Personaggi famosi morti nel 2017: tutti i vip scomparsi

I vip morti nel 2017 in un elenco che purtroppo continua ad aggiornarsi: cantanti, attori e persone famose che a vario titolo hanno fatto parte della nostra vita e che ci hanno lasciato

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    In questo articolo-elenco commemoriamo i personaggi famosi morti nel 2017. Dopo un 2016 devastante in cui di personaggi famosi morti se ne sono annoverati moltissimi, proseguiamo in questo triste compito con commozione per non dimenticare persone che hanno fatto parte della nostra vita. Il primo nome a comparire nell’elenco dei morti del 2017 è stato quello del grande linguista ed ex ministro dell’Istruzione Tullio de Mauro, a cui ha fatto subito seguito Georges Prêtre, ex direttore della Scala. Ma purtroppo l’elenco dei vip morti è proseguito allungandosi con i nomi di attori, cantanti, politici e personaggi famosi per motivi molto diversi fra loro.

    MORTI FAMOSI DI GENNAIO

    Tullio De Mauro, linguista

    Il 5 gennaio 2017, all’età di 84 anni, è morto Tullio De Mauro. A darne notizia è stato il sito di Internazionale, la rivista diretta dal figlio Giovanni con la quale lo stesso De Mauro collaborava. Autorevole linguista, socio dell’Accademia della Crusca e Presidente in carica della Fondazione Bellonci, l’istituzione culturale che organizza il Premio Strega, nonché ex ministro dell’Istruzione, Tullio De Mauro è stato una figura fondamentale della cultura italiana del Novecento. L’Italia piange la scomparsa di un grande saggista, docente universitario, che rientrava a pieno titolo tra i massimi esperti della lingua italiana. E’ stato anche l’autore del Grande dizionario italiano dell’uso e della Storia linguistica dell’Italia unita.

    Nato a Torre Annunziata, il 31 marzo 1932, Tullio de Mauro, con una laurea in Lettere classiche in tasca, ha insegnato in numerose università, come quella di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Successivamente è stato docente di Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma, dove poi è diventato ordinario di Linguistica generale.

    Nel 1966, è stato tra i fondatori della Società di linguistica italiana, diventandone poi il presidente dal 1969 al 1973. È stato inoltre consigliere della Regione Lazio (1975-80), membro del Consiglio di amministrazione dell’università di Roma (1981-85), delegato per la didattica del rettore (1986-88) e presidente dell’Istituzione biblioteche e centri culturali di Roma (1996-97). Dal 2000 al 2001 è stato ministro della Pubblica Istruzione nel governo Amato.

    Nel 2001, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la nomina di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2008 gli è stato conferito l’Honorary Doctorate dall’Università di Waseda (Tokyo). Tra le sue opere più importanti si annoverano la Storia linguistica dell’Italia unita (1963) e Il grande dizionario italiano dell’uso.

    Una vita di grandi soddisfazioni, un nome illustre, che rientrerà a pieno titolo tra le pagine della storia del nostro Paese.

    Georges Prêtre, ex direttore della Scala

    Il 5 gennaio 2017, all’età di 92 anni è morto Georges Pretre, nella sua casa nel Sud della Francia. A rendere nota la scomparsa del celebre direttore d’orchestra è stato il Teatro alla Scala a cui era legato da ‘un rapporto artistico e di affetti durato 50 anni e proseguito fino al concerto dello scorso 22 febbraio. I familiari che erano con lui riportano che il maestro è mancato con un grande sorriso: chi ha lavorato con lui ricorda in quel sorriso l’entusiasmo e l’energia che trasformavano le orchestre con cui lavorava’.

    Pretre ebbe il suo debutto nel lontano 1966, con la direzione di una celebre produzione del ‘Faust’ di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov e la regia di Jean-Louis Barrault. Negli ultimi anni, alla Scala aveva diretto la ‘Turandot’ con la regia di Keita Asari, nel 2001, e ‘Pelleas et Melisande’ con la regia di Pierre Me’dicin.

    L’ultimo suo concerto risale a circa un anno fa, precisamente al 22 febbraio 2016. Pretre aveva in programma di tornare alla direzione per la stagione sinfonica della Scala il 13, 15 e 17 marzo 2017.

    Mario Soares, ex presidente del Portogallo

    L’8 gennaio 2017, all’età di 92 anni, è morto Mario Soares: ad annunciarlo alla France presse è stato il portavoce del nosocomio dove era ricoverato a Lisbona. L’ex presidente del Portogallo era stato ricoverato il 13 dicembre scorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della Croce Rossa, per via di ‘un aggravamento generale del suo stato di salute’. Il 24 dicembre, il portavoce dell’ospedale, José Barata, aveva dichiarato che le condizioni erano diventate ‘critiche’.

    Soares, che è rimasto sulla scena politica portoghese per oltre 40 anni, è stato il protagonista dell’avvento della democrazia nel 1974 e dell’integrazione del Paese in Europa. Fondatore del Partito socialista portoghese, nel corso della sua lunga carriera politica, è stato ministro degli Esteri, due volte capo del governo, presidente della Repubblica dal 1986 al 1996, e deputato europeo.

    Zygmunt Bauman, filosofo

    Il 9 gennaio 2017, all’età di 91 anni è morto Zygmunt Bauman. Il celebre filosofo della ‘società liquida’, si è spento nella sua casa a Leeds, nel Regno Unito. Nato a Poznan nel 1925, di origine ebraica, Bauman con la sua famiglia fuggì in Unione Sovietica, dove si arruolò giovanissimo, in un corpo di volontari impegnati a combattere la minaccia di Hitler sull’Europa. Dopo essere scappato dall’Europa, vi fece ritorno al termine del conflitto per studiare sociologia all’Università di Varsavia, ma nel 1968, fu costretto a emigrare nuovamente, in Israele prima e poi in Gran Bretagna, dove iniziò a insegnare sociologia a Leeds (dal 1971 al 1990).

    Tra le opere tradotte in italiano, si annoverano Amore liquido – Sulla fragilità dei legami affettivi; Vita liquida; La solitudine del cittadino globale; La società dell’incertezza; Stato di crisi; Per tutti i gusti – La cultura nell’età dei consumi; Stranieri alle porte.

    Loalwa Braz, cantante

    Il 19 gennaio 2017, all’età di 63 anni, è morta Loalwa Braz, la cantante della Lambada, celebre hit del 1989 diventata un evergreen dei balli latino-americani di coppia. La sua morte è stata spaventosa: il suo corpo è stato ritrovato carbonizzato nella sua auto a Saquerema, in Brasile, nella regione del Rio Lagos. La cantante brasiliana, nel 1989, collaborò con il gruppo francese Koama alla realizzazione della canzone ‘Lambada’, che in breve divenne un successo planetario. Un pezzo capace di trascinare in pista e far muovere il bacino proprio a tutti. Trasmessa da tutte le radio è diventata anche oggetto di moltissime cover. Il disco della ‘Lambada’ ha venduto in totale una decina di milioni di copie. Dopo l’enorme successo di questa hit, Braz ha realizzato due album da solista, ottenendo un successo molto contenuto.

    John Hurt, attore

    Il 28 gennaio 2017, all’età di 77 anni, è morto John Hurt, uno degli attori britannici più illustri. Da tempo combatteva una dura battaglia contro il cancro, tuttavia non aveva smesso di recitare. Hurt era nato nel 1940, a Shirebrook, una piccola cittadina di minatori, nel Derbyshire, in Inghilterra: era figlio di una ex attrice e di un matematico. Inizialmente si dedicò allo studio dell’arte, ma ben presto, già prima dei vent’anni si dedicò alla recitazione, la sua grande passione: studiò alla Royal Academy of Dramatic Art e a 22 anni iniziò a recitare a teatro. Da quel momento la sua carriera è stata in costante ascesa e si è conclusa con un numero notevole di successi: i film che l’hanno reso più celebre sono ‘The Elephant Man’, in cui veste i panni del protagonista John Merrick, ‘Alien’ e naturalmente quelli della saga di Harry Potter, in cui ha recitato nel ruolo del venditore di bacchette Garrick Ollivander. Una delle ultime pellicole in cui ha lavorato è stata ‘Jackie’, il film biografico su Jackie Kennedy con Natalie Portman. Il successo di John Hurt come attore è testimoniato anche dal gran numero di premi che ha vinto, tra cui si annoverano due nomination all’Oscar (per The Elephant Man e Fuga di mezzanotte di Alan Parker), un Golden Globe e diversi BAFTA, i principali premi cinematografici e televisivi britannici.

    MORTI FAMOSI DI FEBBRAIO

    Al Jarreau, cantante

    Il 12 febbraio 2017, all’età di 76 anni, a Los Angeles, è morto Al Jarreau. Il mondo della musica mondiale piange la perdite di un artista, pluripremiato per il suo jazz e per le sue canzoni R&B come la celebre ‘Breakin ‘Away’. Era stato ricoverato in ospedale ed era stato costretto ad annullare le date del suo tour. Mostro sacro del jazz, fu sette volte vincitore del Grammy (25 nomination in totale) e conquistò il primo oscar della canzone, nel 1978, l’ultimo nel 2007. Al Jarreau nacque il 12 aprile 1940, a Milwaukee, Wisconsin, e sin da quanto era molto piccolo si dedicò alla musica: entrò nel coro gospel della chiesa locale, per poi dedicarsi alla sua vera passione, il jazz. Il suo primo album risale al lontano 1965, tuttavia Al Jarreau raggiunse il massimo del successo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Al Jarreau ha preso parte ai più importanti jazz festival internazionali. L’ultimo album che Al Jarreau lascia ai suoi fan è ‘My Old Friend: Celebrating George Duke’, pubblicato nel 2014 per la Concord.

    Pasquale Squitieri, regista

    Il 18 febbraio 2017, all’età di 78 anni, è morto Pasquale Squitieri. Il celebre regista è deceduto per complicazioni respiratorie all’ospedale Villa San Pietro di Roma, dove era ricoverato, circondato dall’affetto dei suoi familiari. Squitieri debuttò come regista nel 1969 con il film ‘Io e Dio’, prodotto da Vittorio De Sica. Subito dopo, sotto lo pseudonimo di William Redford, diede vita a due pellicole Western, ‘Django sfida Sartana’ del 1970 e ‘La vendetta è un piatto che si serve freddo’ del 1971.

    Squitieri, laureato in giurisprudenza, finì spesso al centro della critica e delle polemiche, per i suoi film storico-politici. Degni di nota, per citarne alcuni, sono ‘I guappi’ (1973), ‘Claretta’ (1984) e ‘Li chiamarono… briganti!’ (1999), film sul brigantaggio, che racconta la storia del suo massimo esponente, Carmine Crocco: la pellicola fece scalpore e ben presto venne ritirata dalle sale. Anche ‘Claretta’ fu aspramente criticato.

    Per ben 26 anni, a partire dagli anni Settanta, fu legato all’attrice Claudia Cardinale, che oltre a essere la sua compagna, ha anche recitato in diversi suoi film, come ‘I guappi’ del 1974 e ‘Il prefetto di ferro’ del 1977. Dal loro amore, nacque la figlia Claudine. Dal 2003, era invece insieme all’attrice e cantante, Ottavia Fusco.

    Pasquale Squitieri si addentrò anche nel mondo della politica: nel 1971, firmò una lettera aperta a L’Espresso, sul caso Pinelli, tuttavia nel corso degli anni, spostò le sue vedute a destra. Fu candidato ed eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale, nel 1994, nel collegio di Andria-Barletta.

    Leone di Lernia, cantante

    Il 28 febbraio 2017, all’età di 78 anni, è morto Leone di Lernia. Il noto cantante e conduttore radiofonico di origini pugliesi e milanese d’adozione, stava lottando da tempo contro un male incurabile. Ad annunciarne la scomparsa sono stati i suoi colleghi de Lo Zoo di 105, la trasmissione radiofonica, a cui ha preso parte per moltissimi anni, contribuendo a renderla conosciuta e amata in tutta Italia. I suoi compagni di avventure lavorative hanno scritto un messaggio intriso di commozione sui social network: ‘Sembra uno scherzo, uno dei mille fatti dallo Zoo, ma con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina! Riposa in pace fratello’.

    Leone di Lernia è diventato famoso negli anni ’90, facendo cover ironiche e goliardiche, spesso con un linguaggio molto colorito e un netto accento pugliese, di hit dance, che in quel decennio impazzavano nelle radio e nelle discoteche. Leone di Lernia seppe intercettare l’ironia e il gusto dei giovani di quegli anni, per questo la sua fama crebbe rapidamente. Tra le sue cover più famose, si annoverano perle trash come Gypsy Woman in Ra-ra-ri, ra-ra, Pesce fritto e baccalà, Bailando in Magnando, The Rhythm of the Night in Te si mangiate la banana, All That She Wants in Cumbà Giuan e Pump Up the Jam in Uè paparul maccaron. Sono davvero tantissime e tutte, oltre al titolo bizzarro, hanno testi decisamente esilaranti. Leone di Lernia è stato anche uno dei protagonisti più apprezzati e seguiti della celebre trasmissione radiofonica ‘Lo Zoo di 105′.

    MORTI FAMOSI DI MARZO

    Danilo Mainardi, Etologo

    Tra i personaggi famosi morti nel mese di marzo troviamo Danilo Mainardi: è scomparso, all’età di 84 anni, l’8 marzo 2017. E’ stato uno dei più stimati etologi d’Italia e del mondo, nonché un grande divulgatore scientifico. Nella sua lunga carriera è stato insegnante all’Università Ca’ Foscari di Venezia, collaboratore del Corriere della Sera, direttore della Scuola internazionale di etologia di Erice, presidente onorario della Lipu (la Lega per la protezione degli uccelli), e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dell’International Ethological Society, di cui è stato anche presidente. Mainardi è stato anche un illustre autore: la sua prima pubblicazione fu ‘La scelta sessuale nell’evoluzione della specie’, pubblicata nel 1968 da Boringhieri; mentre l’ultima è stata La città degli animali. E’ stato spesso ospite di programmi di divulgazione scientifica, il più famoso è senza dubbio ‘SuperQuark, condotto dall’amico Piero Angela. L’etologo Mainardi è stato sepolto a Casalmorano, nel Cremonese, dove era nato.

    Chuck Berry, musicista

    Tra i cantanti famosi morti nel 2017, troviamo Chuck Berry: è scomparso il 19 marzo 2017, all’età di 90 anni a Saint Charles, nel Missouri, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del rock. ‘Crazy legs’, così soprannominato per il suo inconfondibile modo di ballare muovendo le gambe mentre suonava, lanciò il suo primo singolo nel lontano 1955: si intitolava ‘Maybellene’ e subito divenne un grande successo. Indimenticabili pezzi cult sono diventati ‘Johnny B Goode’ e ‘Roll Over Beethoven’. Chuck Berry si è distinto non solo per aver introdotto un modo nuovo di suonare la chitarra elettrica, ma anche perché fu il primo a trattare nella musica argomenti molto sentiti dalla gioventù dell’epoca: nessuno prima li aveva mai presi seriamente in considerazione. La rivista Rolling Stones, lo ha inserito nella lista dei 100 migliori artisti di sempre dopo i Beatles, Bob Dylan, Elvis e i Rolling Stones. A metà degli anni ’80 Chuck Berry divenne popolarissimo anche tra le nuove generazioni di giovani, grazie al film Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis.

    Cino Tortorella, Mago Zurlì

    Tra gli attori famosi morti nel 2017 troviamo Cino Tortorella: è scomparso il 23 marzo 2017, all’età di quasi 90 anni. Il mondo del piccolo schermo piange la scomparsa del celebre attore, interprete dello storico personaggio Mago Zurlì, tanto amato dai bambini. Autore e regista, era anche appassionato ed esperto di enogastronomia. Nel 1956 propose la messa in scena di una pièce teatrale per ragazzi, intitolata ‘Zurlì, mago Lipperlì’: da qui venne estratta la sceneggiatura del suo primo programma televisivo ‘Zurlì, mago del giovedì’, andato in onda nel 1957. Due anni dopo, nel 1959, diede vita alla celeberrima manifestazione canora chiamata ‘Zecchino d’Oro’, che condusse dalla sua prima edizione alla 51esima, fino al 1972 impersonando il ruolo dell’amatissimo Mago Zurlì. Cino Tortorella è stato anche l’autore di un altro programma che è andato in onda per 12 edizioni consecutive: ‘Chissà chi lo sa?’.

    Tomas Milian, attore

    Il mese di marzo ha visto la dipartita di un altro attore molto amato dal pubblico italiano: Tomas Milian è scomparso il 23 marzo 2017 (lo stesso giorno di Cino Tortorella), all’età di 84 anni. I Vip morti nel terzo mese del 2017 non sono stati cerco pochi e la dipartita di due attori nello stesso giorno, ha dato ai fan il colpo di grazia: in un attimo sono balzati alla memoria gli orrori messi in atto dal 2016. Ma torniamo all’amatissimo Tomas Milian: nato a Cuba, all’Avana, da moltissimi anni viveva ormai stabilmente negli Stati Uniti. In realtà, Milian ha lasciato un grande segno nel cinema italiano: nonostante avesse lavorato con autori come Lattuada, Visconti o Maselli, è grazie soprattutto alla sua partecipazione in western e in film polizieschi, dove interpretava il ruolo dell’ispettore Nico Giraldi e il romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza, che è diventato un personaggio indimenticabile. Come se non bastasse, Milian, artista eclettico, nel 1966 formò anche una piccola band, la ‘Tomas Milian Group’ composta da sei giovani romani.

    MORTI FAMOSI DI APRILE

    Giovanni Sartori, politologo

    L’1 aprile 2017 è morto, all’età di 92 anni, Giovanni Sartori, storico editorialista del Corriere della Sera, che la stessa testata di Via Solferino ha definito, ‘un editorialista e un polemista estroso e brillante come pochi’. Sartori è considerato uno dei massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, nonché il più importante scienziato politico italiano. Si deve a lui la nascita della scienza politica come disciplina accademica, in Italia. Molti dei suoi testi sono stati tradotti in moltissime lingue: ha scritto di democrazia, di partiti e di sistemi di partito, di teoria politica e di analisi comparata. E’ stato insignito di ben otto lauree honoris causa, inoltre, nel 2005, ha ottenuto il Premio Principe delle Asturie, praticamente il Nobel delle scienze sociali. Dal 1979 al 1994 ha insegnato alla Columbia University ed è stato professore emerito di Scienza politica all’Università di Firenze. Negli anni è diventato anche un’importante firma del Corriere della Sera, molto apprezzata dentro e fuori dalla redazione.

    Gianni Boncompagni, autore televisivo

    Tra i personaggi famosi morti nell’aprile 2017 c’è anche Gianni Boncompagni: il 16 aprile, all’età di 84 anni, è morto il celebre regista e autore televisivo. Re del piccolo schermo è divenuto universalmente conosciuto (e apprezzato) per aver ideato il programma ‘Non è la Rai’, dove è stata lanciata Ambra Angiolini e un’infinità di altre ‘bellezze’, da Alessia Merz, a Claudia Gerini, passando per Laura Freddi. Boncompagni era dotato di una creatività irriverente e fuori dagli schemi: dalla sua mente sono usciti programmi leggeri, ma che hanno cambiato il modo di intrattenere lo spettatore, come ‘Pronto Raffaella?’, ‘Domenica In’, ‘Carramba’ e molti altri ancora. Con Raffaella Carrà strinse un legame indissolubile, che andò oltre il mondo dello spettacolo: fu per decenni il suo fidanzato e per lei firmò tutti i suoi più grandi successi, da ‘Tuca tuca’ a ‘Tanti auguri’ a ‘A far l’amore comincia tu’.

    Michele Scarponi, ciclista

    Tra i personaggi famosi morti nel mese di aprile, troviamo Michele Scarponi: il 22 aprile 2017, è morto all’età di 37 anni, in un incidente stradale. Michele Scarponi è scomparso sulla sua bicicletta, durante un normale allenamento: mentre si stava dirigendo a Filottrano, si è scontrato con un camion. Scarponi ha lasciato la moglie e due figli gemelli. Il mondo del ciclismo piange un grande professionista, che nel 2011 vinse il Giro d’Italia, mentre più recentemente, come gregario di Vincenzo Nibali nel team Astana contribuì al successo di questi al Tour de France 2014 e al Giro d’Italia 2016.

    Erin Moran, attrice

    Il 22 aprile 2017 è stato un giorno di lutto per il mondo per il cinema: è entrata nella cerchia degli attori famosi morti anche Erin Moran, l’amatissima Joanie dell’intramontabile telefilm ‘Happy Days’. All’età di 56 anni l’attrice americana che interpretò il ruolo della sorella di Richie Cunningham (Ron Howard) e amica dell’irresistibile Fonzie (Henry Winkler) è stata trovata morta nella sua abitazione a Corydon, in Indiana, dove si era trasferita. E’ noto che la bella attrice abbia avuto un passato piuttosto travagliato, pervaso di droghe e abuso di alcolici, tuttavia, secondo i risultati dell’autopsia la star di Happy Days sarebbe morta a causa di complicazioni dovute a un cancro al quarto stadio. Il primo ruolo di Erin Moran fu in uno spot pubblicitario, ma a garantirle il successo mondiale fu la sua interpretazione in ‘Happy Days’ (1974-1984), personaggio che le diede fama in tutto il mondo. Inoltre recitò un ruolo importante nella serie televisiva ‘Daktari’ (1968-1969), e poi nei film ‘Uffa papà quanto rompi!’ di Jerry Paris e ‘L’uomo caffelatte’ di Melvin Van Peebles.

    Jonathan Demme, regista

    Il 26 aprile 2017 è morto il regista Jonathan Demme, all’età di 73 anni. Dopo una lunga battaglia combattuta contro un tumore all’esofago, riscontrato nel 2010, ha perso la sua battaglia. Il mondo del cinema piange la perdita di un grande regista che va ad arricchire le fila dei personaggi famosi morti nel 2017. Il suo più grande (capo) lavoro è stato l’adattamento cinematografico del romanzo di Thomas Harris, ‘Il silenzio degli innocenti’, recitato da Jodie Foster e Anthony Hopkins: un film che gli ha garantito una fama imperitura. Un’altra grande pellicola di Demme è stata senza dubbio ‘Philadelphia’, che vinse due statuette. Considerato oggi uno tra i più importanti autori del cinema contemporaneo, iniziò la sua carriera nella regia nel 1974: da quel momento diresse oltre trenta film dei generi più diversi, spaziando dall’horror alla commedia. Per citarne alcuni: ‘Il segno degli Hannan’ (1979) e ‘Qualcosa di travolgente’ (1986) a ‘Una vedova allegra, ma non troppo’ (1988). Nel corso della sua brillante carriera ha anche partecipato numerose volte alla Mostra di Venezia, ad esempio con ‘Una volta ho incontrato un miliardario’ (1980, vincitore di due Oscar), ‘The Manchurian Candidate’ (2004), ‘Man From Plains’ (2007), ‘Rachel sta per sposarsi’ (2008), ‘I’m Caroline Parker: the Good, the Bad and the Beautiful’ (2011) ed ‘Enzo Avitabile Music Life’ (2012).

    MORTI FAMOSI DI MAGGIO

    Robert Miles, dj

    Il 10 maggio 2017, all’età di solo 47 anni, è morto Robert Miles. Il dj simbolo degli anni ’90, ultra noto per la sua famosissima hit ‘Children’, ma anche per ‘Fable’ e ‘One and One’, da lungo tempo lottava contro un male incurabile. Roberto Concina, nato in Svizzera, era poi cresciuto a Fagagna, in Friuli, fino a quando il suo lavoro di dj non l’ha portato a viaggiare in giro per il mondo. Negli ultimi anni si era trasferito a Ibiza, dopo aver vissuto a Londra, Los Angeles e Berlino. Il primo album di Robert Miles, intitolato ‘Dreamland’, uscì nel 1996 e grazie al singolo ‘Children’ ebbe un successo planetario, tanto da diventare un’icona della Trance Dance. L’album riuscì a vendere più di un milione di copie in Europa e circa 500mila negli Stati Uniti. Robert Miles si aggiudicò così il Brit Award, nel 1997, come Best International Male Newcomer. Negli anni successivi, pubblicò altri dischi (’23am’, ‘Organik’, ‘Miles Gurtu’, ‘Th1rt3en’), ma mai nessuno eguagliò il successo di ‘Dreamland’.

    Michael Parks, attore

    Il 10 maggio 2017 è stato il giorno della morte anche di Michael Parks, attore molto amato da Quentin Tarantino. Aveva 77 anni e ad annunciarne la morte è stato il regista Kevin Smith, che su Instagram lo ha definito ‘il migliore attore’ che abbia mai conosciuto. Michael Parks rientra a pieno titolo tra gli attori famosi morti, che il pubblico non vorrebbe dover piangere mai. Nel corso della sua carriera, aveva recitato in numerosi film diretti o interpretati dal celebre regista Tarantino come ‘Dal Tramonto all’Alba’, ‘Kill Bill 1 e 2′, ‘Grindhouse’ e ‘Django Unchained’. Michael Parks era apparso in oltre 100 film e serie TV ed era noto al grande pubblico anche per aver recitato in numerosi polizieschi e western di Hollywood.

    Chris Cornell, cantante

    Il mese di maggio è stato piuttosto duro: tra i cantanti famosi morti purtroppo compare il nome di Chris Cornell: il 18 maggio 2017, all’età di 52 anni, si è tolto la vita impiccandosi. L’amatissimo cantante dei Soundgarden è stato trovato senza vita, in un albergo di Detroit. Tutto d’un tratto il mondo del rock è rimasto sotto shock per la scomparsa improvvisa e inattesa di Chris Cornell, il cantante degli Audioslave e dei Soundgarden, un’autentica icona di quel genere di musica, in cui tutta la sofferenza viene espiata dai decibel di voci graffianti, piene di rabbia e al tempo stesso malinconia. Chris Cornell era tornato con i Soundgarden nel 2010, dopo essere stato il frontman della band dal 1984 al 1997. Con la storica band grunge, aveva prodotto grandi successi, come ‘Superunknown’, album del ’94, che conquistò il primo posto in classifica in America e vendette oltre nove milioni di copie nel mondo. Nel 1990, formò i Temple of the Dog con membri dei Soundgarden, dei Pearl Jam, Stone Gossard e Jeff Ament, tuttavia la band resistette soltanto due anni. Nel 1997, Cornell realizzò la celebre band Audioslave, con la quale produsse tre album. Chris Cornell è stato molto produttivo anche da solista e come autore di musiche e canzoni per il cinema.

    Daniele Piombi, presentatore televisivo

    Il 18 maggio 2017, all’età di 83 anni, è morto Daniele Piombi, celebre presentatore della televisione italiana, che condusse il ‘Cantagiro’ a ‘Un Disco per l’Estate’. Da diversi anni non appariva più in tv, perché le sue condizioni di salute non glielo permettevano. A rendere nota la notizia della sua dipartita è stata la stessa famiglia del presentatore, tramite un messaggio sulla sua pagina Facebook. Esordì in tv all’età di 22 anni con ‘Viaggiare’, ma il vero successo arrivò negli anni ’50. Ha condotto moltissimi celebri programmi, tra cui il ‘Festivalbar’ e l’ambitissimo ‘Festival di Sanremo’. Fino a pochi anni fa aveva continuato a condurre gli Oscar Tv, una produzione televisiva da lui stesso ideata. L’ultimo impegno televisivo era stato per Rai International: 10 puntate dedicate al ‘Made in Italy’.

    Nicky Hayden, motociclista

    Tra i personaggi famosi morti nel mese di maggio 2017, compare anche Nicky Hayden, un campione del mondo del motociclismo. Il 22 maggio 2017, all’età di 35 anni, è deceduto, dopo 5 giorni di coma da un fatale incidente in bicicletta, avvenuto il 17 maggio, a Misano Adriatico, mentre si allenava in bicicletta. Hayden nel Motomondiale ha conquistato tre vittorie in MotoGP e 28 piazzamenti sul podio. Ha debuttato nella MotoGP nel 2003, con la Honda, ha vinto il Mondiale nel 2006, ai danni di Valentino Rossi, ha gareggiato con la Ducati e poi, nel 2016 è passato in Superbike con Honda, concludendo con il quinto posto in classifica generale. Una carriera stroncata troppo presto da un fatale, tragico evento.

    Roger Moore, attore

    Tra gli attori famosi morti a maggio 2017 si annovera anche l’illustre Roger Moore, colui che fu James Bond in ben 7 film di 007. Il 23 maggio 2017, all’età di 89 anni, ha perso la sua battaglia contro il cancro. Roger Moore aveva raggiunto la fama grazie alla serie tv ‘Attenti a quei due’, dove lavorò al fianco di Tony Curtis. Questa serie televisiva arrivò in Italia nel 1973 e subito ebbe un enorme successo. In quello stesso anno ottenne l’ambitissimo ruolo di James Bond da George Lazenby, che aveva sostituito Sean Connery, senza soddisfare la critica. Il debutto di Roger Moore in ‘Agente 007 – Vivi e lascia morire’ fu scintillante. L’ultimo Bond interpretato da Roger Moore fu ’007 – Bersaglio mobile’, nel 1985.

    Laura Biagiotti, stilista

    Infine, il 26 maggio 2017, all’età di 73 anni, è morta Laura Biagiotti, una delle stiliste che hanno reso celebre il made in Italy nel mondo. Era stata ricoverata d’urgenza per un arresto cardiaco, da cui non è più riuscita a riprendersi. A confermarne la dipartita è stata la figlia Lavinia, con un tweet sul suo profilo ufficiale, un brano del Vangelo di San Giovanni: ‘Nella casa del padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a preparavi un posto’. La carriera di Laura Biagiotti iniziò negli anni ’60, quando cominciò a collaborare con le grandi maison della moda italiana, da Rocco Barocco a Roberto Capucci. Nel 1966, diede vita alla sua prima collezione per Schuberth, nel 1972 la prima sfilata a Firenze. Dal 1980, Laura Biagiotti ha portato avanti la sua fruttuosa attività nella campagna romana di Guidonia, nel castello Marco Simone, dove si era trasferita. Definita dal New York Times Queen of cashmere, Laura Biagiotti è stato il primo brand italiano a sfilare in Cina, il 25 aprile del 1988, a Pechino, e il primo a sfilare per l’Italia a Mosca, nel 1995, nella vecchia sede del Partito Comunista.

    MORTI FAMOSI DI GIUGNO

    Anita Pallenberg‬, modella

    Tra i personaggi famosi morti nel giugno del 2017 troviamo Anita Pallenberg, la bellissima ex compagna di Keith Richards, con il quale ha avuto tre figli. E’ successo il 14 giugno, all’età di 73 anni è morta la storica musa dei Rolling Stones. Anita era nata a Roma e sin da giovane ha intrapreso la carriera di modella. Nel 1965 incontrò gli Stones in una tappa a Monaco del loro tour: Brian Jones l’aveva invitata in albergo. Proprio lì iniziò la loro relazione che durò due anni e finì perché lui era diventato violento. Keith Richards, durante un tour in Marocco, assistette a una scena in cui Brian picchiava Anita, subito la portò via con sé: fuggirono a Londra dove fecero coppia fissa per 12 anni. Anita in quegli anni intraprese anche la carriera cinematografica: recitò in ‘Barbarell’ (1967) e ‘Dillinger è morto’ (1968). Partecipò anche al film di debutto come attore di Mick Jagger ‘Performance’: in quel periodo ebbe una breve relazione con il frontman degli Stones. Anita a un certo punto iniziò a drogarsi di eroina e nel 1977, venne arrestata a Toronto per abuso di stupefacenti. Nel 1980 finì la sua relazione con Keith Richards e così Anita tornò al mondo della moda.

    Helmut Koh, cancelliere tedesco

    Il 16 giugno 2017, all’età di 87 anni, è morto Helmut Kohl. L’ex cancelliere tedesco si è spento nella sua casa, a Ludwigshafen. Helmut Kohl è ricordato soprattutto per essere stato il primo cancelliere della Germania unificata, dopo la caduta del Muro di Berlino: fu eletto nella Germania Ovest, nel 1982, e rimase in carica fino al 1998. Fu uno dei protagonisti del processo di integrazione europea. Nelle elezioni del settembre 1998, venne sconfitto dal socialdemocratico Gerhard Schröder e lasciò quindi la guida del Paese, dopo 16 anni di Governo.

    Carla Fendi, stilista

    Tra i morti famosi del mese di giugno si annovera anche Carla Fendi, un autentico pezzo di storia della moda italiana. E’ successo il 16 giugno: all’età di 80 anni, si è spenta a Roma, dopo una lunga malattia. Carla Fendi si è occupata dell’azienda a 360 gradi, dall’amministrazione alla progettazione. Negli anni ’60 ha cercato di spingersi verso il mercato americano, per allargare gli orizzonti della sua impresa. Dagli anni ’60, Carla Fendi ha avuto al suo fianco Karl Lagerfeld, geniale designer di fama mondiale. Dopo la morte del marito Candido, nel 2013, qualcosa era cambiato. Nel 2007 aveva creato la Fondazione Carla Fendi per offrire supporto all’arte, all’artigianato e al sociale. Dagli anni Ottanta, ha creato un connubio, rivelatosi vincente, tra il marchio Fendi e il Festival di Spoleto. Infine Fendi si è dedicata al

    restauro del Teatro Caio Melisso, a Spoleto. Con Carla Fendi se ne va una parte importante del mondo della moda italiana e internazionale.

    Prodigy, rapper dei Mobb Deep

    Tra i cantanti famosi morti nel mese di giugno 2017 si annovera il rapper Prodigy dei Mobb Deep. E’ successo il 21 giugno: all’età di soli 42 anni, Prodigy è scomparso, stroncato da alcune complicazioni derivanti dall’anemia falciforme, una patologia del sangue di cui era affetto sin dalla nascita. Il duo hip hop nella sua carriera ha venduto più di 3 milioni di dischi, soprattutto con le due celebri hit degli anni Novanta, ‘The infamous’ e ‘Hell on Earth’. Dopo la separazione del 2012, i due sono tornati insieme, on stage, nel 2014. Prodigy era cresciuto in una famiglia di musicisti e aveva frequentato la Manhattan High School of Art and Design.

    Paolo Limiti, conduttore televisivo

    Tra i vip morti nel mese di giugno, si conta anche il nome di Paolo Limiti, il noto conduttore televisivo della Rai, nonché paroliere e produttore. Il 27 giugno 2017, all’età di 77 anni, si è spento a Milano per una grave forma di cancro: a darne per primo notizia è stata Mara Venier. Volto storico e nazional popolare della televisione italiana, aveva condotto numerosi programmi, tra cui Ci Vediamo in TV a Alle Due su Raiuno, Supersera, Paolo Limiti Show e anche un’edizione di Domenica In. Per la Rai aveva anche confezionato delle serate uniche e irripetibili, dedicate a grandi personaggi della musica e del cinema, Mina, Lucio Battisti, Claudio Villa, Dalida, Wanda Osiris, Milly, Julio Iglesias, Gina Lollobrigida e Maria Callas. Paolo Limiti, oltre a essere stato un ottimo conduttore televisivo, è stato anche un grande paroliere: Mina è stata una delle cantanti per cui ha scritto più testi, alcuni divenuti pezzi intramontabili della musica italiana: stiamo parlando di canzoni come ‘Bugiardo e incosciente’ o ‘La voce del silenzio’. Nella vita privata, Limiti era stato sposato con Justine Mattera.

    MORTI FAMOSI DI LUGLIO

    Hamer, medico

    Il tour dei personaggi famosi morti a luglio inizia con la scomparsa di Ryke Geerd Hamer. L’ex medico fondatore della ‘Nuova Medicina Germanica’, il 2 luglio 2017, è deceduto all’età di 84 anni, a causa di un problema cerebrovascolare. Hamer finì per essere radiato dall’ordine dei medici tedesco per la sua teoria secondo cui le malattie sarebbero il risultato di uno ‘shock emozionale’. Hamer sosteneva che il cervello fosse in grado di ‘riprogrammare l’organismo’: per curare le patologie quindi non erano necessarie le medicine, era sufficiente risolvere il conflitto emozionale. La storia di Hamer è un susseguirsi di eventi funesti, come la morte di suo figlio, avvenuta in un incidente nel 1978, la morte della moglie, che tentò di salvare da un tumore con le sue teorie, nonché la morte di Eleonora Bottaro, affetta da leucemia linfoblastica acuta, che rifiutò la chemioterapia, per seguire le cure della Nuova Medicina Germanica.

    Paolo Villaggio, attore

    E’ Paolo Villaggio a finire tra gli attori famosi morti nel mese di luglio. L’amatissimo interprete del Ragioner Ugo Fantozzi ha detto addio al palcoscenico della vita il 3 luglio 2017, all’età di 84 anni: si è spento al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato per fronteggiare una salute che da tempo ormai era piuttosto precaria. A darne notizia è stata la figlia Elisabetta con un commovente post su Facebook, che subito si è diffuso in rete. Il mondo del cinema piange la scomparsa di uno degli attori simbolo della commedia italiana, tanto amato nei decenni scorsi, quanto discusso negli ultimi anni, per via delle sue frequenti dichiarazioni al vetriolo, che potevano colpire inaspettatamente chiunque. Nato a Genova, il 30 dicembre del 1932, oltre ad aver interpretato il celebre personaggio di Fantozzi, ha vestito i panni del professor Kranz e Giandomenico Fracchia. Nella sua carriera di attore ha recitato anche in parti più drammatiche, in film di illustri registi del calibro di Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Ricevette il Leone d’oro alla carriera, nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

    All’attività di attore comico di personaggi grotteschi e surreali, Villaggio ha affiancato quella di scrittore: ha esordito con un libro su Fantozzi, a cui hanno fatto seguito altri otto sul ragioniere.

    George Romero, regista

    Tra i morti famosi del mese di luglio, troviamo anche George Romero, il padre degli zombie. Il celebre regista è scomparso il 16 luglio 2017, all’età di 77 anni, dopo una breve ma agguerrita lotta contro un cancro ai polmoni. Con la sua celebre pellicola ‘La notte dei morti viventi’, uscita nel 1968, George Romero, ha tracciato i confini di un nuovo genere horror, quello degli zombie movie: da allora sino a oggi, tutti i registi si sono ispirati a quel film, persino gli autori del fumetto e dell’omonima serie TV ‘The Walking Dead’. Nel 1978, diede vita a ‘Zombi’, il secondo della trilogia ‘Trilogia dei morti viventi’, che concluse, nel 1985, con ‘Il giorno degli zombi’. Di Romero era noto anche il forte legame professionale con un altro maestro tutto italiano del cinema horror, Dario Argento.

    Chester Bennington, cantante

    Quest’estate bollente si è portata via anche Chester Bennington, che rientra a pieno titolo tra i cantanti famosi morti nel mese di luglio. Il celebre frontman dei Linkin Park, il 20 luglio, all’età di soli 41 anni, si è suicidato nel giorno del compleanno del suo grande amico Chris Cornell dei Soundgarden, morto suicida anche lui, a cui Bennington aveva rivolto una commovente lettera aperta. Il corpo del cantante è stato trovato privo di vita, nella sua residenza di Palos Verdes Estates, vicino Los Angeles. Bennington lascia cinque figli naturali, nati da tre donne diverse, e uno adottato. Da diversi anni, la sua vita era dominata dalle dipendenze di alcol e droga. Bennington aveva avuto un’adolescenza complicata, fatta di molestie sin da quando aveva solo sette anni. Cominciò a cantare all’inizio degli anni Novanta, ma il successo, quello vero, arrivò con i Linkin Park, nei primi anni Duemila, con i dischi ‘Hybrid Theory’ (2000), ‘Meteora’ (2003) e ‘Minutes to Midnigt’ (2007). L’ultimo album della band, nel quale canta Bennington, si intitola ‘One More Light’ ed è uscito lo scorso maggio.

    Guido Elmi, produttore

    Sul finire del mese di luglio, ai personaggi famosi morti si è aggiunto inaspettatamente Guido Elmi, storico produttore e collaboratore di Vasco. Il 31 luglio 2017, all’età di 69 anni, con un messaggio su Facebook, Red Ronnie ha annunciato la sua dipartita improvvisa, confermata poco dopo anche dal Blasco, con cui ha sempre avuto un legame speciale, potente, che andava oltre la sfera professionale. Ma Elmi è stata una figura importante non solo per Vasco, è stato un produttore discografico, musicista, arrangiatore e art director italiano. Sono stati moltissimi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo della musica. Guido Elmi si era ammalato un anno fa e ultimamente la fatica era diventata molta, come ha scritto proprio l’amico di una vita, Vasco, sulla sua pagina Facebook: ‘Guido se ne è andato improvvisamente… era molto stanco. Io sono molto triste.

    Una consolazione è che ha fatto in tempo a partecipare, vivere e vedere la grande festa di Modena Park!’.

    Jeanne Moreau, attrice

    Il mese di luglio si chiude con la morte di Jeanne Moreau, icona del cinema francese e mondiale: il 31 luglio 2017, all’età di 89 anni, se n’è andata lasciando un vuoto immenso. E’ stata una delle ultime, grandi dive sopravvissute a un presente di personaggi costruiti a tavolino per un successo istantaneo e fugace. Nella sua lunga carriera ha intepretato ruoli di primo piano in film di grandi registi francesi come Louis Malle, Francois Truffaut e Jean-Luc Godard, fino a Luc Besson che la scelse per il suo celeberrimo film ‘Nikita’. Quando qualcuno le chiedeva della sua imponente filmografia, Jeanne Moreau spiegava: ‘Non la chiamo carriera, per me è un modo di vivere, un dono. Ho sempre scelto di seguire artisti che ammiravo, rifiutando anche ruoli importanti. Per me è sempre stato così’.

    MORTI FAMOSI DI AGOSTO

    Renato Squillante / Ansa

    Renato Squillante, giurista e magistrato

    Il mese di agosto si apre con la morte di Renato Squillante: il 3 agosto 2017, all’età di 92 anni, è scomparso l’ex capo dell’ufficio dei giudici per le indagini preliminari di Roma. Renato Squillante rientra a pieno titolo tra i morti famosi del 2017: fu coinvolto in diverse inchieste, perché i magistrati all’epoca sospettavano che avesse ricevuto tangenti per manovrare il corso di alcuni processi, come l’IMI-SIR e il processo SME, così da favorire il gruppo Berlusconi a svantaggio del gruppo De Benedetti. Squillante è stato condannato per corruzione ad otto anni in primo grado, ridotti poi a sette in appello, ma nel 2006 fu assolto dalla Cassazione. I giudici hanno ritenuto che Squillante avesse realmente ricevuto del denaro da alcune persone, tra cui l’avvocato di Silvio Berlusconi, Cesare Previti, tuttavia non venne impiegato per influenzare decisioni giudiziarie sotto il suo potere. Ciò considerato faceva di fatto cadere il reato di estorsione. Il reato commesso da Squillante era ‘traffico di influenze’, ma all’epoca del processo non era ancora stato codificato nel codice penale. A diffondere la notizia della morte di Renato Squillante è stata la famiglia, tramite un necrologio pubblicato sul quotidiano di Roma, Il Messaggero.

    Bruno Canfora, direttore d’orchestra

    Bruno Canfora / Ansa

    Tra i personaggi famosi morti nel mese di agosto, si annovera anche il celebre direttore d’orchestra della Rai, Bruno Canfora. Il 3 agosto, all’età di 92 anni, l’amato maestro è deceduto nella sua casa in Valnestore, vicino Tavernelle, alle porte di Perugia, dove ha vissuto dopo il ritiro dalle scene. La famiglia ha scelto di celebrare le esequie in forma privata, con una cerimonia religiosa nel cimitero locale. A comunicare la triste notizia il figlio Daniele, anche lui musicista, che ricorda il padre con queste parole composte: ‘Aveva lasciato la tv nel 1995. Da allora è rimasto dietro le quinte, ma non ha mai abbandonato la musica: è stato molto vicino all’orchestra della Rai, di cui è sempre stato un punto di riferimento, e ha curato fino a dieci anni fa gli arrangiamenti dei brani di alcuni musicisti’. Bruno Canfora ha segnato la storia della musica e della televisione italiana: è stato autore di canzoni, sigle televisive e motivi straordinari, all’epoca interpretati da illustri cantanti del calibro di Mina, Rita Pavone, Rocky Roberts e le Gemelle Kessler. Indimenticabili i pezzi ‘Mi sei scoppiato dentro il cuore’, ‘Due note’, ‘Sono come tu mi vuoi’, ‘Vorrei che fosse amore’, ‘Zum zum zum’, e ‘Brava’, che Canfora arrangiò per la voce d’oro d’Italia, Mina. La professionalità del maestro lo condusse anche a dirigere l’orchestra dei più popolari programmi televisivi degli anni sessanta, da Studio Uno, a Senza Rete, Sabato Sera, e diverse edizioni di Canzonissima. Ebbe anche il privilegio di essere direttore artistico del Festival di Sanremo.

    Dionigi Tettamanzi, cardinale e arcivescovo

    Dionigi Tettamanzi / Ansa

    Il mese di agosto annovera tra i morti famosi anche un’importante figura ecclesiastica, il cardinale e arcivescovo Tettamanzi. Il 5 agosto 2017, all’età di 83 anni, si è spento nella Villa Sacro Cuore, la ‘Casa di spiritualità della Diocesi’, a Triuggio, in Brianza, dopo aver lottato contro una lunga malattia. Il Papa, esprimendo il suo cordoglio e tutto il suo dolore, lo ha definito: ‘pastore sollecito ed esperto di etica’ e ha poi aggiunto: ‘Penso con affetto e ricordo con gratitudine l’intensa opera culturale e pastorale profusa da questo benemerito fratello, che ha testimoniato con gioia il vangelo e servito docilmente la Chiesa’. Tettamanzi è nato a Renate, in provincia di Milano, il 14 marzo 1934. È stato cardinale e Arcivescovo di Milano per nove anni, dall’11 luglio 2002 al 28 luglio 2011. Ma facciamo un passo indietro per ripercorrere brevemente la sua carriera ecclesiastica: nel 1989, è entrato nel Consiglio d’amministrazione del quotidiano Avvenire con il ruolo di presidente, nel medesimo anno fu anche nominato Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo, mentre l’anno successivo, nel 1990, diventa Presidente della Commissione Episcopale della Cei per la famiglia. Nel 1991 diventa Segretario Generale della Conferenza Episcopale, mentre nel 1995, viene nominato Arcivescovo metropolita di Genova. Nel 2002 diventa Arcivescovo di Milano. Tettamanzi è stato anche una dei nomi in lizza per diventare Papa, dopo Giovanni Paolo II.

    Jerry Lewis, comico, attore e regista

    Jerry Lewis / Ansa

    Abbiamo anche attori famosi morti nel mese di agosto: purtroppo l’elenco dei vip morti sembra non volersi mai arrestare. Il 20 agosto, all’età di 91 anni, è morto Jerry Lewis, uno dei comici più amati e di successo di Hollywood, nella sua casa di Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, la ballerina Sandee Pitnick. E’ stato attore, regista e sceneggiatore, ma a renderlo universalmente noto è stata la sua partenrship decennale con Dean Martin, col quale ha realizzato ben 16 film, tra cui Attente ai marinai! (1952), Morti di paura (1953), Il nipote picchiatello (1955), Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte! (1956). Era nato il 16 marzo del 1926, a Newark, nella periferia di New York, da genitori russi di origine ebraica. A dispetto dell’indifferenza costantemente riservatagli dalla critica americana, nel ’99, alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato premiato con il Leone d’Oro alla carriera, in quell’occasione disse: ‘Dentro di me c’è un bambino di nove anni, faccio ridere e non me ne vergogno. Poi ridivento adulto e passo a ritirare i soldi’. La sua è sempre stata una comicità immediata e istintiva. Inizia come maschera in un cinema-teatro di Brooklyn e i suoi brevi sketch fra il primo e secondo tempo fanno subito colpo sul pubblico. Nel 1960, esce il suo primo film da attore e regista, Un ragazzo tutto fare, a cui fanno seguito: Il mattatore di Hollywood, Tre sul divano, Bentornato picchiatello. Lewis fu così geniale da inventare anche una tecnica di lavoro sul set, attualmente ancora in uso. La sua vita personale invece, non fu affatto semplice, dovette fare spesso i conti con la salute: gli vennero impiantati 4 bypass, venne operato di cancro alla prostata e poi finì per cadere in una profonda crisi di nervi e in una grave dipendenza da steroidi. Nel 1983, Martin Scorsese decide di riportarlo sugli schermi, dandogli la possibilità di interpretare se stesso, in una versione estremamente burbera e antipatica (Re per una notte). Lui riuscì nell’intento e confidò: ‘Questo film è molto vicino alla realtà’.

    MORTI FAMOSI DI SETTEMBRE

    Hugh Hefner / Ansa

    Hugh Hefner, fondatore Playboy

    Tra i vip morti del mese di settembre c’è il nome di Hugh Hefner. Il 27 settembre 2017, il fondatore di Playboy, all’età di 91 anni, è scomparso presso la Playboy Mansion, vicino a Beverly Hills. Il noto editore, dalle idee rivoluzionarie, ha fatto sognare intere generazioni di maschi: è passato alla storia per le sue bellissime conigliette, per le sue vestaglie bizzarre, nondimeno per un patrimonio a oltre sei zeri. E’ stato un anticonformista, un uomo di ‘rottura’ che è riuscito a mettere in piedi un vero e proprio impero all’età di soli 27 anni, quando venne tradito dalla prima ragazza. Cos’era Playboy? Hefner l’ha dipinta così: ‘Se sei un uomo tra i 18 e gli 80 anni, Playboy fa per te e vogliamo chiarire fin dall’inizio che non siamo un magazine per famiglie. Se sei la sorella, la moglie o la suocera di un uomo, e hai preso questa rivista per sbaglio, per favore passala a lui e torna al tuo Ladies Home Companion’.