Barcellona: chi sono le vittime dell’attentato sulla Rambla del 17 agosto 2017: ci sono anche 2 italiani

Sono due gli italiani feriti a morte nell'attentato di Barcellona confermati da fonti della Farnesina, Bruno Gulotta e Luca Russo, ma le verifiche sul coinvolgimento di altri connazionali sono in corso e non ci sono ancora conferme ufficiali

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    Barcellona: chi sono le vittime dell’attentato sulla Rambla del 17 agosto 2017: ci sono anche 2 italiani

    Dopo l’attentato terroristico a Barcellona del 17 agosto che è costato la vita a 13 persone, l’allerta è rientrata e la situazione si è normalizzata, sebbene il livello di allarme sia ancora altissimo: la Rambla è stata riaperta anche se le autorità spagnole sono a lavoro per chiarire le responsabilità e i legami dei terroristi con l’Isis. A poche ore di distanza dal tragico avvenimento a noi tocca fare la conta e capire chi sono le vittime dell’attacco in Spagna. Gli italiani che hanno perso la vita sono due, Bruno Gulotta e Luca Russo.

    Ed è morta anche una delle 7 persone rimaste ferite nell’attacco a Cambrils avvenuto nella notte a poche ore di distanza dalla strage a Barcellona. Si tratta di una donna, che era rimasta gravemente ferita. Salgono così a 14 le vittime degli attentati in Spagna.

    Ufficialmente sono tre gli italiani feriti nell’attentato di Barcellona anche se fonti della Farnesina, parlano di verifiche sul coinvolgimento di altri connazionali, e sono due gli italiani che sono rimasti uccisi dalla follia omicida dei terroristi

    BRUNO GULOTTA, UCCISO NELL’ATTENTATO A BARCELLONA

    E’ stata da subito annunciata dai colleghi e dalla compagna la morte dell’italiano Bruno Gulotta, 35enne di Legnano rimasto ucciso nella strage di Barcellona. La ditta informatica dove lavora, la Tom’s Hardware, ha pubblicato un necrologio stamattina sul proprio sito web: “Oggi per noi è giornata di lutto. Ci stringiamo tutti con affetto alla compagna Martina e ai due figlioletti di Bruno”.

    italiano ucciso a Barcellona in attacco terroristico

    “È una tragedia che ci colpisce sotto tanti aspetti, uno più drammatico dell’altro. Ci immedesimiamo nella compagna Martina, che con la forza di una giovane mamma si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere. Ci mettiamo nei panni del piccolo Alessandro, che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa. E poi pensiamo alla piccola Aria, che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà”, si legge ancora.

    “Bruno era un punto di riferimento per tutti quelli che lo hanno conosciuto. Per noi di Tom’s Hardware era una colonna portante. Chiunque entrava in contatto con lui, che si trattasse di clienti, fornitori o star del web, restava colpito dalla sua gentilezza e dalla sua professionalità. Aveva una fame insaziabile di conoscenza ed era un vero smanettone, uno di noi, anche se poi aveva deciso dedicarsi a tempo pieno al marketing e alle vendite, di cui era diventato responsabile. E in quel ruolo non ho mai conosciuto una persona più capace. Amava studiare ogni aspetto della propria vita e professione, era un lettore insaziabile e un avido ricercatore della perfezione”, scrive il country manager per l’Italia Roberto Buonanno.

    “Abbiamo conversato per ore e ore sui sistemi di produttività e sviluppo personale e ci scambiavamo consigli di letture. Era inoltre un punto di riferimento costante anche per chi dovesse smanettare su computer, software o piattaforme web. Portava sempre con sé un kit di emergenza ed era in grado di risolverti ogni problema, in qualsiasi momento, anche se non gli competeva. Perché Bruno era una persona veramente generosa e di cuore. Che riusciva a condurre una ricca vita familiare e una brillante carriera professionale con un equilibrio che gli invidierò sempre”, scrive Buonanno.

    “Personalmente, sento mancare il terreno sotto i piedi. Ogni volta che avevo un problema o una questione complessa che mi arrovellava, ne parlavo con lui. E non si parlava solo di business, anzi. Discutevamo di educazione dei bimbi, di vaccini, di medicina alternativa, di alimentazione naturale, di diete e di preparazione fisica. Non so come farò a sopportare la vista della sua postazione di lavoro vuota in ufficio e penso a quanto mi mancherà questo compagno di vita e di carriera. E poi realizzo che è un pensiero egoista perché ora tutto quello che conta e che è importante è dare il massimo supporto alla famiglia, per la quale ci sarò e ci saremo sempre”.

    “Riposa in pace Bruno – concludono i colleghi – ti ricorderemo per sempre. Siccome sei stato un maestro di vita, ti giuro che trarrò anche da questo tuo ultimo atto sulla terra una lezione profonda. E sarai sempre nei miei pensieri ogni volta che sentirò la necessità di una voce amica, come se fossi sempre a disposizione, come lo sei sempre stato, a ogni ora del giorno e in qualsiasi momento”.

    CHI E’ LUCA RUSSO, SECONDA VITTIMA ITALIANA A BARCELLONA

    Si chiamava Luca Russo e viveva a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, la seconda vittima italiana dell’attentato di Barcellona. Era nella città spagnola con la fidanzata, Marta Scomazzon, anche lei di Bassano, rimasta ferita e ricoverata in ospedale con un piede e un gomito fratturati secondo quanto riferiscono fonti vicine alla famiglia. 25 anni, Luca viveva a Bassano del Grappa (Vicenza). Era ingegnere elettronico e lavorava in un’azienda di Padova, la Fral srl. Insieme alla ragazza era volontario della Croce Verde. A diffondere la notizia che Luca fosse rimasto coinvolto nella strage di Barcellona, è stata per prima, nella tarda mattinata di venerdì 18 agosto, la sorella Chiara Russo, che vive a Verona, con un appello disperato su Facebook.

    luca russo

    E sempre sul social, il ragazzo aveva postato nei giorni scorsi un messaggio significativo: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”.

    Cordoglio del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che su Twitter ha espresso le sue condoglianze per le due vittime italiane: #Barcellona Italia ricorda Bruno Gulotta e Luca Russo e si stringe attorno alle loro famiglie. La libertà vincerà la barbarie del terrorismo.

    Anche Luca Zaia, presidente della Regione ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime: “Il Veneto perde uno dei suoi figli , la memoria non può che ritornare all’attentato del Bataclan, in cui è stata barbaramente uccisa la nostra Valeria Solesin”.

    LE ALTRE VITTIME DELLA STRAGE A BARCELLONA

    Il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian ha invece confermato che 26 francesi sono rimasti feriti nell’attentato a Barcellona. Almeno 11 dei feriti sono gravi.

    Nella serata di ieri era giunta la notizia di una donna belga tra le vittime dell’attentato a Barcellona – Elke Vanbockrijck, 44 anni, di Tongeren, in vacanza con il marito e i figli di 11 e 14 anni – e di tre tedeschi. Si attendono conferme ufficiali da parte delle autorità, ma da un resoconto parziale, possiamo dire che sono 34 le nazionalità delle persone rimase coinvolte nell’attentato, tra morti e feriti. L’elenco completo delle nazionalità comprende: Algeria, Austria, Belgio, Canada, Germania, Italia, Francia, Spagna, Olanda, Argentina, Venezuela, Australia, Ungheria, Perù, Irlanda, Grecia, Cuba, Macedonia, Cina, Romania, Marocco, Cina, Colombia, Ecuador, Egitto, Stati Uniti, Filippine, Gran Bretagna, Taiwan, Honduras, Kuwait, Mauritana, Pakistan, Repubblica Dominicana e Turchia.

    LE VITTIME IDENTIFICATE

    E’ un 60enne spagnolo la prima vittima identificata tra le 14 persone uccise nell’attacco terroristico a Barcellona. Secondo i media si tratta di Francisco López Rodríguez, di Granada, che si trovava sulla Rambla con la moglie, rimasta ferita gravemente, e con una nipote e il figlio, anch’essi morti. La vittima più giovane è un bambino spagnolo di tre anni.