegnato la DeLorean DMC-12 alla storia del cinema e dei motori come una vera e propria leggenda.

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