Bradley Lowery, la mamma del piccolo malato di cancro ai troll su Facebook: ‘Non vi risponderò’

Il bimbo, di soli sei anni, ha perso la sua battaglia contro una rara forma di tumore e ora è in fase terminale: 'Pensate a come mi sento quando scrivete certe cose'

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    Bradley Lowery, la mamma del piccolo malato di cancro ai troll su Facebook: ‘Non vi risponderò’

    Bradley Lowery, sei anni, ha perso la sua battaglia contro una rara forma di tumore, ma sta affrontando la fase terminale col sorriso. Questo però non è bastato a fermare i troll su Facebook tanto che la mamma Gemma ha dovuto scrivere un post sulla pagina dedicata al piccolo per ribadire che non avrebbe risposto a chi le chiede quando morirà. “A causa dell’elevato volume dei messaggi, non risponderemo a quelli che chiedono come sta Bradley“, scrive la donna che precisa: “Non risponderò a nessun messaggio riguardante terapie alternative come l’olio di cannabis. Come genitore ho fatto e provato tutto quello che potevo per curare Bradley, ma purtroppo nulla ha funzionato“.

    Così, mentre il piccolo Bradley sta affrontando la fase terminale della malattia, c’è chi le chiede come sta a pensare che il figlio stia per morire. “Non mi piace molto leggere i messaggi di chi mi chiede se sia morto o se so quando sta per morire“, scrive la donna che chiede agli altri di pensare a come si sente quando legge questo tipo di messaggi.

    Bradley Lowery, da Blackhall Colliery, cittadina vicino Hartlepool, nella contea inglese di Durham, è diventato un simbolo della lotta contro il cancro a soli sei anni. Il piccolo soffre di neuroblastoma, una forma rara di cancro, fin dalla più tenera età ed è da allora che combatte per guarire: la sua storia è diventata nota per via della sua amicizia con Jermain Defoe, il calciatore preferito del bimbo, che lo ha conosciuto grazie a un programma di beneficenza e che non l’ha mai abbandonato.

    Dopo un periodo di remissione della malattia, il tumore è tornato ed è ora in fase terminale. La famiglia aveva lanciato una raccolta fondi per delle cure sperimentali negli USA che però non sono servite. Oggi la fondazione che porta il suo nome continua a raccogliere soldi da donare a chi, come Bradley, sta lottando contro un tumore col sorriso.