Infezioni ospedaliere: firmata la carta delle buone pratiche

Stop alle infezioni ospedaliere, ricercatori ed esperti a confronto a Pisa

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    Infezioni ospedaliere: firmata la carta delle buone pratiche

    Gli esperti e i ricercatori rappresentanti di 16 ospedali del Centro-Nord si sono incontrati per firmare la Carta ‘Targeting Zero’: una dichiarazione di intenti in cui si impegnano formalmente ad attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni ospedaliere a carico del sangue, nell’attività quotidiana. Si è infatti conclusa a Pisa la campagna ‘3 a 0‘, promossa da 3M per combattere le infezioni del sangue catetere-correlate.

    La campagna contro la diffusione delle infezioni ospedaliere ha visto il coinvolgimento di 60 strutture sul territorio nazionale. Questo è il secondo anno dell’iniziativa, che ha avuto la sua prima edizione lo scorso anno, e ha visto il coinvolgimento di 14 strutture sanitarie. Già dal 2016 questi istituti hanno concretizzato il loro impegno attraverso l’adozione di protocolli, attività di formazione e strumenti di misurazione che hanno consentito di formare un numero sempre maggiore di operatori, aumentando la sensibilizzazione all’argomento.

    In 3M crediamo che un mondo senza infezioni sia possibile e siamo convinti che questo sia anche una nostra responsabilità” sono le parole di Patrizio Galletta, 3M Italia Country Business Leader Health Care, che illustra l’impegno nel favorire un futuro senza infezioni ospedaliere per i ricoverati. “Per questo rinnoviamo il nostro impegno attraverso la firma congiunta della carta ‘Targeting Zero’, per favorire l’attuazione delle buone pratiche per azzerare le infezioni nell’attività quotidiana”.

    E l’esperto ci tiene a precisare che “In quanto membri della comunità scientifica e rappresentanti dell’industria, crediamo che i pazienti abbiano diritto alla migliore prevenzione possibile delle infezioni catetere-correlate e all’equità di trattamento in qualsiasi struttura sanitaria decidano di recarsi. Con la firma della carta vogliamo contribuire in modo efficace alla sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale che beneficerebbe così di una minore spesa pubblica derivante dalle infezioni”.

    In collaborazione con AdnKronos