Food Waste, allarme degli esperti: ‘Si sprecano frutta e verdura mentre aumenta l’obesità infantile’

In Italia non solo 'il 20% dei giovanissimi tra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso e un 10% è obeso', ma è stato visto che uno dei determinanti più importanti, la cui carenza determina l'obesità infantile, è l'assenza nella dieta del giovane di frutta e verdura. Proprio i cibi che vanno a finire più frequentemente nella spazzatura.

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    Food Waste, allarme degli esperti: ‘Si sprecano frutta e verdura mentre aumenta l’obesità infantile’

    Nella top list dello spreco alimentare c’è frutta e verdura, in pratica ciò che ‘manca’ nell’alimentazione dei nostri figli, dato che “il 20% dei giovanissimi tra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso e un 10% è obeso” a causa di un’alimentazione troppo ricca del cosiddetto ‘cibo spazzatura’. Provocatoriamente, il presidente Enpam Alberto Oliveti è intervenuto in occasione della presentazione dei dati sul food waste per la V Giornata Nazionale dello spreco alimentare dello scorso 5 febbraio.

    In Italia – avverte Oliveti – non solo ‘il 20% dei giovanissimi tra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso e un 10% è obeso’, ma è stato visto che uno dei determinanti più importanti, la cui carenza determina l’obesità infantile, è l’assenza nella dieta del giovane di frutta e verdura. Proprio i cibi che vanno a finire più frequentemente nella spazzatura.

    “Alcuni determinanti di salute dipendono dalla qualità dell’alimentazione: si dice che siamo quello che mangiamo ma in realtà mangiamo anche per quello che siamo dal punto di vista culturale e della conoscenza e, paradossalmente, se guardiamo i dati vediamo, in maniera anche provocatoria, che noi adulti sprechiamo quei cibi che mediamente mancano ai nostri figli affetti da un problema molto grave in Italia che è l’obesità infantile”.

    Da qui gli esperti sottolineano la necessità di una maggiore consapevolezza su questi temi. “Credo che la questione dello spreco debba, per prima cosa, essere focalizzata: il problema è la contezza che esista uno spreco – osserva Oliveti – Penso che il ritmo frenetico della vita non permetta di renderci conto che certe cose noi le prendiamo ma poi le sprechiamo”.

    “Tutto quello che va in questo senso – conclude il presidente Enpam – dalla sensibilizzazione alla tenuta del diario alimentare, un processo attivo, come anche le stimolazioni passive che potrebbe arrivare dall’industria, come la segnalazione o la visione di quello che abbiamo in frigo potenzialmente deperibile, in logica di priorità, potrebbe aiutare a renderci conto che questo è un problema”.

    In collaborazione con AdnKronos