Bambino violentato a sei mesi: insegnante assiste allo stupro in diretta da una webcam

Il protagonista di questa storia agghiacciante si chiama Wayne Brookes: sposato, ha lavorato come insegnante per bambini per dieci anni, ma quello che faceva fuori dall'orario di lavoro ha dell'incredibile.

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    Bambino violentato a sei mesi: insegnante assiste allo stupro in diretta da una webcam

    Un insegnante di scuola materna ha assistito allo stupro di un bambino di soli 6 mesi, in diretta da una telecamera, dopo aver avuto una conference call con un gruppo di pedofili. Il protagonista di questa storia agghiacciante si chiama Wayne Brookes: sposato, ha lavorato come insegnante per bambini per dieci anni. Il tribunale ha sentenziato che l’uomo ha nascosto una perversione segreta legata alla fruizione di immagini di abusi su minori.

    Il 43enne aveva ottenuto un codice per accedere a live streaming di atti perversi su minori ed ha assistito ad almeno quattro situazioni, insieme a decine di altri pedofili. In una di queste la vittima era un bambino di 5 o 6 anni, mentre in un’altra la vittima offerta ai pedofili aveva 10 anni. Ma la vicenda più inquietante è quella che riguarda il live dello stupro di un bambino di appena sei mesi.

    Ad ascoltare tutti i dettagli dei crimini commessi da Brookes è stata la Corte di Bristol, che ha dichiarato l’uomo colpevole di aver prodotto immagini indecenti di minori e l’ha condannato a lasciare per sempre il suo lavoro con i bambini. Brookes è stato inoltre incarcerato per 20 mesi ed è stato sottoposto a un piano di recupero decennale, perché non tornasse più a compiere atti simili nel futuro. Il giudice Martin Picton gli ha detto: ‘I genitori, i colleghi insegnanti e gli allievi sarebbero rimasti scioccati nello scoprire che uno di loro, fuori dalla vita scolastica, compie gesti così orribili nei confronti dei minori’.

    Anche tutto il suo materiale informatico è stato sottoposto a controllo da parte degli inquirenti, i quali hanno individuato una notevole quantità di materiale pedo-pornografico: 105 immagini e 13 video della categoria di abusi più gravi, nonché una piccola collezione di foto e video di livelli minori. I ricercatori hanno trovato ulteriori immagini di abusi su una chiavetta USB, un computer portatile e un disco rigido. Virginia Cornwall, il legale di Brookes, ha difeso l’uomo dichiarando che niente di quel materiale è mai stato distribuito.