Dove, epic fail su Facebook: il sapone fa diventare bianca una donna nera

La nota azienda di prodotti di bellezza e saponi inciampa in un epic fail dai toni decisamente razzisti, pubblicando sulla pagina Facebook in America un post in cui una donna di colore diventa bianca dopo aver usato il loro sapone. Le scuse dai profili social del marchio, anche sulla pagina italiana

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    Dove, epic fail su Facebook: il sapone fa diventare bianca una donna nera

    Epic fail pesantissimo per Dove, il noto marchio di prodotti di bellezza e saponi per donne che, sulla sua pagina Facebook USA pubblica un post dai toni decisamente razzisti: nel post, in 4 immagini una donna di colore “si spoglia” della sua pelle nera e diventa bianca dopo aver usato il sapone. Il tempo di essere notato dagli utenti dei social che sul web si scatena la polemica. Il post viene rimosso e il dubbio inizia a circolare: forse si tratta di una bufala, magari qualcuno che voleva colpire la Dove. Invece, l’ufficialità arriva dagli stessi profili social del marchio, americani ed europei, in cui vengono pubblicate le scuse per la clip “offensiva per tutte le donne”.

    Il post era una mini clip di 3 secondi in cui una giovane donna di colore si toglieva la pelle e diventava bianca grazie al bagnoschiuma Dove. Immediate le polemiche e le critiche roventi per una pubblicità decisamente razzista che suona ancora più imbarazzante per il marchio che si fregia di tenere alla “vera bellezza” di tutte le donne, di ogni forma e colore.

    Ad accorgersi del misfatto tra le prime è stata la make up artist Naomi Blake che ha rilanciato il post dal suo profilo Facebook.

    Non è neanche la prima volta che l’azienda casca su pubblicità razziste. Nel 2011 finì nell’occhio del ciclone per una pubblicità con tre donne, messe in fila per gradazione di colore dalla più scura alla più chiara, con sopra la scritta “Prima” e “Dopo”.

    Anche nel 2015 ci furono polemiche per la dicitura sulla crema idratante “nutriente per pelle normale o scura”, come se la la pelle di colore non fosse una pelle “normale”.

    Quando il post è diventato virale, era ormai troppo tardi. A poco sono valse le scuse arrivate da tutti i profili social USA e ripresi da quelli europei: per Dove sarà difficile ora lavare via la macchia di “razzismo”.