Prescrizione multe stradali e tempi di notifica

Prescrizione multe stradali e tempi di notifica
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Regola vuole che di solito l’infrazione venga contestata nello stesso momento in cui si è compiuta la violazione. E’ anche vero però che l’articolo 201 del Codice della Strada consente alle forze di Polizia di contestare l’infrazione in un secondo momento, i casi in cui è consentito fare ciò sono i seguenti: impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità, attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso, sorpasso vietato, accertamento della violazione in assenza del conducente del veicolo incriminato, accertamento della violazione mediante autovelox. Può succedere quindi che vi arrivi a casa una multa talmente vecchia che non vi ricordate neppure di averla presa. O nei casi peggiori, La società di riscossione vi ha inviato una cartella esattoriale per una contravvenzione commessa diversi anni addietro e vi minaccia, in caso di mancato pagamento, di pignorarvi l’auto o i mobili di casa? Aspettate a pagare. In questo articolo andremo a scoprire quando le contravvenzioni cadono in prescrizione ed i tempi massimi di notifica per una multa regolati dall’articolo 201 del nuovo Codice della Strada.

Il tempo per notificare le violazioni che non sono state contestate immediatamente, con l’articolo 201 del Codice della Strada, è stato ridotto da 150 a 90 giorni; questo conteggio parte con l’identificazione del conducente e termina con all’invio del verbale. La notifica deve avvenire tramite raccomandata postale.
In caso di notifica immediata all’infrazione, la contravvenzione va inoltrata al proprietario dell’auto – se non era la persona alla guida – entro 100 giorni.
In caso in cui il conducente-contravventore sia un cittadino residente all’estero il tempo massimo di notifica passa a 360 giorni.

Da quando iniziano i 90 giorni?

La domanda che sorge spontanea in questo caso è, da quando iniziano i 90 giorni? Ci sono più casi diversi e ora andiamo ad elencarveli.

- il caso più frequente è quando iniziano il giorno stesso in cui la violazione è stata commessa;
- dal giorno in cui per l’organo di polizia è stato possibile effettuare l’accertamento dell’infrazione: si pensi per esempio all’eventualità di dover ricostruire la dinamica di un incidente stradale;
- infine dal giorno in cui l’organo accertatore è riuscito ad entrare in possesso dei dati di colui che ha commesso l’infrazione e si trova in grado quindi di realizzare la notifica della busta di colore verde

Per calcolare il termine dei novanta giorni infine è necessario contare a partire dal giorno successivo a quello dell’accertamento fino al novantesimo giorno incluso.
Inoltre bisogna ricordarsi di considerare che il termine per la notifica non decorre dalla data dell’infrazione, ma da quella dell’effettivo suo accertamento.
E’ inoltre necessario prestare molta attenzione poiché quest’ultima ipotesi rischia di far commettere errori quando ci si appresta ad effettuare il calcolo dei “fatidici” 90 giorni.

Vi è un problema molto importante però

Eh si magari fosse così facile, invece vi è un problema da non prendere sotto gamba.
Infatti quando le forze di Polizia accertano una multa e non la contestano nell’immediato l’unico dato che hanno a disposizione è la targa del veicolo che ha commesso l’infrazione suddetta. Un esempio lampante di questo è la multa tramite autovelox: l’unica cosa a disposizione dei tutori della legge è la foto della parte posteriore della vettura.
Per risalire all’intestatario del veicolo, l’organo di Polizia che ha riscontrato l’infrazione effettua una visura presso il pubblico registro automobilistico (in sigla, il P.R.A.) oppure presso l’archivio nazionale di tutti i veicoli immatricolati.
Talvolta però può capitare che i dati anagrafici che risultano dalla visura non sono stati aggiornati all’effettivo proprietario del veicolo durante il momento storico dell’infrazione: si pensi al caso di un’auto acquistata usata, ora che vengono aggiornati i dati passa un pò di tempo.
Un’altra cosa che può accadere è che l’infrazione non venga accertata all’istante, bensì in un momento successivo: il tipico caso di quando le infrazioni vengono registrate su di un dispositivo elettronico di controllo come ad esempio un autovelox fisso o un photored.

Molte amministrazioni ne approfittano

Purtroppo molte amministrazioni comunali approfittano di queste situazioni. Può capitare che abbiano l’esigenza di dilatare il termine di decadenza per la notifica del verbale dell’infrazione.

Per spiegarvi in modo più chiaro ora andiamo a farmi un esempio pratico:

In data 5/12/2012 si è accertato che il conducente del veicolo targato XX 000 XX ha violato, in data 18/10/2012 l’art.000 del Codice della Strada.

Nel caso dell’esempio, i novanta giorni per la notifica del verbale vanno contati non dalla data di commissione dell’infrazione (18/10/2012) bensì dalla data dell’accertamento della stessa (5/12/2012).

E se il conducente non è l’intestatario?

Un altro caso che capita molto spesso è quello in cui il conducente-trasgressore del veicolo non ne è l’intestatario. Questo caso riguarda coloro che hanno un’autoveicolo concesso in leasing, preso a noleggio oppure affidatogli dal datore di lavoro (quest’ultima è la cosiddetta auto aziendale quindi).
In questi casi vale sempre il termine dei 90 giorni per la notifica dell’infrazione all’intestatario nonché proprietario del veicolo che a sua volta deve provvedere a comunicare entro 60 giorni le generalità del conducente-trasgressore. Non appena sarà avvenuta la comunicazione di questi dati, decorreranno altri 90 giorni per la notifica del verbale dell’infrazione a colui che ha commesso la stessa.

Giorno di scadenza del termine dei 90 giorni

La Corte Costituzionale ha decretato che il termine di scadenza di questi fatidici 90 giorni coincide con il giorno stesso in cui l’organo di Polizia ha consegnato il verbale all’ufficio postale più vicino per spedirlo a casa del conducente-contravventore.
La data di spedizione viene indicata in u n’apposita parte nel verbale di accertamento della contravvenzione, di solito risulta riportata con la frase “Si attesta che il presente verbale è stato spedito in data ___/___/___“.
Per questo motivo l’organo di Polizia che ha contestato l’infrazione non è responsabile di eventuali ritardi causati dal Servizio Postale per la consegna del verbale a casa del conducente.

Ricapitolando, il conteggio di questi fatidici 90 giorni termina alla data relativa alla consegna della copia del verbale agli uffici comunali incaricati alla notifica, oppure nel caso invece di notifica postale termina quindi alla data di spedizione ossia di consegna della copia del verbale dell’infrazione all’ufficio postale.
Come anticipato qui sopra, la data di consegna del verbale all’ufficio postale dev’essere riportata nello spazio apposito e sta a rappresentare il momento in cui la notifica viene perfezionata per l’ente che l’accerta.
Per il destinatario della notifica dell’infrazione, quest’ultima si perfeziona alla data in cui la copia del verbale viene notificata al destinatario stesso, ai terzi legittimati a riceverlo oppure per compiuta giacenza postale.

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