Svizzera, armato di motosega ferisce 5 persone da McDonald’s a Schaffhausen

Almeno cinque persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, in un attacco condotto da un uomo non identificato a Schaffhausen, in Svizzera. L'assalitore è stato identificato ed è ora ricercato. Secondo la polizia locale non è un attacco terroristico

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    Svizzera, armato di motosega ferisce 5 persone da McDonald’s a Schaffhausen

    Irrompe armato di motosega in un fast food della catena McDonald’s a Schaffhausen e ferisce cinque persone, due delle quali sono in gravi condizioni: questo il primo bilancio fornito dalla polizia svizzera in merito ad un attacco condotto da un uomo che ha seminato il panico nella città vecchia di Sciaffusa, nella Svizzera settentrionale. Gran parte della città vecchia rimane sbarrata e le forze speciali stanno cercando l’assalitore. Due elicotteri sorvolano la zona. La polizia svizzera ha fatto sapere di avere identificato l’aggressore, che ora è ricercato. La polizia locale ha precisato che non si è trattato di un attentato terroristico.

    Almeno cinque persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, in un attacco condotto da un uomo non identificato a Schaffhausen, in Svizzera. La polizia Svizzera sta dando la caccia all’uomo. Gran parte della città vecchia è stata isolata dalle forze dell’ordine, riportano i media locali.

    I media locali riferiscono che le forze dell’ordine hanno isolato una parte della città vecchia a causa di una non specificata “situazione speciale”, mentre sono stati mobilitati anche due elicotteri.

    Un testimone ha raccontato di aver visto un uomo armato di una motosega camminare nelle strade. E poco dopo la stessa polizia Svizzera, citata da 20 Minuten, ha confermato che l’assalitore di Schaffhausen era armato di una motosega.

    E in rete si susseguono gli aggiornamenti, così il sito Blick ha pubblicato inizialmente questo tweet in cui mostra il presunto aggressore di Schaffhausen. Le foto del presunto aggressore armato di motosega sono state poi ripubblicate anche da Badische Zeitung: