La chiesa di Svezia ha chiesto di non usare più il maschile per riferirsi a Dio

La chiesa di Svezia ha chiesto ai fedeli e ai suoi membri di non usare più il maschile per riferirsi a Dio e di preferire il genere neutro. Guidata da una donna, l'arcivescovo Antje Jackelén, era da anni che si discuteva della questione: ora la decisione è stata inserita nel manuale che regola la lingua, liturgia, inni e altri aspetti del credo, aggiornato di recente dopo 31 anni

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    La chiesa di Svezia ha chiesto di non usare più il maschile per riferirsi a Dio

    La Chiesa di Svezia ha chiesto ai suoi membri e fedeli di non usare più il maschile per riferirsi a Dio e di preferire il genere neutro. Come riporta tra gli altri il Guardian, la decisione è arrivata al termine di una riunione di otto giorni dell’organo decisionale della chiesa che riunisce 251 membri: la richiesta è di usare un linguaggio non specifico rispetto al genere (in svedese esiste il genere neutro) quando ci si riferisce alla divinità suprema, astenendosi da termini come “Signore” o “Lui” e preferendo “Dio”, che è meno specifico in quanto a genere. La richiesta entrerà in vigore ufficialmente a partire dalla prossima Pentecoste che cadrà il 20 maggio 2018.

    La scelta di usare un linguaggio neutro da parte della chiesa evangelica luterana svedese, guidata da una donna, l’arcivescovo Antje Jackelén, è solo una delle numerose prese di posizione di cui stanno discutendo da anni in vista dell’aggiornamento del manuale del credo che regola lingua, liturgia, inni e altri aspetti, in attesa da 31 anni.

    Ex Chiesa di Stato, con sede a Uppsala, circa 37 miglia a nord della capitale, la Chiesa di Svezia conta 6,1 milioni di battezzati in un Paese da 10 milioni di abitanti. “Teologicamente, ad esempio, sappiamo che Dio è al di là delle nostre determinazioni di genere, Dio non è umano”, ha detto l’arcivescovo Jackelén all’agenzia di stampa svedese TT, specificando che la Chiesa stava discutendo su come usare un linguaggio più inclusivo fin dalla conferenza del 1986.

    Non sono però mancate le critiche. Christer Pahlmblad, professore associato di teologia presso la Lund University di Svezia, ha dichiarato al giornale danese Kristeligt Dagblad che la scelta “mina la dottrina della Trinità e della comunità con le altre chiese cristiane”.

    “Non è davvero una mossa intelligente che la Chiesa di Svezia diventi nota come quella che non rispetta l’eredità della teologia comune”, ha concluso.