Terremoto in Umbria: il programma della Cida per la rinascita dei territori

Ecco come aiutare concretamente le aziende umbre colpite dal terremoto a rimettersi in piedi

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    Terremoto in Umbria: il programma della Cida per la rinascita dei territori

    CIDA – Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità ha presentato un programma per la crescita e lo sviluppo di alcune aziende colpite dal terremoto in Umbria. In occasione del recente convegno dal titolo ‘Competitività e managerialità per il rilancio del territorio’, i vertici del sindacato dei dirigenti hanno spiegato in cosa consiste il progetto che mette in campo competenze manageriali di alto livello per aiutare le aziende umbre a rimettersi in piedi e a cominciare di nuovo a produrre, dopo il terremoto che ha scosso il Centro Italia nel 2016.

    Giorgio Ambrogioni, presidente Cida, ha voluto esprimere con la sua testimonianza una speranza per il futuro: “Il senso di responsabilità sociale di tutta la dirigenza che rappresento esprime, l’attenzione che abbiamo alla rinascita dei territori, perché siamo convinti che questo Paese abbia molte potenzialità, ma c’è bisogno di solidarietà e impegno civile”. “C’è anche bisogno – ha proseguito – che tutte le classi dirigenti si rimettano in gioco per dare una risposta importante soprattutto alle nuove generazioni e alle persone più colpite. Investiamo non solo a livello finanziario, ma in competenze. Noi vogliamo dimostrare che la cultura manageriale e le competenze che rappresentiamo possano dare una spinta importante all’economia duramente colpita dal terremoto”.

    I danni economici lasciati dal terremoto sono stati ricordati da Luca Ferrucci, docente presso la facoltà di Economia dell’Università di Perugia: “Le 110 imprese monitorate nell’area di Norcia e Preci, dal 2007 al 2015, avevano conseguito performance rilevanti dal punto di vista occupazionale e del fatturato. Parliamo di circa il 32% di occupati che ha perso il lavoro tra il 2015 e il 2016”.

    Francesco Rizzi, del dipartimento di Economia dell’ateneo perugino ha aggiunto: “Come università abbiamo valutato gli impatti del lavoro fatto da Cida sul territorio. Ciò ha dimostrato una reale sinergia tra quelle che sono le capacità manifatturiere molto importanti presenti sul territorio, saper fare impresa, saper trasferire dei modelli che i manager a livello nazionale possono offrire a questi imprenditori”. “Dobbiamo pensare a questo intervento come fosse un primo sassolino per la costruzione di un rapporto più lungo e duraturo. Auspichiamo che possa essere costituito un osservatorio permanente per il rilancio dell’economia sul cratere e una più forte connessione che noi, come università, possiamo fare per queste imprese, ossia fornire giovani laureati brillanti. Che possono mettere a disposizione braccia, ma soprattutto testa per lo sviluppo dell’economia di questo territorio”.

    Carlo Catanossi, presidente gruppo Grifo Agroalimentare è invece intervenuto per evidenziare l’importanza del progetto per le generazioni future: “Si può uscire dall’emergenza terremoto facendo un grosso sforzo per affrontare il presente e per immaginare il futuro. Dobbiamo lavorare su quello che sarà, impegnandoci già oggi, ma non fermandoci a ricostruire, bensì andando verso la progettazione e le aspettative e possibilità”. Quindi “Come Cida abbiamo immaginato di realizzare degli interventi che facciano traguardo sul futuro, facendo sviluppare delle idee agli imprenditori. Guardare oltre è anche l’impegno che ha una classe dirigente che vogliono realmente essere attenti al futuro”.

    Roberto Saliola, coordinatore della task force del sindacato dei manager, è intervenuto chiarendo lo scopo del progetto: “Cida si è trovata a gestire una cifra derivante dalla raccolta fondi a favore del terremoto; potevamo o comprare un bene oppure rispettare quella che è la natura vera della Cida: portare esperienze manageriali nelle imprese. Il sindacato ha così organizzato un programma dove i manager hanno fornito le proprie prestazioni e la propria esperienza alle imprese che dovevano rilanciare la propria attività”.

    “Le aziende – ha proseguito Saliola – hanno avuto una fase di check up, nella quale sono stati individuati i loro fabbisogni, poi hanno avuto una fase di assistenza tecnica dove i nostri manager hanno supportato le loro richieste. E’ stato poi avviato lo sviluppo di un contratto di rete, del relativo sistema di governance e di un piano di comunicazione per la promozione del brand ‘Norcia’”.

    Nel progetto è stato coinvolto un gruppo di ricerca in Economia e Gestione delle imprese del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia al fine di procedere alla valutazione dell’efficacia delle iniziative intraprese. Da gennaio, in collaborazione con l’Università di Perugia, per le aziende che vorranno si attiveranno degli stage rivolti a neo-laureati in discipline economiche finalizzati a supportare le aziende nell’implementazione delle soluzioni individuate durante la fase di tutoraggio.

    Ferruccio Fiordispini, segretario Cida Umbria, ha tenuto a sottolineare che: “L’iniziativa fa parte di un programma messo in campo per il rilancio delle zone colpite dal terremoto. Essendo originario di Assisi conosco molto bene i problemi, i disagi e le sofferenze delle popolazioni colpite. Mi rendo conto che gli interventi immediati a supporto delle famiglie sono fondamentali, tuttavia l’intervento nostro è innovativo e ha un respiro di lungo termine perché è volto a sostenere la robustezza delle imprese, mettendo a loro disposizione delle competenze di tipo manageriale che, nella maggior parte dei casi, non erano abituate a utilizzare”.

    E ha precisato: “E’ evidente che nel breve termine, forse questo impatto è considerato superfluo, ma nel lungo termine può aiutare a garantire che il territorio rimanga attrattivo. Perché l’unico modo affinché il territorio sia vivo, popolato, è garantire che le imprese che sono sul territorio siano strutturate per rispondere alle esigenze dei mercati moderni”.

    In collaborazione con AdnKronos