Herpes Zoster, c’è un vaccino che spegne il Fuoco di Sant’Antonio

L'infezione virale da Herpes Zoster provoca la formazione di arrossamenti e bolle molto fastidiose e dolorose, ma esiste un vaccino per prevenire il contagio

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    Herpes Zoster, c’è un vaccino che spegne il Fuoco di Sant’Antonio

    Pochi lo sanno ma esiste un vaccino per prevenire il contagio da Herpes Zoster, il virus responsabile della varicella, noto ai più anche con il nome di ‘Fuoco di Sant’Antonio‘ a causa dei forti dolori che provoca a chi ne è colpito. Non a caso nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale del ministero della Salute le vaccinazioni contro l’Herpes Zoster sono tra le fortemente raccomandate per gli anziani, oltre al vaccino anti-influenzale. Questo perché il rischio di ammalarsi aumenta con l’età, i due terzi dei casi si concentrano infatti sopra i 50 anni.

    L’infezione da Herpes Zoster provoca la formazione di arrossamenti e bolle che si localizzano spesso su un lato del corpo, seguendo il percorso di un nervo. Dopo che le lesioni cutanee si sono risolte, in circa il 30% dei casi purtroppo i pazienti vanno incontro a nevralgia post-erpetica, che induce un dolore che può permanere anche più di tre mesi.

    Più di una persona su tre rischia di sviluppare l’infezione da Herpes Zoster nel corso della vita, una persona su due sopra gli 85 anni. In Italia si stima che più di 150.000 persone ogni anno si ammalino del Fuoco di Sant’Antonio. Dopo i 50 anni il pericolo di avere l’Herpes zoster aumenta progressivamente per il processo di senescenza del sistema immunitario, per questo è importante “rinnovare la vaccinazione – spiega Thomas Breuer, Senior Vice President e Chief Medical Officer Gsk – perché si tratta di un’infezione che spesso comporta forti dolori e disagi per chi ne è colpito”.

    L’imunizzazione dell’adulto e dell’anziano oggi rappresenta una priorità per la salute pubblica – ricordano gli esperti – Vaccinare la popolazione over 65 è fondamentale per la prevenzione di gravi malattie e limitare la circolazione di ceppi virali e batterici. Con l’invecchiamento, infatti, ‘invecchia’ anche il sistema immunitario: si tratta del fenomeno di immunosenescenza, che comporta una ridotta capacità di rigenerazione delle cellule immunitarie e una perdita progressiva della capacità di memoria immunologica in caso di contatto con agenti patogeni. La copertura vaccinale della popolazione anziano-adulta “è dunque fondamentale – conclude Bauer – perché con l’avanzare dell’età tutto il corpo invecchia, così come il nostro sistema immunitario. Di conseguenza diventiamo più esposti alle infezioni di ogni tipo”.

    Sul fronte vaccini ci sono novità incoraggianti dalla casa farmaceutica britannica, con ‘Shingrix’, il vaccino per prevenire l’infezione e le sue complicanze. Gli studi clinici effettuati sul vaccino hanno mostrato che è in grado di prevenire il virus e le sue complicanze con un’efficacia del 97% nella popolazione di età uguale o superiore ai 50 anni e del 91,3% in quella ultrasettantenne, mentre l’efficacia nella popolazione ‘over 70′ è dell’88,8%. “Il vaccino è attualmente in corso di valutazione da parte delle autorità sanitarie e si prevede che possa essere autorizzato all’uso in Europa all’inizio del 2018″.

    In collaborazione con AdnKronos