Maserati festeggia i suoi 100 anni: i modelli più significativi

Maserati festeggia i suoi 100 anni: i modelli più significativi
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    Tra auto d’epoca amate da molti appassionati e le supercar più recenti, Maserati festeggia oggi il suo 100° compleanno. Il marchio con il Tridente fu fondato il 1 dicembre 1914 a Bologna da parte dei fratelli Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati. Da quel momento in poi, Maserati fece proprio il simbolo con il forcone a tre punte rendendolo uno dei più significativi nel mondo dell’automobile. Dalle auto racing alle stradali, dalle gran turismo alle vere supercars, Maserati ha realizzato veri gioielli lungo la sua storia. Un compleanno di questo tipo si festeggia ricordando alcuni dei modelli più belli e quelli che hanno fatto più parlare di sé.

    Maserati aveva progettato numerose auto prima dell’introduzione della Tipo 26, ma considerando che si trattava della prima auto da corsa del brand emiliano, fu un vero stravolgimento. La Tipo 26 fu anche la prima auto a portare il logo del Tridente. La corsaiola modenese vinse la prima gara nella sua categoria, la Targa Florio 1926, con Alfieri Maserati al volante e mossa da un otto cilindri in linea 1.5 litri da 120 cv. Abbastanza per avere una velocità massima di 200 km/h.

    Nonostante la fine della Seconda Guerra Mondiale e la partenza dei fratelli Maserati, il costruttore divenne un marchio da corsa. Il suo successo crebbe veramente quando arrivò l’auto da corsa 250F. Equipaggiata con un sei cilindri in linea 2.5 litri da 270 cv e con un peso di appena 650 kg, l’italiana era in grado di raggiungere una velocità massima di 300 orari. La 250F passò tra le mani di leggende come Stirling Moss e Juan Manuel Fangio e totalizzò 55 vittorie così come il campionato del mondo di Formula 1 nel 1957.

    A metà degli anni ’50 Maserati vinceva in pista, ma perdeva anche molti soldi. Di conseguenza era arrivato il momento in cui il Tridente si decise a costruire auto stradali. Anche se al giorno d’oggi una produzione di 2.210 veicoli possa sembrare irrisoria, la 3500 GT ha garantito a Maserati un notevole passo in avanti. In questo campo, Maserati non aveva molta esperienza nel produrre i suoi propri componenti quindi fece ricorso a fornitori internazionali, li mise insieme al motore sei cilindri in linea della 250F rielaborato e coprì tutto questo in una carrozzeria dedicata ad un’auto di serie.

    Auto da corsa o scultura? La Birdcage prese il suo nome dal telaio tubolare formato da 200 elementi. L’obiettivo era quello di creare un telaio rigido ma anche resistente per le gare di regolarità. L’auto pesava infatti solo 600 kg ed era mossa da un motore quattro cilindri 2.9 litri con 250 cv di potenza massima e una velocità superiore ai 320 km/h. Con queste premesse, la Birdcage non fece molta fatica a vincere due volte la gara dei 1.000 chilometri al ‘Ring. Una di queste auto che corse fu venduta all’asta a 1.500.000 euro.

    Svelata al Salone di Torino nel 1966, la Ghibli è tuttora considerata come una delle auto più belle di sempre. Sotto la sua carrozzeria si nascondeva un V8 4.7 litri da 330 cv che consentiva al Tridente di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 6.8 secondi con una velocità massima appena al di sotto dei 300 orari. Il telaio della Ghibli derivava dalla 3500 GT e l’auto rimase in produzione per ben 7 anni. Solamente 1.274 esemplari furono venduti e il suo nome è stato ripreso recentemente dalla nuova berlina entry-level.

    Negli anni ’70, le auto gran turismo non erano più alla moda mentre le supercar con motore centrale avevano più successo. Cambiamenti si insinuarono in Casa Maserati quando nel 1968 Citroën comprò il Tridente. Da questo avvenimento storico nacque la Bora che mantenne il suo stile tipico Maserati per introdursi nel segmento delle supercar.

    Mentre la rivale Lamborghini Miura doveva sacrificare i posti posteriori, la Bora invece è famosa per essere un’auto di lusso comoda. Oltre all’aspetto luxury c’erano anche le prestazioni: la Bora era mossa da un V8 4.7 litri da 330 cv ed era in grado di raggiungere la top speed di 300 km/h.

    Inizialmente nacquero le supercar, in seguito le supercar “più economiche”. La risposta di Maserati alle Lamborghini Urraco e alle Ferrari Dino fu praticamente una Bora abbordabile. La Merak era abbastanza simile alla Bora, ma questo se non si apriva il cofano anteriore. Invece del V8 la Merak aveva un V6 2.9 litri che Maserati aveva sviluppato per la Citroën SM con potenza da 182 cv. Non proprio un motivo di vanto per Maserati, ma l’esperienza acquisita con la Bora rese la Merak superiore rispetto alle sue concorrenti.

    Questa può essere considerata come l’ultima vera supercar di Maserati. Dopo che la gestione Ferrari venne affidata a Fiat, il marchio decise di prendere due piccioni con una fava costruendo un’auto da corsa per la FIA GT che potesse anche “correre” su strada. La MC12 è essenzialmente una Ferrari Enzo modificata per le corse e convertita in seguito in un’auto stradale. Pur essendo paragonata alla sorella di Maranello o ad altre supercar del 2000, la MC12 era unica. La sua carrozzeria fu progettata per il carico aerodinamico, non per la bellezza o per la praticità. Il risultato fu un’auto che sembrava un UFO su strada. Il motore proveniva dalla Enzo ed era quindi il V12 6.0 litri aspirato da 660 cv. La MC12 era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 3 secondi mentre la sua velocità massima superava i 320 km/h.

    Senza ombra di dubbio la MC12 catturò le attenzioni di tutti, ma questo non sarebbe bastato per portare in alto i profitti di Maserati. Per tornare a guadagnare, a Maserati serviva un altro tipo di auto. La Quattroporte debuttò nel 2004 ed era la quinta generazione dell’ammiraglia di Maserati. L’auto perfetta quindi per far tornare in vita il marchio con un possente V8. Anno dopo anno l’auto subì delle migliorie e le vendite Maserati aumentarono in modo significativo. L’imponente quattro porte italiana è stata completamente ridisegnata nel 2013.

    In tutta la loro storia, le migliori auto stradali di Maserati sono sempre state delle auto in stile gran turismo: sportive, ma comode per lunghi viaggi e non impegnative nella guida. L’attuale GranTurismo perpetua la tradizione. In un mondo diviso tra auto altamente lussuose e supercar radicali, la GranTurismo è in grado di inserirsi proprio nel mezzo della categoria. Un’auto di classe quindi, ma non dimentichiamo che la sua variante più prestazionale, la MC Stradale, è pur sempre dotata di un V8 4.7 litri da 460 cv in grado di compiere lo 0-100 in 4.5 secondi con una velocità massima di 305 orari.

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