Economia circolare: il riciclo dei rifiuti elettronici aumenta anche al Sud

Aumentano le tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici che vengono correttamente riciclati nell'ottica di un'economia circolare sana e produttiva

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    Economia circolare: il riciclo dei rifiuti elettronici aumenta anche al Sud

    Anche nell’anno trascorso i dati sul riciclo di materiali elettrici e elettronici in Italia parlano chiaro: c’è un sempre maggiore incremento della raccolta dei cosiddetti RAEE – parliamo di grandi elettrodomestici come lavatrici, frigoriferi, forni e climatizzatori – che i cittadini affidano direttamente ai gestori dello smaltimento dei rifiuti in un’ottica di efficientamento della raccolta differenziata nell’ambito di una sana e più sostenibile economia circolare. Anche al Sud, che negli anni passati è stata fanalino di coda della differenziata, i dati sono positivi e dimostrano una inversione di tendenza a segno +.

    L’Italia sta comprendendo come fare la differenziata, anche se ci sono alcune differenze percentuali tra Nord e Sud. Ad ogni modo anche nelle regioni del Sud Italia c’è stato un incremento della differenziata dei rifiuti elettronici ingombranti, dato che fa ben sperare per il futuro. Per il momento abbiamo un 57% del recupero di tali materiali al Nord, con la Lombardia prima della classe, 23% al Sud e 20% al Centro.

    Quasi l’88% dei materiali che compongono i Raee viene riciclato. Delle quasi 96mila tonnellate di Raee gestite nel 2016 sono state riciclate 84.206 tonnellate di materiali. Il rapporto fra tonnellate di materiali riciclati e tonnellate di Raee gestite, che esprime l’efficienza nell’attività di recupero, si è mantenuto stabile e pari all’87,8% anche nel 2016.

    Le percentuali di materiali riciclati risultano, pertanto, essere significativamente al di sopra di quanto previsto dalla legge che fissa come obiettivo l’80% per R1 e R2 e una soglia tra il 55 e il 70% per R3 e R4. Tra i materiali recuperati: ferro (oltre il 61,4%), cemento (10,4%), materie plastiche (9,5%), alluminio e rame (2%) e vetro (1,1%). Oltre alle quantità riciclate, altre 4.344 tonnellate di materiali (4,5%) sono state destinate alla valorizzazione energetica.

    Da segnalare, come accennavamo, che gli incrementi maggiori si registrano al Sud, dove la raccolta pro-capite è cresciuta del 18,3% nel Raggruppamento R1 (Freddo e Clima, ovvero frigoriferi, congelatori, condizionatori, ecc.) e del 57,4% nel Raggruppamento R2 (Grandi bianchi, ovvero lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua, ecc.). In Sardegna l’incremento è di +21,9% e in Sicilia si registra un +52,9%.

    Nel 2016 il consorzio Ecodom – il più importante Consorzio italiano di gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – ha gestito un totale di 95.889 tonnellate di Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), pari al 33,9% del totale dei Raee in Italia, dato che ha fatto segnare un +5% rispetto al dato dell’anno precedente.

    Il dato è positivo sia sul fronte dell’inquinamento ambientale, con un totale di oltre 805mila tonnellate di Co2 non emesse in atmosfera (una quantità pari a quella generata dal traffico automobilistico in tutta la provincia di Milano per 30 giorni), sia su quello dell’economia circolare, visto nei 41 impianti di trattamento italiani (su 4.558 Punti di Prelievo distribuiti su tutto il territorio nazionale), sono sono state riciclate oltre 84mila tonnellate di materie prime seconde, dal ferro al vetro.

    Il riciclo di 84.206 tonnellate di materie prime seconde “ha permesso inoltre un risparmio di energia di quasi 97 milioni di kWh, corrispondente al consumo elettrico annuo di una città di 83.000 abitanti, come Grosseto – sottolinea il DG del Consorzio, Giorgio Arienti – Se tutti i Raee generati (R1 e R2) in Italia fossero gestiti con performance pari a quelle ottenute da Ecodom nel 2016 i risultati sarebbero ancora più eclatanti: oltre 1,4 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 evitate (pari alla quantità di Co2 assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la Provincia di Milano) e un risparmio energetico di oltre 230 milioni di kWh (pari al consumo elettrico annuo di una città di 198.000 abitanti, come Brescia)”.

    I numeri sono positivi anche sul fronte economico: nel 2016 i ricavi generati dal Consorzio – che ricordiamo è costituito da 27 tra i principali Produttori di elettrodomestici in Italia – sono stati pubblicati in maniera trasparente nel Rapporto di Sostenibilità e sono pari a oltre 30 milioni di euro, con un incremento rispetto al precedente esercizio del 4,4%, di cui oltre 17 milioni derivanti dagli Eco-contributi Raee (ECR), oltre 9 milioni dalla valorizzazione delle materie prime-seconde e più di 3 milioni da linee di business diverse dalla gestione dei Raee domestici.

    In collaborazione con AdnKronos