Usa, innocente rimane in carcere 46 anni per uno stupro mai commesso

Wilbert Jones, della Louisiana, non è protagonista di un film thriller ma di un reale caso di malagiustizia. Lo hanno stabilito i giudici che lo hanno liberato dopo 46 anni di inferno tra le sbarre per un reato che non aveva mai commesso

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    Usa, innocente rimane in carcere 46 anni per uno stupro mai commesso

    Passare 46 anni, un’eternità, in carcere, per uno stupro mai commesso. La vita rovinata a causa di una giustizia che, attraverso una serie di errori e omissioni, non si è rivelata tale. Solo ora, a 65 anni, Wilbert Jones può uscire di prigione e trascorrere ciò che gli resta da vivere insieme alla sua famiglia.

    Questa storia arriva dagli Stati Uniti. Jones, nato a Baton Rouge, in Louisiana, non è il protagonista di un film thriller, ma di un reale caso di malagiustizia. Lo hanno stabilito i giudici che lo hanno liberato dopo 46 anni di inferno tra le sbarre. Per un reato che non aveva mai commesso.

    L’incubo è cominciato quando aveva 19 anni. Nel 1974 fu condannato all’ergastolo per uno stupro che, secondo il giudice, aveva commesso tre anni prima ai danni di un’infermiera nel parcheggio di un ospedale.

    Quarantasei anni dopo, Jones (che non è di certo la prima vittima di errori giudiziari negli Stati Uniti scarcerata dopo decenni) è stato scarcerato dopo che un giudice ha dimostrato la serie di errori giudiziari e clamorose omissioni del pm che lo aveva fatto condannare.

    Innanzitutto la testimonianza dell’infermiera violentata: l’identikit fornito dalla donna corrispondeva in realtà a un altro uomo (più alto e con la voce più ruvida di Jones) condannato per un altro stupro commesso nello stesso posto.

    E poi una serie di prove omesse volontariamente dal pm che, se fossero state mostrate, avrebbero permesso di ristabilire subito la verità. Lo stesso pm che, tra l’altro, nella sua carriera ha visto ribaltare undici sentenze di condanna in altrettante assoluzioni. «Una statistica incredibile per un singolo procuratore» commentano i giudici.

    «La polizia – ha detto il giudice che ha scarcerato l’innocente – sapeva delle somiglianze tra quell’uomo e l’identikit fornito dall’infermiera, ma non fornì queste informazioni alla difesa. Le autorità avevano in mano prove che avrebbero potuto scagionare Jones già da decenni».

    L’incubo è finito. Il primo desiderio di Jones? Come racconta la nipote ai media americani, andare in un ristorante a mangiare il gumbo, piatto tipico della Louisiana.