Volkswagen Golf 6 usata: quotazione, difetti e caratteristiche

Volkswagen Golf 6 usata: quotazione, difetti e caratteristiche
da in Auto, Motori, Volkswagen
Ultimo aggiornamento: Martedì 17/03/2015 10:28

    È un modello-marchio. Quasi superfluo aggiungere il costruttore quando si parla di Golf. L’icona delle berline del segmento C si è da poco rinnovata con la settima generazione, ma qual è la richiesta della VI serie usata? Il mercato premia Volkswagen, visto che è il secondo modello più ricercato (Bmw Serie 3 il primo; ndr). Lanciata nel 2008, la Volkswagen Golf VI è l’anello di congiunzione tra le linee morbide e tondeggianti della VI serie e l’evoluzione spigolosa e dinamica lanciata sul mercato NEL 2013. Si può definire un “super-restyling”, visto che oltre ai tratti caratteristici nel design, la Golf 6 ha portato al debutto anche gli efficienti motori turbodiesel common-rail, allargando il concetto di downsizing sui turbo benzina.

    La guardi e capisci che c’è qualcosa di diverso nel modello del 2008. Un frontale rivisto, i gruppi ottici più regolari e a sviluppo orizzontale, che si sostituiscono alle forme abbondanti e rotonde della quinta serie. Stesso trattamento per la calandra: la forma a V, esaltata dalla grafica, cede il posto a un elemento più sottile, separato dal paraurti con una traversa portatarga ben definita. Esordiscono anche le luci diurne a led, posizionate a mezzaluna sopra i proiettori classici. Fiancata nel solco della generazione 2003-2008, mentre il posteriore prova a replicare l’idea di razionalità lanciata sull’anteriore.

    Questione di gusti, insomma. Poi, se si osserva sottopelle, gli organi vitali, si scopre una Golf già tutta nuova. Non c’è il telaio Mqb, primizia della VII generazione, ma c’è un importante balzo in avanti sul versante dei motori. La Golf VI serie ospita i nuovi Tdi: stessa sigla ma tutt’altra sostanza. Abbandonato il sistema iniettore-pompa, i turbodiesel diventano common-rail, mantenendo gli stessi livelli di potenza sul 2 litri: 140 e 170 cavalli, l’ultimo riservato all’allestimento GTD. A beneficiarne è soprattutto la rumorosità, notevolmente attenuata. Si è perso per strada il meno potente 110 cavalli 2 litri, sostituito dal 1.6 litri Tdi 105 cavalli, che ha accorpato anche l’1.9 Tdi. E’ arrivato nel 2009 e sfoggia un’interessante quantità di coppia: 250 Nm. I consumi restano bassissimi, dichiarati in 22.2 km/litro nel ciclo misto; lo scatto in accelerazione è adeguato, visto che passa da zero a cento in 11″3 e raggiunge i 189 km/h di velocità massima. Per chi volesse “avventurarsi” su una Golf V serie, vanno tenuti in considerazione alcuni difetti rilevati sul turbocompressore, oltre alla testata della 2 litri Tdi fino al 2005. Attenzioni particolari anche ai costi della distribuzione, generalmente elevati sui motori iniettore-pompa. E le Golf VI serie a benzina? Detto che gli aspirati 1.4 e 1.6 litri sono decisamente inadeguati quando si può puntare ai turbo benzina, è l’1.4 TSI 122 cavalli la soluzione più equilibrata. Disponibile anche nella potente versione 160 cavalli, è un quattro cilindri caratterizzato dalla presenza del turbocompressore e del volumetrico. Facile intuire come a beneficiarne sia la coppia massima, di 200 Nm sul 122 cavalli, addirittura 250 per il 160. Le prestazioni sono brillanti, con uno scatto da zero a cento che vale rispettivamente 9″5 e 8″ netti, velocità massima di 220 orari (1.4 Tsi 160) e 200 per il meno potente Tsi, mentre i consumi consentono percorrenze tra i 16 km/litro e 15.3 km/litro. Nel 2010, poi, è arrivato un’unità ancor più compatta: 1.2 Tsi 105 cavalli. Già in regola con le normative Euro 5, abbina consumi molto bassi (dichiarati quasi 20 km/litro nel ciclo misto) con ottime doti di spinta, grazie ai 175 Nm, superiori sia ai numeri del millequattro che del millesei aspirati.

    La carrozzeria preferita è senza dubbio quella cinque porte, in grado di accogliere comodamente i passeggeri sui sedili posteriori, dove si sta bene in due, un po’ più stretti tre adulti. Ha dimensioni compatte, perché i 4 metri e 19 centimetri sono decisamente pochi se raffrontati con altre rivali dello stesso segmento. Il bagagliaio assicura 350 litri di capacità. Non mancano le versioni tre porte, oltre alla station wagon Variant, la cabrio e anche una monovolume (Golf Plus).

    Inutile farsi illusioni, anche da usata la Volkswagen Golf VI serie mantiene prezzi superiori alla media del segmento. Servono almeno 7000 euro per portarsi a casa uno degli esemplari più economici sul mercato dell’usato: parliamo di auto immatricolate nel 2008 e con motore a benzina. Volendo qualcosa di più, ad esempio diesel, una Volkswagen Golf 2.0 TDI 110 CV DPF 5 porte Comfortline del 2009 con 82.000 km si trova a 8990 euro. La bi-fuel benzina/metano è stata sviluppata intorno al propulsore millesei aspirato, non certo un drago di coppia e potenza; le quotazioni per un esemplare del 2010 con 75 mila chilometri sono di 11.000 euro circa. Guardando ai diesel è bene ricordare quanto sia importante verificare i chilometri effettivi, perché se è vero che una Volkswagen Golf VI 2.0 TDI 140CV DPF 5 porte Highline common-rail del 2010 si porta via a 12.500 euro, è anche vero che si fa riferimento a un modello con appena 66 mila chilometri, poco sfruttato e difficile da reperire sul mercato. Il diesel 1.6 Tdi 105 cavalli del 2010, invece, ha una valutazione di 11 mila euro con 65 mila chilometri sulle spalle.

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