Anas e MiBACT insieme per rafforzare il binomio infrastrutture e archeologia

Con il protocollo si cambia: la scoperta di reperti archeologici è messa al centro di un circolo virtuoso che connette Anas e MiBACT, ma anche soggetti istituzionali e attori pubblici e privati che sappiano riconoscere l’archeologia come indice e acceleratore di benessere oltreché di crescita culturale e sociale.

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    Anas e MiBACT insieme per rafforzare il binomio infrastrutture e archeologia

    Anas e MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) hanno trovato un accordo per rafforzare il binomio infrastrutture e archeologia e produrre ricchezza. E’ stato firmato il 17 gennaio 2017 scorso un protocollo volto a valorizzare i reperti portati alla luce durante i lavori sulle strade di Anas. Si tratta di una opportunità molto importante, considerando il fatto che, fino ad oggi, i ritrovamenti archeologici erano ritenuti un’interferenza nello svolgimento dei lavori, una presenza ingombrante, un bene da tutelare che in qualche modo ritardava la costruzione di un’opera funzionale al presente.

    L’accordo tra Anas e MiBACT è stato illustrato in contemporanea con la presentazione del volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia”, collana editoriale realizzata per valorizzare e far conoscere a tutti i preziosi reperti archeologici rinvenuti. Presenti tra gli altri, il sottosegretario al Mibact Antimo Cesaro, il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, la direttrice generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact Caterina Bon Valsassina, il presidente dell’associazione Archeolog Guido Perosino e la presidente del Comitato Scientifico di Archeolog Simonetta Stopponi.

    “Questo protocollo – ha sottolineato Antimo Cesaro – stabilisce una forte sinergia tra infrastrutture e archeologia che rappresenta un vanto e un orgoglio e una diversa forma mentis. Se le scoperte archeologiche erano un tempo un intralcio e una pietra d’inciampo, oggi diventano un’occasione di sviluppo”. Il ritrovamento di un reperto non è più sinonimo di impedimento per il proseguimento dei lavori ma la scoperta di un patrimonio da condividere.

    “È una svolta per Anas rispetto al passato – ha sottolineato il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – l’obiettivo è di abbandonare la prassi della separatezza ed episodicità degli interventi, per sperimentare nuovi percorsi collaborativi e nuovi strumenti di programmazione strategica. Con una logica condivisa con il Ministero dei Beni e delle attività culturali ci siamo impegnati ad avviare nel campo della cultura nuove forme di partenariato pubblico/privato sulla base di metodi partecipativi per rafforzare la collaborazione tra gli enti pubblici e tra questi e gli attori privati per valorizzazione sistematica dei beni culturali”.

    “La tutela del patrimonio culturale e lo sviluppo infrastrutturale del Paese – ha commentato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – possono camminare di pari passo, come dimostra questo accordo che contribuisce all’arricchimento dello straordinario museo diffuso presente sul nostro territorio”.

    E’ importante ricordare che il protocollo contribuisce anche alla creazione di nuove figure professionali come l’archeologo di cantiere: un profilo professionale altamente specializzato capace di assicurare il monitoraggio dei lavori sul campo sotto la supervisione della stazione appaltante dei lavori. Per dare concreta attuazione alla nuova visione archeologica, lo scorso dicembre 2017 Anas ha pubblicato un bando di gara quadriennale per l’affidamento dei lavori di scavo archeologico connessi agli interventi sull’intera rete nazionale per un valore di 12,5 milioni di euro.

    Con il protocollo, Archeolog Onlus, costituita nel 2015 da Anas con l’obiettivo di riqualificare i reperti archeologici, diventa concessionario temporaneo dei progetti di restauro delle scoperte, promuovendo la raccolta di fondi per il restauro, la conservazione, la valorizzazione e la promozione dei siti e dei reperti ritrovati da parte del Mibact, anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’art bonus.

    Grazie a una convenzione con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, Archelog Onlus ha già avviato le procedure per il primo restauro finanziato con i contributi raccolti. In particolare, questo restauro, che inizierà nelle prossime settimane – interessa i corredi denominati ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’, rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, in località Colfiorito di Foligno (Perugia), all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture.

    In collaborazione con AdnKronos