Pensioni fase 2: i sindacati e la nuova proposta che piace a Damiano, ecco i punti

Ancora un'ultima ora sulle pensioni, tra le ultime notizie segnaliamo la nuova proposta unitaria dei sindacati all'indirizzo dell'esecutivo in materia di previdenza, assistenza, lavoro per i giovani e tutela delle donne

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    Pensioni fase 2: i sindacati e la nuova proposta che piace a Damiano, ecco i punti

    Nuove notizie sulle pensioni fase 2: i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno presentato alla presidenza del Consiglio dei Ministri e al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali una proposta unitaria sui temi al centro del confronto della fase due della riforma delle pensioni. Le proposte che riguardano anche un nuovo modo di intendere l’accesso alla pensione, mirano in sostanza a superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale. Come più volte proposto finora, Cgil, Cisl e Uil chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori.

    E tra le ultime notizie in merito alle pensioni va detto che la nuova proposta unitaria presentata dai sindacati all’esecutivo piace al Presidente della commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano. Vediamo i punti del programma.

    PENSIONI GIOVANI A RISCHIO: LE PROPOSTE DEI SINDACATI

    Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi.

    APE SOCIAL, DONNE, PENSIONI E DISPARITA’ DI GENERE

    È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale per le donne è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne. Chiesta anche la diminuzione da 36 a 30 anni di contributi per accedere all’Ape Social in caso di lavori gravosi e il taglio dell’importo ‘soglia’ per i giovani.

    STOP ALL’AUMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE

    Tra le proposte della prima ora, anche il blocco dell’adeguamento delle aspettative di vita, con l’età pensionistica che dal 2019 aumenterà a 67 anni. Cesare Damiano, che per la prima volta apre anche verso uno dei temi più spinosi, ovvero quello dall’aumento dell’aspettativa di vita, ha dichiarato: “Nelle proposte dei sindacati abbiamo trovato molti punti di convergenza: la revisione del meccanismo dell’aspettativa di vita, dal momento che nel 2015 è diminuita e che, per quest’anno, è previsto un indice di mortalità in crescita del 15%. I 5 mesi previsti di innalzamento dell’età della pensione, a partire dal 2019, vanno dunque ribassati”.

    PENSIONI E PREVIDENZA COMPLEMENTARE

    È fondamentale il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico.

    RIFORMA PENSIONI: SEPARARE SPESA PREVIDENZIALE E ASSISTENZIALE

    Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.

    INDICIZZAZIONE DELLE PENSIONI

    Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni.

    A tal proposito il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha chiarito che anche se il prossimo incontro è in calendario a ottobre bisogna comunque aspettare il Def e il rapporto dell’Inps per valutare se per la riforma delle pensioni c’è un’adeguata copertura finanziaria.