Google car: l’auto intelligente non può capire le negligenze umane

Google car: l’auto intelligente non può capire le negligenze umane
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    Le sperimentazioni delle Google car, l’auto a guida autonoma di Mountain View, continuano e con esse anche gli imprevisti. Dal 2009 ad oggi, infatti, le auto autonome marchiate Google sono state coinvolte in 16 incidenti in tutto, l’ultimo dei quali il 20 agosto, ma reso noto dall’azienda californiana solo pochi giorni fa. Se siete del gruppo di persone ancora molto scettiche a riguardo, sappiate che si è trattato di un errore umano e non della macchina. Infatti, apprendendo cosa è successo scopriamo che la vettura ha individuato un pedone che stava attraversano la strada ed ha provveduto a diminuire la velocità.

    A quel punto il conducente umano ha frenato per consentire l’attraversamento in tutta sicurezza, ma è stato tamponato da una berlina che procedeva dietro di lui. È stato dichiarato che se il guidatore della Google car se avesse lasciato fare tutto all’auto probabilmente avrebbe evitato la collisione, perchè la macchina avrebbe frenato più dolcemente, lasciando più spazio di manovra all’auto dietro. Le conseguenze? La vettura ha subito qualche danno ed il “safety driver” ha riportato un leggero colpo di frusta, ma per precauzione è stato portato in ospedale.

    La vettura californiana è stata pensata per rispettare le regole, forse fin troppo bene. Infatti possiamo ricordare un altro episodio, questa volta del 2009, dove una Google car è rimasta bloccata ad un incrocio con quattro segnali di stop. Nella logica di programmazione, le altre auto avrebbero dovuto fermarsi e a quel punto la macchina di Google avrebbe potuto approcciare l’incrocio.

    Tuttavia in America le regole stradali sono leggermente diverse dalle nostre ed ecco che le auto rallentano semplicemente, indicando agli altri automobilisti la propria traiettoria futura e poi procedendo in sicurezza. Il risultato? L’auto è andata in tilt.

    Un ultimo esempio potrebbe essere quello successo durante un giro di collaudo con i giornalisti del New York Times. Appropinquandosi ad un semaforo, la Google car ha rilevato l’avvicinamento di un’altra vettura al semaforo rosso ad una velocità troppo alta rispetto ai suoi standard, così da farle compiere una manovra brusca ed imprevista per evitare un possibile scontro. In realtà l’altro automobilista ha solo frenato all’ultimo, senza nessuna conseguenza.

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