Ferrara, viaggio nel cuore del Rinascimento alla corte degli Este

Il centro storico di Ferrara è un esempio eccezionale di pianificazione urbanistica rinascimentale che presenta intatti, impianto, fabbricati e tessuto urbano d'impronta medievale che comprende anche lo straordinario paesaggio culturale del delta del Po

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    Ferrara, viaggio nel cuore del Rinascimento alla corte degli Este

    Ferrara è una città unica nel suo genere, non a caso è inserita nella lista dei siti patrimonio dell’umanità e fa parte dei beni italiani Unesco promossi dal progetto di Autostrade per l’Italia ‘Sei in un Paese meraviglioso‘, che mira a far conoscere i luoghi più suggestivi e ricchi di storia del nostro Belpaese. Attraverso itinerari, anche enogastronomici, andiamo alla scoperta del cuore del Rinascimento estense.

    Ferrara, nucleo centrale della corte degli Este, è conosciuta per essere, oltre che la Regina del Rinascimento, anche la prima ‘città moderna’ d’Europa. Grazie all’attuazione di una serie di schemi di pianificazione urbana, Ferrara divenne infatti la prima città rinascimentale a svilupparsi con l’ausilio di un complesso piano di urbanizzazione.

    Tra questi, lo schema più conosciuto – l’Addizione Erculea – voluto dal duca Ercole I d’Este per ampliare l’originario nucleo medievale, poi progettato dall’architetto e urbanista di corte Biagio Rossetti alla fine del XV secolo, fu uno dei primi piani di urbanizzazione basato sul concetto di prospettiva. La cinta delle mura difensive, che nel XII secolo inizialmente delimitava il centro storico di Ferrara, nel corso del tempo fu estesa per far fronte alla crescita urbana, e oggi le mura circondano la città medievale, la Cattedrale di San Giorgio e il Castello Estense.

    La città medievale di Ferrara, con il delta del Po – abitato per migliaia di anni – costituisce uno straordinario paesaggio culturale che oggi comprende sia il centro urbano di Ferrara che i terreni agricoli limitrofi all’interno dell’antico e vasto delta del fiume Po, che dal XIV al XVI secolo fu interessato da diversi progetti di bonifica delle zone paludose e di edilizia voluti dalla famiglia regnante d’Este, che donarono a quest’area il carattere distintivo tipico di Ferrara. Così vennero istituite le castalderie (poderi), vennero eseguite le costruzione di canali e strade nel quadro del piano generale di sviluppo urbano e si concluse l’edificazione di una rete di residenze nobiliari note come le ‘Delizie estensi‘, una sorta di collegamento tra la capitale del Ducato e la foce del fiume.

    Per tutte queste particolarità nel 1999 l’Unesco ha incluso Ferrara nel Patrimonio mondiale dell’Umanità (il centro storico lo era già dal 1995), come anche le Delizie estensi e il Delta del Po. Le motivazioni sono tante, infatti nei criteri di iscrizione previsti dalla Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale si legge che “Durante i due secoli determinanti per il Rinascimento la brillante corte della famiglia d’Este riuscì ad attrarre artisti di primo piano, poeti e filosofi e divenne un centro fondamentale per lo sviluppo e l’applicazione pratica del ‘nuovo umanesimo’ in Italia“.

    Inoltre “gli sviluppi urbanistici realizzati nella Ferrara rinascimentale ebbero una profonda influenza sulla progettazione urbanistica e sui processi di conservazione programmati nel corso dei secoli successivi. La scuola architettonica ferrarese (Biagio Rossetti, Girolamo da Carpi, Giambattista Aleotti, ecc.) esportò metodi ed elementi del design urbanistico, come mura e fortezze, anche nella pianificazione di altre città italiane ed europee”. “Le residenze ducali Estensi nel delta del Po – si sottolinea – dimostrano in maniera eccezionale l’influenza della cultura rinascimentale sul paesaggio naturale“.

    Volendo gustare l’enogastronomia di queste zone il must è la celebre coppia ferrarese, nota in dialetto come ciopa o ciupeta: un pane a pasta dura, nato nel Cinquecento, la cui forma, data dall’unione di due filoncini, ricorda quella di un fiocco, immancabili sono poi dolci, con il pampapato di antichissima tradizione conventuale: a forma di zuccotto, è impreziosito da frutta secca, spezie e canditi. Chi ama il cioccolato non può perdersi la torta tenerina: nata nel primo Novecento, spicca per il suo cuore morbidissimo e cremoso.

    E per chi volesse continuare con il percorso all’insegna delle bellezze della zona ricordiamo anche ‘Voghenza. Il mondo in miniatura’ e ‘Argenta. Oasi d’acqua’, che sono le altre experience proposte dal progetto di Autostrade per l’Italia nell’area di servizio Po Ovest.

    In collaborazione con Adnkronos