Come eliminare il doppio mento senza chirurgia estetica? Una soluzione c’è

E' partita la campagna #doppiomentostop che con tono ironico invita a riflettere su un inestetismo - il doppio mento - che può diventare un problema che crea disagio, ma che si può risolvere anche senza chirurgia estetica

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    Come eliminare il doppio mento senza chirurgia estetica? Una soluzione c’è

    Come eliminare il doppio mento senza chirurgia estetica? Per 2 adulti su 3 il doppio mento è una delle principali preoccupazioni che riguardano l’aspetto fisico. E se buona parte soffre l’inestetismo come un dispiacere, l’altra metà esprime un concreto desiderio di poter fare qualcosa per correggerlo. Oggi – hanno spiegato gli esperti durante un incontro a Milano – anche in Italia è disponibile un farmaco a base di acido desossicolico, affine a quello presente in natura, che promette a chi vuole eliminare il doppio mento di evitare di affidarsi alla chirurgia estetica per sottoporsi a trattamenti chirurgici talvolta invasivi, finora l’unica soluzione ritenuta efficace.

    La Società americana di chirurgia dermatologica (Asds) stima che il 67% delle persone con doppio mento abbia un impatto psicologico negativo e non si senta a proprio agio davanti allo specchio. Il doppio mento è causato dall’eccesso di adipe e può ridurre l’equilibrio e l’armonia di un viso, spesso rendendolo più vecchio e pesante. Chi ne soffre può manifestare disagi concreti: l’inestetismo può influire negativamente sulla percezione di sé, creando insicurezza e sfiducia.

    Ce ne ha parlato Luca Mazzucchelli, psicologo e psicoterapeuta, vicepresidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia: “Alcuni inestetismi possono produrre implicazioni psicologiche anche importanti – osserva – e il doppio mento è tra questi: si rischiano problemi relazionali, perché se non ci si sente bene con il proprio corpo si tende a evitare l’incontro con altre persone”. Un comportamento “che può sfociare nel ritiro sociale, che è l’anticamera della depressione”.

    “Il doppio mento – aggiunge Mazzucchelli – può creare problematiche anche nella sfera sessuale, perché chi non si sente bene con il proprio corpo può sentirsi inadeguato nel rapporto sessuale, e di conseguenza non riuscire a vivere con serenità l’esperienza ma di avere la testa altrove, ad esempio sulla propria inadeguatezza e sulla performance”.

    “Erroneamente si crede che il doppio mento colpisca solo le persone obese o sovrappeso, ma non è così – precisa Erminio Mastroluca, chirurgo plastico ed estetico – Si tratta di un accumulo di grasso che può colpire anche i magri e in generale gli adulti, uomini e donne, di tutte le età, peso e sesso”. E nonostante non si tratti di una vera e propria patologia, può avere anche cause riconducibili a malattie. Un problema estetico che può manifestarsi anche a causa di altri fattori come l’invecchiamento, disfunzioni metaboliche e predisposizione genetica.

    Spesso questa caratteristica fisica viene vissuta nel silenzio come un problema che crea disagio, invece la campagna #doppiomentostop affronta il tema con un approccio ironico, con l’obiettivo sensibilizzare e contrastare la solitudine di chi soffre. La campagna è composta da una serie di foto che ritraggono i primi piani di doppi menti di varie persone. Le fotografie sono state pubblicate sul sito di Allergan, l’azienda farmaceutica specializzata in medicina estetica del viso e chirurgia mammaria che ha promosso l’evento.

    Ma come agisce il farmaco che permette di eliminare il doppio mento? “L’acido desossicolico va iniettato nel grasso sottocutaneo, dove agisce direttamente sulla membrana cellulare che avvolge la cellula adiposa, provocandone la distruzione – spiega Mastroluca – La lisi delle cellule adipose è definitiva e quindi si tratta di un trattamento permanente”. La sicurezza del farmaco è confermata da una rigorosa valutazione clinica che comprende 4 studi di fase III che hanno coinvolto più di 2.600 pazienti in tutto il mondo, dai quali è emerso che il tasso di efficacia complessiva a 12 settimane dall’ultima iniezione raggiunge il 78,5%. “Gli ottimi risultati del farmaco possono essere garantiti solo in casi di lieve o media entità”, sottolinea Mastroluca.

    In collaborazione con AdnKronos