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Accessori auto: i 10 che non vedremo mai più

Accessori auto: i 10 che non vedremo mai più
da in Accessori auto, Auto, Motori
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 01/07/2015 18:46

    E’ difficile immaginare su cosa gli adolescenti di oggi diventeranno nostalgici quando fra 30 anni ricorderanno la loro prima auto. Nessuno sa come cambieranno le automobili in futuro. Sebbene di auto davvero folli se ne vedano in circolazione. Quello che certamente sappiamo è quanto le auto di oggi siano diverse da quelle di 30 anni fa e quanto la ricerca della sicurezza del comfort e di design più moderni abbia modificato anche i più piccoli particolari delle loro antenate. Ecco dieci esempi di accessori auto che sicuramente non vedremo mai più su un auto.

    photo credit: 1965 FORD FALCON CONVERTIBLE via photopin (license)

    In realtà dovremmo risalire a ben più di 30 anni fa, circa 50. Per esempio la Fiat 1100 o la primissima Alfa Romeo Giulia, l’elenco è lungo. A quell’epoca le cinture di sicurezza non venivano nemmeno previste. C’era posto per tre persone o addirittura quattro, se uno era un bambino.

    Questa era un’abitudine quasi esclusivamente americana, inventata dalla General Motors e applicata per la prima volta sulla Cadillac del 1948. L’ispirazione proveniva dal caccia della seconda guerra mondiale Lockheed P-38 Lightning. Negli anni ’50 cominciò la corsa allo spazio e la gente era come fissata su tutto ciò che vi era legato. E le pinne davano all’auto un aspetto futuristico.

    Sulla plancia, a fianco dell’accendisigari elettrico, oppure sul retro dei sedili posteriori o anche sui braccioli: lo trovavi sempre. E se non fumavi, era comodo per le monetine. Oggi devi richiedere l’optional del “pacchetto fumatori”.

    Ai vecchi tempi si potevano facilmente caricare provviste per una settimana, la ruota di scorta, un “cadavere della mafia” e ancora restava spazio. Oggi si è fortunati ad avere 500 litri di capacità in una berlina.

    Il vantaggio di una ruota di scorta a pieno formato era di poterla montare, riporre al suo posto quella forata e ripartire, senza l’urgenza della riparazione. Invece i ruotini di oggi permettono brevi distanze al massimo ad 80 Km/h. Sempre che il ruotino ci sia, e non abbiano invece messo il kit di riparazione.

    Un elemento della carrozzeria indispensabile prima dell’avvento dell’aria condizionata. Ottimo per il ricircolo dell’aria senza prendersi un getto in faccia.

    Anche qui parliamo di un’abitudine degli anni ’50. Il clacson ad anello era considerato un miglioramento per la sicurezza. Permetteva di suonare senza staccare la mano dal volante. Poi si è tornati al pulsante centrale. Dall’introduzione dell’airbag si è passati anche a pulsantini laterali.

    Non è che siano proprio scomparsi del tutto, però oggi sono poco invadenti, quando non proprio silenziosi. Ma una volta il rumore era tale che era impossibile dimenticarsi la freccia accesa per chilometri, al contrario di oggi.

    Da noi sono scomparse praticamente dalla fine degli anni ’40 ma sono state piuttosto comuni per un altro decennio ovunque, nelle berlina di fascia medioalta. Si tratta delle portiere posteriori ad apertura controvento, abbinate a quelle anteriori ad apertura “normale”. Il soprannome suicidio deriva dal fatto che, se non venivano chiuse bene, durante la marcia l’aria poteva spalancarle di colpo e il passeggero rischiava seriamente di essere scaraventato sull’asfalto (niente cinture all’epoca). Ma erano comode per salire e scendere, soprattutto per le signore che indossavano la gonna lunga, oggi praticamente scomparsa.

    Guidare componendo messaggini è certamente pericoloso. E non lo è invece staccare gli occhi dalla strada per leggere il touchscreen o cercare dei pulsantini minuscoli? Le care vecchie manopolone e leve saranno anche state brutte ed ingombranti, ma davano un senso di sicurezza.

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