Auto a guida autonoma: MCity, la città didatta

Auto a guida autonoma: MCity, la città didatta
da in Motori
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30/03/2016 09:25

    MCity panoramica

    L’auto a guida autonoma, quella con le tecnologie che apriranno le porte alla mobilità del 21° secolo, ha un suo ambiente creato ad hoc per realizzare test di veicoli connessi e senza guidatore. Si chiama MCity ed è una città progettata e sviluppata dall’università del Michigan, in collaborazione col Dipartimento dei trasporti del Michigan. Una sorta di “Truman Show” delle auto dove all’interno non ci sono abitanti ma solo contesti urbani progettati per supportare test rigorosi e ripetibili sulle nuove tecnologie, prima che vengano trasferite sulle strade aperte alla circolazione.

    MCity è un’area di circa 130.000 metri quadrati in cui viene simulato l’ambiente urbano e suburbano; include una rete di strade con incroci, segnali, semafori, facciate di edifici, marciapiedi e ostacoli da cantieri stradali. La struttura evidenzia quanto lo stato del Michigan stia emergendo come leader nella mobilità avanzata, capitalizzando la propria posizione come centro globale nella ricerca automobilistica da più di un secolo. Oggi il Michigan è la casa di 375 centri di ricerca nel settore; presenta la più alta concentrazione nazionale di ingegneri industriali e meccanici.

    In particolare, MCity consente ai ricercatori di simulare le situazioni in cui i veicoli automatici verrebbero maggiormente messi alla prova. Sono stati incorporati anche i più piccoli dettagli degli ambienti urbani, come ad esempio segnali stradali rovinati da scarabocchi o linee della carreggiata sbiadite. Tra le tecnologie che verranno testate in questa struttura troviamo quelle conosciute comunemente come V2V o V2I, cioè veicoli che comunicano con altri veicoli o con l’infrastruttura; ci sono anche vari tipi di automazione fino al veicolo a totale guida autonoma.

    Crediamo che questa trasformazione verso la mobilità connessa e autonoma sia un fattore decisivo per sicurezza, energia e accessibilità” – è quanto afferma Peter Sweatman, direttore del Centro di trasformazione della mobilità (MTC) all’Università del Michigan – “Le nostre città e le nostre periferie saranno luoghi molto migliori in cui vivere. Queste tecnologie apriranno realmente le porte alla mobilità del 21° secolo“. MTC è una partnership pubblica-privata tra industria, pubblica amministrazione e accademia. Questo centro è stato creato per gettare le basi di un ecosistema commercialmente sostenibile nella mobilità connessa e automatica che rivoluzionerà la movimentazione di merci e persone a livello mondiale. Un obiettivo chiave di MTC è la messa in strada di una rete condivisa di veicoli connessi e automatici per le vie di Ann Arbor (sede dell’università) entro il 2021.

    Oltre ad MCity, MTC ha in via di sviluppo tre sistemi di veicoli automatici su strada. In collaborazione con la Michigan Economic Development Corporation, e partendo da un progetto (lanciato tre anni fa) di circa 3.000 veicoli connessi, MTC sta lavorando ad un’imponente messa in strada di 9.000 veicoli connessi e operanti in quest’area. C’è anche un progetto per mettere 20.000 veicoli connessi in strada nel sud-est del Michigan. Infine si sta lavorando alla consegna di 2.000 veicoli connessi e automatici ad Ann Arbor.

    MTC sta guardando oltre, per far diventare una realtà la mobilità della prossima generazione. Il centro mette insieme facoltà e studenti dell’intera università per esplorare la ragnatela di sfide sociali, politiche, tecniche, legali, commerciali e ingegneristiche che vanno affrontate. MTC è stato avviato nel 2013 e la costruzione di MCity è cominciata lo scorso anno. Sono stati investiti nella struttura di collaudo circa 10 milioni di dollari, fondi provenienti dall’università e dal governo statale. MCity sarà messa a disposizione di qualsiasi organizzazione, ma la priorità verrà data ai partner di MTC e all’università.

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