Uccisa in gioco erotico? La Procura non crede al marito

L'omicidio risale a gennaio in Spagna. Secondo la Procura, lui avrebbe aggredito alle spalle la moglie e l'avrebbe poi strangolata con un cavo telefonico

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    Uccisa in gioco erotico? La Procura non crede al marito

    Warren Lyttle, 52 anni, rischia 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie, la 49enne Lisa Jane. Lui, il marito, ha descritto la morte della consorte come la fine tragica di un gioco erotico nella loro casa in Costa de la Calma, non lontano da Magaluf, località turistica dell’Isola di Palma de Maiorca. La Procura, però, non crede a questa ricostruzione dei fatti, nell’attesa che venga emessa la sentenza (ormai è questione di poche ore).

    Warren è un venditore di auto britannico, trasferitosi in Spagna 10 anni fa. La moglie, Lisa – che aveva anche una bambina – era rimasta a Londra, ma andava spesso a trovare Warren. Lo scorso 23 gennaio, due giorni dopo essere arrivata, è morta. Un portavoce della Guardia Civil spiega: “Un uomo britannico, che risiede a Maiorca, ha telefonato ai servizi di emergenza alle 3.20 e ha confessato di aver accidentalmente ucciso la moglie durante un gioco erotico. La vittima è stata strangolata con un cavo telefonico e per lei non c’è stato nulla da fare”.

    Warren ha raccontato che il gioco erotico sadomaso era stato proposto dalla moglie. Le indagini, però, hanno scavato e pian piano si sono insinuati dubbi su come siano andate veramente le cose. La Procura, alla fine, ha chiesto la condanna per omicidio premeditato. Warren è in carcere da gennaio e, secondo i procuratori, avrebbe aggredito la vittima sorprendendola e non lasciandole quindi via di scampo. Da qui la proposta dei 20 anni di galera e di un pagamento di 180mila euro alla figlia della donna.

    Joan, madre di Lisa, ha parlato: “Non sappiamo come questo sia potuto accadere. Siamo scioccati. Non c’erano problemi nel matrimonio per quanto sapevamo. Loro erano felici”. Non la pensano però allo stesso modo alcuni amici della coppia, che hanno fatto sapere di litigi frequenti che si trascinavano da anni. Ma adesso siamo alla resa dei conti: oggi ci sarà la sentenza. E il femminicidio pare essere la tesi privilegiata.