Trump e la stretta di mano che terrorizza i potenti: il primo ministro indiano lo abbraccia

Il presidente USA ha un modo inusuale di stringere la mano che ha già messo in imbarazzo i suoi ospiti: l'unico a resistere finora è stato Macron

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    Trump e la stretta di mano che terrorizza i potenti: il primo ministro indiano lo abbraccia

    C’è un modo nuovo per sfuggire alla stretta di mano di Donald Trump che da mesi terrorizza i potenti: abbracciarlo. Così ha fatto il primo ministro indiano Narendra Modi, in visita ufficiale a Washington: il premier indiano ha letteralmente abbracciato Trump in ogni momento di saluto ufficiale, con un gesto che non è molto piaciuto all’inquilino della Casa Bianca. Non è ancora chiaro se sia stata una decisione consapevole, visto che Modi è solito abbracciare i suoi ospiti in un rituale tipicamente indiano. Di certo, c’è stato un effetto sorpresa che ha colpito (e non in maniera positiva) il presidente Trump.

    La stretta di mano di Trump è diventata virale fin dai primi giorni del suo insediamento. Il primo a farne le spese è stato il premier giapponese Shinzo Abe, rimasto visibilmente imbarazzato da un gesto inusuale per il protocollo, specie per quello nipponico.

    Trump con Abe alla Casa Bianca / Ansa

    La pulling handshake di Trump, come è stata battezzata, consiste in una stretta di mano dalla forte presa, data dalla posizione alta con cui Trump afferra la mano dell’ospite, seguita da un movimento deciso dall’alto verso il basso ripetuto più e più volte, con così tanta determinazione che l’altra persona viene attirata verso di lui.

    Il linguaggio del corpo è chiaro: in questo modo Trump dice al suo ospite che in casa sua comanda lui e che, in generale, tra i due interlocutori è lui il più forte.

    Trump con Trudeau

    Finora solo due persone sono state in grado di controbattere alla sua stretta di mano. Il primo è stato il premier canadese Justin Trudeau che, nel corso della sua visita alla Casa Bianca, ha prima giocato il trucco della posizione della mano simile a quella di Trump e poi sfoderato un asso nella manica nelle foto della conferenza stampa, mettendo un braccio sulla sua spalla, a mo’ di pacca amichevole.

    Trump con Macron

    Chi ha vinto la sfida della stretta di mano è stato Emmanuel Macron. Il presidente francese sapeva della sua abitudine e soprattutto del suo significato e, durante la visita a Washington, ha messo in atto la sua strategia: posizione solida sulle gambe, sguardo diretto negli occhi, mascelle serrate e stretta ferma e forte. Nelle foto si vedono le nocche delle mani diventare bianche e Trump che molla la presa per primo.

    Intervistato da Le Journal de Dimanche, Macron spiegò i motivi della sua scelta. “La mia stretta di mano con Trump è stato un momento di verità. Dobbiamo far vedere che non faremo piccole concessioni, nemmeno simboliche, ma nemmeno dare a queste cose troppo risalto mediatico“, disse allora. “Non credo alla diplomazia dell’invettiva pubblica, ma al contempo nei dialoghi bilaterali non concedo niente: è così che ci si fa rispettare“.