Chi era la madre di Donald Trump?

Stessa folta capigliatura rossa, stesso viso: la vera storia della madre di Donald Trump, la donna più amata dal tycoon

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    Chi era la madre di Donald Trump?

    Se cercavamo una risposta alla passione di Donald Trump per i capelli cotonati l’abbiamo trovata: basta guardare una foto di Marie Anne Trump, nata MacLeod, la madre del presidente degli Stati Uniti, per capire. Di lei si sa poco rispetto alla mole di notizie che il tycoon ha divulgato di se stesso tra libri, biografie, autobiografie, programmi tv e interviste. Sappiamo che è originaria della Scozia, come lo stesso tycoon ha ammesso nel suo viaggio post Brexit, che era la donna che più ha amato nella vita, che da lei ha ereditato le capacità da showman, e che i problemi con le donne nascevano dal suo rapporto con lei. Attorno a lei c’è sempre stato un certo alone di mistero, mentre le sue immagini, a partire da quelle del documentario del 1997 trasmesso dalla tv australiana Foxtel, sono ancora oggi virali. La vera storia della madre di Trump è tornata alla ribalta grazie a quanto scoperto dallo scozzese The National sul suo passato: chi è davvero la mamma di Donald Trump?

    A distanza di diciassette anni dalla sua scomparsa (è morta nel 2000 all’età di 88 anni), sono ancora molti i misteri che la circondano. Di lei il presidente USA ha sempre parlato con toni d’amore filiale, facendo capire che era lei l’unica donna della sua vita. La descrizione che ne ha dato in passato di “casalinga amorevole proiettata verso il mondo“, della donna che si alterna tra la casa e feste benefiche, è costruita usando le parole di Trump che la definiva “intelligentissima” e con una “certa attitudine per il dramma e per il grandioso“.

    Parte dei problemi che ho avuto con le donne potrebbe essere legata al fatto che le ho sempre dovute paragonare alla mia incredibile madre“, scrisse in un suo libro e anche oggi sono in molti a interrogarsi su quanto abbia influito la figura materna nella sua vita.

    Se c’è una cosa che gli americani, puritani nell’anima, amano nel profondo, è la classica storia d’amore che redime come sembra sia quella della madre di Trump, giovane donna in fuga dalla Scozia che negli States trova la fortuna con il matrimonio giusto.

    Invece, del passato di Marie Anne si è sempre saputo poco o, per essere precisi, si è saputo solo quello che Donald J. ha voluto far trapelare perché la celebrazione del suo mito fosse completa. Dai suoi racconti, la madre incontrò il padre Fred a una festa durante un viaggio di piacere a New York nel 1930: a presentarli fu la sorella di lei, già da anni negli States. Invece, stando ai documenti analizzati dal The National, tra carte di imbarco e le carte di Ellis Island, la storia è diversa.

    LA VERA STORIA DELLA MADRE DI TRUMP

    Marie Anne MacLeod nasce nel 1912 a Tong, remoto villaggio di pescatori vicino Stornoway, capoluogo dell’isola di Lewis, nell’arcipelago delle isole Ebridi Esterne, Scozia, decima e ultima figlia di un pescatore. Nel 1930 parte alla volta degli Stati Uniti, direzione New York, a bordo della SS Transylvania: dalle ricerche del quotidiano The National, la sua visa (il documento richiesto a ogni immigrato) è la numero 26698 rilasciata a Glasgow il 17 febbraio 1930.

    Il motivo della partenza è duplice: da un lato la giovane Mary Anne insegue il suo “sogno americano”, dall’altra segue la sorella Catherine, già residente a Long Island dove era stata mandata dopo aver dato alla luce una figlia illegittima. Al suo arrivo a New York, la giovane deve compilare alcuni moduli come tutti gli stranieri (cittadini non americani) e mette per iscritto i motivi del suo viaggio: vuole ottenere la cittadinanza americana, intende rimanere stabilmente nel paese e non ha intenzione di ritornare in patria.

    Dai documenti esaminati dal tabloid scozzese, emerge una storia diversa da quella raccontata per decenni da Donald Trump. Sua madre era una giovane di belle speranze ma molto povera, che sbarcò negli Stati Uniti con 50 dollari e neanche un paio di scarpe di riserva e che lavorò per almeno quattro anni come domestica, almeno finché non conobbe Fred Trump. Sempre dalle carte, risulta che i coniugi Trump dichiararono la cittadinanza americana di lei nel 1940, ma i documenti indicano che la ottenne due anni dopo, nel 1942.

    Il matrimonio con il costruttore le cambiò la vita e della povera ragazza partita dai confini estremi della Scozia non è rimasto quasi nulla. Al suo posto è subentrata la madre di famiglia, a suo agio nei salotti di Manhattan, con un gusto molto eccentrico e la passione per le capigliature cotonate, le pellicce e i gioielli, divisa tra l’amore dei figli e la New York che conta.

    PERCHÈ TRUMP NON NE PARLA: Come ha ricordato il New Yorker, la madre di Trump è stata un’immigrata tanto quanto il padre di Barack Obama, cioè il motivo per cui l’attuale presidente si scagliò contro l’ex presidente nella battaglia dei “birthers” sul luogo di nascita del suo predecessore, accusandolo di non essere nato negli USA.

    Delle origini scozzesi di Trump non se n’è mai fatta menzione prima della sua elezione alla Casa Bianca e l’unico ad averne parlato è stato Ted Cruz durante la battaglia per le primarie repubblicane, eppure la sua storia è quella di tutti gli americani: tutti i cittadini a stelle e strisce (a esclusione dei nativi, ancora oggi rinchiusi nelle riserve) hanno un antenato partito dall’Europa o da un’altra parte del globo per tentare fortuna in America.

    Mary Anne a fianco del figlio con la prima moglie Ivana negli anni ’80

    Perché allora non sfruttare la sua storia? Perché fa a pugni con il mito di Trump e con l’immagine dell’uomo di successo ricco e ammirato, ma soprattutto perché sarebbe il punto debole della sua politica basata sul populismo, al grido di “non vogliamo gli stranieri”, “prima gli americani” e “costruiamo il muro al confine col Messico”.

    Nell’intervista rilasciata alla tv australiana tre anni prima della scomparsa, Mary Anne si disse contraria a un’eventuale carriera politica del figlio e non perché non fosse alla sua portata. “Non credo che la vita del politico sarebbe adatta a lui. È troppo abituato a fare le cose a modo suo e a farle bene“, aveva detto. Un perfetto ritratto del presidente di oggi.