Ravenna custodisce 8 monumenti paleocristiani entrati nella lista dei tesori Unesco

Questi monumenti di Ravenna riflettono le importanti vicende storiche, politiche e religiose della città divenuta prima capitale dell’Impero Romano d’Occidente, poi nota in Italia come la capitale ostrogota e bizantina

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    Ravenna custodisce 8 monumenti paleocristiani entrati nella lista dei tesori Unesco

    La città di Ravenna e l’insieme dei suoi monumenti religiosi paleocristiani e bizantini sono entrati nel 1996 nella Lista dei luoghi Patrimonio Mondiale Unesco. I monumenti in questione che riflettono le importanti vicende storiche, politiche e religiose della città divenuta prima capitale dell’Impero Romano d’Occidente, poi nota in Italia come la capitale ostrogota e bizantina, sono 8: il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Battistero degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

    Tutti questi edifici hanno un’importanza straordinaria “in ragione della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico. Essi sono inoltre la prova delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia europea”. Questa la motivazione che è valsa loro l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco, già promosso dal progetto di Autostrade per l’Italia ‘Sei in un Paese meraviglioso’, evidenziato nell’area di servizio Sillaro Ovest, in cui si propongono altri 4 itinerari: ‘Faenza. Maioliche d’arte’, ‘San Benedetto in Alpe. L’Acquacheta’, ‘Castel San Pietro Terme e Riolo. Le terme’ e ‘Romagna. Città fortificate’.

    I monumenti di Ravenna “costituiscono l’emblema dell’arte e dell’architettura sacra e funeraria del VI secolo” si evidenzia, e “non hanno eguali nel dare testimonianza delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un periodo importante della storia della cultura europea. I mosaici costituiscono l’espressione più alta di questa tecnica artistica diffusa in tutta Europa e sono ancora più significativi in quanto rappresentano l’incontro di tecniche e motivi occidentali e orientali”. Sono in definitiva “un’eccezionale commistione greco-romana, l’iconografia cristiana, e tratti stilistici sia orientali che occidentali caratterizzando la cultura del tardo Impero Romano”.

    Ad esempio l’interno del Mausoleo di Galla Placidia, esempio di architettura latina d’Occidente, è ricoperto da una preziosa e suggestiva decorazione musiva su un fondo blu notte. Il Battistero Neoniano è un trionfo di tarsie marmoree, di stucchi e mosaici policromi nella cupola, esempio raffinato di battistero paleocristiano. Del periodo più fulgido del regno dei Goti, il Battistero degli Ariani conserva mosaici che rappresentano il battesimo di Cristo, e particolarità iconografiche che riflettono i principi di fede ariana.

    Sempre sotto il regno di Teodorico venne costruita la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, con funzione di cappella palatina, i cui mosaici appartengono alla tradizione stilistica romana e allo stesso tempo mostrano il forte influsso bizantino. Il Mausoleo di Teodorico, esempio di una tomba di re barbarico a pianta centrale, è invece costruito con grandi blocchi di pietra d’Istria, mentre la Cappella Arcivescovile è l’unico monumento ortodosso fatto costruire durante il regno di Teodorico.

    La Basilica di San Vitale, di età giustinianea, è una delle massime realizzazioni dell’architettura bizantina in Italia, e concentra in sé elementi di tradizione occidentale e orientale. Infine, a 5 chilometri da Ravenna si innalza la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, che si impone per le sue grandiose forme basilicali, il campanile cilindrico, la spazialità dell’interno, la ricchezza dei marmi e dei mosaici.

    Per quanto riguarda il percorso enogastronomico nelle vallate forlivesi dell’Appennino romagnolo, invitiamo alla scoperta del raviggiolo, un raro e freschissimo formaggio a pasta bianca, tenera, dal sapore molto delicato e dalla storia antica, di cui si trova notizia in documenti risalenti al Rinascimento. Prodotto con latte crudo vaccino, ha una consistenza leggermente burrosa, con le caratteristiche note di latte e nocciola.

    In collaborazione con AdnKronos