Papa ferito in Colombia, contusione al viso

Papa Francesco sbatte contro la sbarra di metallo della papamobile durante il corteo: subito medicato, sta bene. Oggi il ritorno in Italia

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    Papa ferito in Colombia, contusione al viso

    Incidente per Papa Francesco durante l’ultima tappa del suo viaggio in Colombia, a Cartagena. Il pontefice ha sbattuto con la faccia contro la sbarra di metallo alla quale era aggrappato mentre era sulla papamobile, perdendo l’equilibrio. Tutta colpa di un’improvvisa frenata a causa della tanta folla per strada. Bergoglio è stato immediatamente soccorso dal capo della Gendarmeria vaticana. Nelle immagini si vede un’ammaccatura allo zigomo sinistro e i cerotti bianchi applicati sul sopracciglio che aveva iniziato a sanguinare, imbrattando gli abiti papali.

    L’incidente non ha cambiato il programma. Papa Francesco, dopo aver rassicurato i suoi più stretti collaboratori: “Non è nulla, va tutto bene”, è andato a benedire una casa di senzatetto. La gente per strada non si è neanche accorta di ciò che era accaduto, più preoccupati i media colombiani. Il medico ha comunque messo ghiaccio sulla ferita, oltre ai due cerotti bianchi. Il portavoce vaticano ha minimizzato anche lui l’accaduto: “Va tutto bene”.

    Cartagena è stata l’ultima tappa del viaggio di Bergoglio in Colombia. Mercoledì era arrivato a Bogotà, poi è stato a Medellin, dove ha parlato tra l’altro di narcotraffico (“Dio converta i cuori dei narcos”) e della situazione grave che ormai da mesi flagella il Venezuela. Ieri sera, l’aereo con a bordo Papa Francesco è ripartito dal Sudamerica e oggi alle 12.40 dovrebbe atterrare all’aeroporto romano di Ciampino.

    Milioni di persone hanno ascoltato le parole del Santo Padre in una Colombia profondamente cattolica, ma anche spaccata in due tra chi sostiene l’accordo di pace con le Farc, gli ex guerriglieri che hanno chiesto perdono ma non hanno in nessuna maniera risarcito vittime e familiari delle vittime, e chi il presidente Uribe, che invece non è contento di questo accordo che prevede pure dieci seggi fissi in Parlamento per gli ex guerriglieri.