Esce dal carcere con mezzo viso tatuato, nessuno gli dà un lavoro: ‘Voglio solo mantenere la mia famiglia’

Mark Cropp, 19 anni da Auclkand, si è fatto tatuare il suo soprannome 'Devast8' in cella mentre era ubriaco

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    Esce dal carcere con mezzo viso tatuato, nessuno gli dà un lavoro: ‘Voglio solo mantenere la mia famiglia’

    È uscito dal carcere con mezzo viso tatuato e ora non riesce a trovare nessun lavoro per via del suo aspetto. Così Mark Cropp, 19 anni da Auckland, Nuova Zelanda, ha deciso di pubblicare una sua foto sulla pagina Facebook di Auckland Job per chiarire che “è ansioso di lavorare” ma che il suo tatuaggio lo sta frenando nella ricerca di un’occupazione. La sua storia è stata raccontata dal New Zeland Herald: Cropp si sarebbe fatto tatuare il suo soprannome “Devast8″ a lettere cubitali sul viso durante una notte in cella mentre era ubriaco dopo aver bevuto della “birra fatta in casa“, come ha svelato lui stesso al quotidiano. “Mi sono risvegliato con la faccia sanguinante e gonfia come una zucca“, ha svelato.

    La decisione di pubblicare la foto su un profilo Facebook pubblico è arrivata dopo aver ricevuto solo no nella sua ricerca di un lavoro. “Un tizio mi ha detto che non solo non mi avrebbe dato il lavoro ma che non avrebbe voluto guardarmi neanche per un secondo in più“, ha raccontato al NZHerald.

    La sua storia sembra quella di molti adolescenti difficili. Al giornale ha svelato di essere stato abbandonato da piccolo, di essere stato affidato ai servizi sociali dall’età di 6 anni di aver lasciato la scuola a 11 anni e di essere diventato un piccolo criminale.

    A 17 anni è stato arrestato per aver accoltellato un turista durante un tentativo di rapina. Lui dichiara di aver agito per guadagnare qualcosa per sé e la sua fidanzata, appena rimasta incinta e cacciata di casa dai genitori.

    In carcere è stato nella stessa cella con un amico ed è lì che ha deciso di farsi un tatuaggio per “farsi rispettare” dagli altri carcerati e smettere di essere bullizzato. Quello che doveva essere solo un piccolo tattoo sulla mascella è invece diventato un tatuaggio enorme che gli copre mezzo viso.

    Non è un nome di una gang, è solo il mio soprannome“, svela Cropp a proposito della parola scelta. Di quella sera dice di non avere molti ricordi perché si era ubriacato “con una birra fatta in casa con mele fermentate, zucchero e pane“.

    Lyndal Miles, direttrice della prigione, ha confermato parte della sua storia, cioè quella relativa al tatuaggio in cella dove sono stati trovati una pistola per tattoo, aghi e inchiostro, subito sequestrati. Nessuna traccia invece della birra artigianale.

    L’istituto di correzione gli ha proposto due volte di sottoporlo alla rimozione del tatuaggio ma ha sempre rifiutato. Ora che è uscito, vive con la fidanzata in un alloggio di fortuna e ha visto la figlia, nata mentre era in carcere, per la prima volta. La piccola è affidata ai servizi sociali ma lui spera di poterla riavere presto.

    Quando mi ha visto è rimasta un po’ spaesata ma poi mi ha baciato“, ha raccontato al quotidiano. “Ho pubblicato la foto per dimostrare che sono una persona come tutti gli altri: voglio solo trovare un lavoro per mantenere la mia famiglia“.