Auto più difficili da guidare: quali sono le più impegnative

Auto più difficili da guidare: quali sono le più impegnative
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    Auto più difficili da guidare: quali sono le più impegnative

    Quali sono le auto più difficili da guidare? Oggi guidare non è poi un’operazione così difficile. La prima volta che ci si cimenta alla guida, magari con un genitore accanto, si pensa che non impareremo mai a guidare. La frizione va lasciata gradualmente e non riusciamo, facendo spegnere il motore al nostro tentativo di partenza. Sono solo brutti pensieri questi, perchè comunque dopo qualche settimana di pratica diventiamo abbastanza abili alla guida e riusciamo a portare una vettura senza troppi problemi. E guidare un’auto con cambio automatico è ancora più facile, perchè elimina il problema di imparare a gestire la frizione. Sicuramente, però, un tempo le cose non erano così facili: mettersi al volante era un’operazione che non tutti riuscivano a fare. O per lo meno, non tutti riuscivano a fare “bene”. In questo articolo ci vogliamo occupare delle auto più difficili da guidare, cosa che richiede in alcuni casi di tornare un po’ indietro con gli anni.

    Al giorno d’oggi le case cercano di sviluppare delle auto che siano tutto sommato facili da guidare, che abbiano reazioni prevedibili nelle situazioni di pericolo e che comunque sappiano farci guidare senza eccessivi sforzi, fisici o mentali. Oggi le auto hanno molti controlli elettronici per evitare perdite del controllo, hanno il servosterzo che ci facilita le manovre, hanno il servofreno, l’ABS e molto altro ancora. Oggi un’auto moderna può essere difficile da guidare per l’elevata potenza, più che per eventuali caratteristiche particolari. Una supercar come può essere una velocissima Ferrari LaFerrari o una Porsche 918 o ancora una McLaren P1. Un altro elemento di difficoltà alla guida per un’auto moderna potrebbe derivare dagli ingombri o dall’elevata massa. Questo significa che un grosso SUV può risultare più impegnativo alla guida rispetto ad una utilitaria, per alcuni. Proseguendo, poi, anche la trazione posteriore può risultare più impegnativa rispetto ad una tradizionale trazione anteriore o ad una integrale. Questo è vero, ma a patto che i controlli elettronici siano disattivati, altrimenti la differenza si fa poco percettibile. Senza il controllo della stabilità e della trazione, un’auto a trazione posteriore può intraversarsi in curva, generando uno sbandamento del posteriore che in pochi saprebbero gestire bene e con prontezza.

    Guardando indietro al passato, invece, le auto più difficili da guidare iniziano a farsi più numerose. Già a partire dalle famosissime citycar, tipo la Fiat Panda prima serie, per via dell’assenza di ogni tipo di elettronica: niente servosterzo, niente ABS, niente ESP, ecc. Anche le supercar degli anni Ottanta erano certamente molto impegnative da portare, sempre per via dell’assenza dell’elettronica. Una su tutte che possiamo citare è la Ferrari F40.

    Tornando ancora un po’ più indietro con gli anni, le auto a trazione posteriore erano certamente più impegnative di quelle a trazione anteriore. Le BMW, specialmente alcuni modelli come la 2002, non erano proprio alla portata di tutti. Ma prima ancora, quando il cambio non era sincronizzato, le auto erano indubbiamente più difficili da guidare: bisognava fare la doppietta per non grattare, operazione che riusciva bene solo ad alcuni. Una su tutte delle auto senza sincronizzatore può essere la prima Fiat 500.

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