Quanto guadagnano gli ex presidenti? Per Obama & Co tariffe da nababbi e pensioni d’oro

Quanto guadagnano gli ex presidenti? Tra pensioni d’oro, benefit ma soprattutto tariffe da nababbi per ogni comparsata pubblica ufficiale, Clinton, Blair ma anche Obama non fanno di certo una vita dura. Anzi... Bill Clinton, considerato l’ex presidente più pagato del pianeta per discorsi e conferenze, ad esempio chiese 456mila euro per parlare dalla piaga della fame del mondo

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    Quanto guadagnano gli ex presidenti? Tra pensioni d’oro, benefit ma soprattutto tariffe da nababbi per ogni comparsata pubblica ufficiale, i Clinton, i Blair ma anche gli Obama non fanno di certo una vita dura. Anzi. Per ogni discorso ufficiale arrivano a guadagnare diverse centinaia di migliaia di dollari. Cifre da nababbi che, se tenuti alle conferenze sulla fame del mondo, in effetti stonano un bel po’.

    La pensione, innanzitutto. Gli ex presidenti degli Stati Uniti percepiscono 200mila euro all’anno. Una volta la cifra era pure più alta. La pensione per gli ex inquilini della Casa Bianca fu introdotta nel 1958, durante la presidenza Eisenhower, con il Former Presidents Act.

    Senza dimenticare che accanto alla pensione ci sono altri benefit: dalle spese di viaggio e postali all’assistenza sanitaria, fino alla protezione a vita dell’agenzia federale che si occupa della famiglia presidenziale, il Secret Service.

    Con il risultato che, secondo i dati del Congressional Research Center, nel 2008 Carter ricevette 518.000 dollari, Bush senior 786.000 dollari, Clinton 1.162.000 dollari. Nel 2015, poi, Bush figlio è costato ai contribuenti americani un milione di dollari, Clinton 924.000 dollari, Bush padre 794.000 dollari e Carter 430.000 dollari.

    Vediamo adesso i guadagni di alcuni ex presidenti.

    Tony Blair miliardario grazie a consulenze e conferenze

    Tony Blair, primo ministro britannico dal 1997 al 2007, ha chiesto di farsi pagare 380 euro al secondo per parlare della piaga della fame del mondo. Quando lo hanno invitato alla Conferenza di Stoccolma del 2015, aveva chiesto 330mila sterline (460mila euro: 348mila euro più altri 111mila di spese). Per un discorso di venti minuti.

    Blair, dopo le polemiche, si era giustificando giurando che i soldi sarebbero finiti nelle casse della Fondazione caritatevole di sua moglie. Per quello aveva considerato misera la paga di 174mila dollari offerta dall’organizzazione.

    La tariffa media di Blair era quella. Se non più alta. Dopo aver governato il Regno Unito per il centrosinistra, Blair è diventato miliardario grazie a consulenze e conferenze. Nel 2007, ad esempio, avrebbe percepito la bellezza di 456mila euro per disquisire davanti a 600 funzionari del partito comunista, banchieri e imprenditori cinesi.

    E la sua società, la Tony Blair associati, pare che avesse percepito 22 milioni di euro dal governo del Kazakistan per le sue preziose consulenze strategiche, e 37 milioni dal Kuwait.

    Dal giorno delle dimissioni nel 2007, Blair avrebbe percepito circa 120 milioni di dollari.

    Bill Clinton: 456mila euro per parlare della fame nel mondo

    Anche il 42esimo presidente degli Stati Uniti d’America, in carica dal 1993 al 2001, al secolo Bill Clinton, ha condotto una vita da nababbo dopo aver traslocato dalla Casa Bianca.

    Per la stessa Conferenza sulla fame del mondo di Stoccolma, l’anno prima di Blair, Clinton aveva chiesto 456mila euro.

    Per non parlare dell’assegno di 459mila euro (ovviamente ricevuti in dollari) percepito dall’Hippy Hearts fund per conferirgli un premio alla carriera. Soldi finiti nel 2014 nelle casse della Fondazione Clinton. Peccato che, come scritto dai media Usa, con quella somma l’associazione benefica avrebbe potuto costruire dieci scuole nel Paesi del Terzo Mondo.

    E ancora. Nel 2013 Clinton, per celebrare i 90 anni del presidente israeliano Shimon Peres, a Rehovot, percepì mezzo milione di dollari per 45 minuti di discorso. 11.110 dollari per ogni minuto di intervento.

    E una volta guadagnò 750mila dollari dalla Ericsson per un intervento sulle nuove tecnologie.

    Senza dimenticare quell’altra volta che, nelle Filippine, era il 2009, venne pagato 308mila dollari (10mila dollari al minuto) per un discorso.

    Non è un caso, quindi, che molti considerano Bill Clinton l’ex presidente più pagato del pianeta per discorsi e conferenze. Secondo il “Center of public integrity” di Washington, da ex presidente avrebbe incassato oltre 90 milioni di dollari grazie a discorsi pubblici.

    Barack Obama: 400mila dollari a discorso

    E Barack Obama? Anche lui, da sempre paladino degli ultimi, guadagna come un magnate per ogni conferenza. Colui che ha consegnato da poco le chiavi della Casa Bianca a Donald Trump, ha percepito 400mila dollari da Wall Street per ognuno dei nove discorsi tenuti. 16mila dollari al minuto. Tanto che l’ala sinistra del Partito Democratico non ha gradito, accusandolo di incoerenza.

    Senza dimenticare che Obama, oltre alla pensione da 200mila euro l’anno, ha firmato un contratto da 60 milioni di dollari insieme alla moglie Michelle con una casa editrice per i futuri libri.

    Insomma, Obama dopo aver fatto per otto anni il presidente degli Stati Uniti si è arricchito. Lo dimostrano anche la villa da 8 milioni di dollari acquistata a Washington e le recenti vacanze in resort di lusso con la famiglia.

    Gli altri, da Gorbaciov a George W. Bush

    E gli altri? Nel 2013 Forbes assegnò a Clinton la maggioranza dei 10 discorsi più pagati della storia. Nella classifica risultavano anche “il tycoon dell’immobiliare newyorkese Donald Trump, con 1,5 milioni di dollari”. Sì, lo stesso Trump che quattro anni dopo si sarebbe trasferito, a sorpresa, nella Casa Bianca.

    Ronald Reagan ricevette invece due milioni di dollari per pronunciare due discorsi in Giappone.

    Più distaccati gli ex presidenti Jimmy Carter e George H. W. Bush, mentre George W. Bush ha cercato di seguire le orme di Clinton. Tra il 2009 e il 2011 avrebbe percepito un totale di circa 15 milioni di dollari grazie a tariffe fra 100mila e 150mila dollari a discorso.

    Anche Michail Gorbaciov, l’ultimo segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1985 al 1991, si faceva trattare bene. Stando a un vecchio articolo di Repubblica, datato 1993, la tariffa minima del padre della perestrojka per due ore di colloquio in un’intervista o in un discorso pubblico ammontava a 10mila dollari.

    Ma per i grandi convegni poteva raggiungere anche i 100mila dollari. Che facevano, all’epoca, di Gorbaciov il più pagato speaker a pagamento di tutti i tempi. Fino all’avvento di Blair e Clinton.