Acea, più investimenti e meno costi nel piano industriale fino al 2020

Potenziati gli investimenti su idrico e elettrico. Per sostenere la crescita attraverso l'efficienza operativa il management prevede risparmi su costi e investimenti di 300 milioni di euro

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    Acea, più investimenti e meno costi nel piano industriale fino al 2020

    Acea ha approvato il piano 2018-2022 che prevede un deciso potenziamento degli investimenti infrastrutturali sia nel settore idrico sia in quello elettrico. Il nuovo piano industriale della multiutility romana mira a una crescita sempre maggiore per quanto riguarda lo sviluppo infrastrutturale, ed è basato su 4 pilastri strategici: approccio orientato al cliente, una costante attenzione al territorio basata su uno sviluppo sostenibile orientato alla decarbonizzazione attraverso una maggiore elettrificazione dei consumi e il recupero di materia nel ciclo di trattamento di rifiuti, in un’ottica di economia circolare; e poi ancora innovazione tecnologica ed efficienza operativa.

    Acea potrebbe presto entrare nel mercato della distribuzione del gas: è questo uno dei possibili sviluppi strategici che l’utility romana potrebbe seguire nei primi tre anni del piano 2018-2022. Ad oggi risulta avviata una interlocuzione con operatori sui territori per valutare possibili operazioni di acquisizione/co-partecipazione alle gare.

    Tra le novità c’è anche lo sviluppo di progetti in ambito Smart Energy Services che, attraverso la realizzazione di un’infrastruttura di reti integrate con un sistema di telecomunicazioni, siano in grado di fornire servizi innovativi ai cittadini, alle imprese e alla Pa.

    Nel complesso le iniziative strategiche effettuate nel corso dei tre anni di piano potranno contribuire a livello di ebitda (margine operativo lordo) per un importo complessivo stimato tra i 100 e i 300 mln di euro.

    Per quanto riguarda l’idrico, il primo operatore in Italia punta a un piano di investimenti di 1,6 mld di euro, focalizzato sulla resilienza delle infrastrutture e sul potenziamento degli impianti di depurazione. E’ previsto un progetto di bonifica su oltre 800 km di rete idrica e fognaria che permetterà di ridurre le perdite di rete di 15 punti percentuali nel quinquennio di piano; lo sviluppo e potenziamento dei grandi impianti di depurazione e razionalizzazione di circa 40 impianti minori; il rafforzamento e la messa in sicurezza dell’adduzione per garantire la risorsa idrica, in particolare inserendo nel Piano la progettazione relativa al potenziamento del Peschiera; e infine l’introduzione di nuovi sistemi di telelettura sui misuratori, grazie all’istallazione di circa 500 mila Smart Meters.

    Per quanto riguarda le infrastrutture energetiche, il piano di investimenti è di 1,1 mld di euro e mira a una maggiore elettrificazione del sistema che sarà il fattore abilitante per lo sviluppo di nuovi servizi a valore aggiunto nell’ambito di iniziative di ‘Smart City’. Tale percorso industriale, in sintonia con la Sen 2017, è orientato verso una sempre maggiore decarbonizzazione del sistema energetico.

    Le principali azioni che Acea porterà avanti sono rifacimento di oltre 2.500 km di rete di bassa tensione per incrementarne la resilienza e aumentare la potenza disponibile al fine di favorire il passaggio dei contatori da 3kW a 6kW per tutte le utenze residenziali; smartizzazione della rete di Roma Capitale per l’abilitazione di nuovi servizi attraverso la posa di circa 1.500 km di fibra ottica e l’installazione di circa 1 mln di Smart Meters.

    Per quanto riguarda l’ambiente, il gruppo capitolino punta a un piano di investimenti di 0,2 mld di euro. I risultati risentiranno del termine degli incentivi CIP6 dell’impianto di San Vittore, compensato dal contributo apportato dalle nuove iniziative previste a piano. A fine Piano si prevede che i rifiuti trattati saranno pari a 1,7 mln/ton, con un incremento del 70% rispetto all’attuale 1,0 mln/ton.

    In collaborazione con AdnKronos