Papa Francesco apre all’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati in Amazzonia

Papa Bergoglio annuncia un'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Amazzonica in cui si discuterà dei 'viri probati', la possibilità cioè che uomini sposati e con figli, dalla fede provata, diventino sacerdoti: l'annuncio rivoluzionario servirebbe a coprire le necessità della Chiesa Cattolica in difficoltà nell'evangelizzazione della regione sudamericana per la sua vastità, la mancanza di preti e la concorrenza degli evangelici

da , il

    Papa Francesco apre all’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati in Amazzonia

    Papa Francesco apre all’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati, i cosiddetti “viri probati“. Il Pontefice ha infatti confermato che il mese di ottobre 2019 a Roma si terrà un’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Amazzonica in cui si affronterà anche il tema: la consacrazione a sacerdoti di uomini sposati e con figli, ma di fede provata, potrebbe essere una delle soluzioni per la difficile evangelizzazione della regione sudamericana, sempre più ardua per la vastità degli spazi, la mancanza di sacerdoti e la concorrenza degli evangelisti, specialmente in Brasile. La notizia è stata accolta con grande soddisfazione proprio dal cardinale Cláudio Hummes, presidente della Rete Ecclesiale Pan-amazzonica (Repam), suo grande amico che gli era accanto quando il 13 marzo 2013 si affacciò al balcone di San Pietro per la prima volta da Papa. “Accogliamo con molta gioia e gratitudine al Papa e a Dio soprattutto: noi tutti ringraziamo Dio perché sarà un evento ecclesiale importantissimo per la missione della Chiesa in Amazzonia”, ha dichiarato a Radio Vaticana.

    La questione dei viri probati sarà così affrontata in un Sinodo indetto per la Regione Amazzonica, come richiesto da molti esponenti della Chiesa Cattolica sudamericana, a partire da “Conferenze Episcopali dell’America Latina, nonché la voce di diversi Pastori e fedeli di altre parti del mondo”, come ha ricordato lo stesso Papa Francesco nell’annunciare il Sinodo lo scorso ottobre.

    Nel suo intervento, il Papa “venuto da lontano”, come lui stesso si definì, il primo Pontefice latinoamericano, ha chiarito lo scopo principale del Sinodo, cioè “individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”.

    Nell’enorme Regione Amazzonica infatti le difficoltà della Chiesa Cattolica di Papa Francesco si sovrappongono ai drammatici problemi delle popolazioni indigene. L’Amazzonia è da tempo preda di interessi nazionali e di imprese multinazionali per le sue enormi ricchezze naturali, che sia la legna, gli spazi per l’agricoltura o l’allevamento intensivo e le risorse minerarie.

    La distruzione del “Polmone del mondo” è un problema molto sentito dallo stesso Pontefice che della difesa della Terra ha fatto uno dei temi chiave del suo Papato. A ciò si aggiungono le difficili condizioni in cui si trova la Chiesa Cattolica nella Regione.

    La Repam comprende vescovi e delegati laici delle diocesi amazzoniche che arrivano dai diversi Paesi che compongono la regione – Brasile, Venezuela, Colombia, Perù e Bolivia – e da tempo chiede al Vaticano attenzione su un territorio complesso e difficile.

    Gli spazi enormi e la mancanza di sacerdoti sono il principale problema della Chiesa Cattolica che si è trovata senza personale in grado di continuare l’evangelizzazione dell’Amazzonia: da qui l’idea dei “viri probati”, l’ordinazione a sacerdoti degli uomini sposati di fede comprovata.

    I “viri probati” potrebbero però incontrare l’opposizione di quella parte della Chiesa più tradizionalista, che da tempo si oppone alle aperture del Papa che di rivoluzioni ne ha già iniziate tante, facendo storcere il naso a più d’uno.