Sopravvissuto all’Olocausto, incontra il nipote a 102 anni grazie all’ente nazionale per la memoria della Shoah

Eliahu ha potuto riabbracciare un membro sopravvissuto della sua famiglia sterminata durante gli anni dell'Olocausto

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    Sopravvissuto all’Olocausto, incontra il nipote a 102 anni grazie all’ente nazionale per la memoria della Shoah

    L’uno non sapeva dell’esistenza dell’altro, ma sono riusciti a trovarsi e abbracciarsi dopo oltre 70 anni. La storia di Eliahu Pietruszka è particolare. L’uomo, che ora ha 102 anni, era fuggito dalla Polonia a 24 anni, per trovare salvezza dall’Olocausto, e solo dopo 78 anni ha scoperto di avere un parente ancora in vita. Un nipote, figlio di un fratello purtroppo già morto. I due si sono conosciuti in Israele grazie all’ente Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah che dal 1954 si occupa di compilare un database online di tutte le vittime dell’Olocausto.

    Eliahu Pietruszka lasciò la sua casa in Polonia nel 1939. Si salvò dall’Olocausto nazista riparando in Unione Sovietica, mentre i suoi genitori e i fratelli più piccoli – Volf e Zelig – restarono a Varsavia. Quando la guerra finì, il ragazzo si mise alla ricerca dei familiari e scoprì che l’orrore della Shoah non li aveva risparmiati: la famiglia era morta in un campo di concentramento.

    Eliahu poi si sposò e nel 1949 si trasferì in Israele per costruirsi un futuro più sereno.

    In questi giorni, l’uomo, che credeva di aver perso tutti i membri della sua famiglia durante l’Olocausto, ha scoperto di avere un parente ancora in vita, un nipote di 66 anni. “Non è mai troppo tardi, le persone possono sempre trovare quello che cercano” ha raccontato entusiasta il 102enne che ha potuto riabbracciare il figlio di suo fratello Volf, che era in realtà sopravvissuto al campo di sterminio. Anche Volf si era trasferito in Russia alla fine della guerra, per lavorare come operaio edile a Magnitogorsk, una città industriale nei Monti Urali.

    Volf è morto nel 2011 ma Eliahu Pietruszka ha potuto conoscere suo nipote Alexandre, che ha 66 anni e come il padre vive in Russia lavorando come muratore, grazie a Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah che compila un database online di tutte le vittime dell’Olocausto, sin dal 1954.

    “È un miracolo, non avrei mai pensato che sarebbe successo e mi rende così felice sapere che ci sia ancora una parte di mio fratello in vita. Non ho dormito due notti per aspettarti”, ha raccontato l’anziano signore al nipote Alexandre Pietruszka, sorpreso di avere i lineamenti così simili allo zio, fratello di suo padre.

    “Abbiamo assistito a un pezzo di storia”, hanno commentato i presenti all’emozionante incontro.