Russiagate, il genero di Trump Jared Kushner nel mirino dell’Fbi

Anche il genero di Trump, Jared Kushner, marito di Ivanka, è finito sotto la lente dei federali per i suoi rapporti con la Russia

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    Russiagate, il genero di Trump Jared Kushner nel mirino dell’Fbi

    Jared Kushner, genero di Donald Trump e suo consigliere alla Casa Bianca, finisce nel mirino dell’Fbi per il Russiagate per presunti rapporti tra Russia e lo staff del tycoon alle presidenziali USA. I primi a lanciare lo scoop sono stati il Washington Post (che da tempo parlava già di un membro importante della Casa Bianca nel mirino dei federali) e NbcNews. Kushner, consigliere senior, al momento non risulta indagato a livello ufficiale ma è “oggetto di attenzione” da parte dell’Fbi che vuole capire se ha avuto rapporti con la Russia e, nel caso, che generi di rapporti siano. Per Trump è comunque un brutto colpo: il genero, che lo sta accompagnando con la figlia Ivanka e la moglie Melania nel suo primo viaggio tra Medio Oriente ed Europa, è uno dei collaboratori chiave del presidente.

    Secondo quanto scrive il Washington Post, Kushner potrebbe aver avuto un ruolo nei presunti rapporti tra Mosca e lo staff di Trump durante le elezioni presidenziali. Il genero di Trump, sottolinea il quotidiano, non è indagato ma è attenzionato dall’Fbi che sta svolgendo le indagini sul caso, sotto la direzione dell’ex direttore del Bureau Robert S. Mueller III.

    Non posso confermare o smentire l’esistenza o la non esistenza di indagini o soggetti di indagini“, ha dichiarato la portavoce del dipartimento della Giustizia, Sarah Flores, con una formula spesso usata e che è quasi sempre sinonimo di conferma.

    I federali vogliono capire che tipo di rapporti ha avuto Kushner con Mosca e se in qualche modo ci siano stati dei legami tra lui e due personaggi chiave del Russiagate, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, e l’ex direttore della campagna elettorale di Trump Paul Manafort sulla questione russa.

    Il genero di Trump incontrò l’ambasciatore russo a Washington, Serghei Kislyak, a dicembre, quando Trump era già stato eletto ma non si era insediato, e allora era presente anche l’ex generale Flynn che poi si dimise per aver negato di aver incontrato personalità russe e di aver discusso delle sanzioni contro Mosca.

    Nello stesso periodo Kushner ha poi incontrato anche Serghei Gorkov, a capo della banca russa Vnesheconombank su cui pendono le sanzioni USA per la vicenda Ucraina.

    Uno dei legali del marito di Ivanka Trump, Jamie Gorelick, ha dichiarato sempre al Washington Post che Kushner “si era già offerto volontariamente di rivelare al Congresso tutto quello che sa su questi incontri” e che quindi farà lo stesso “se contattato in relazione a qualsiasi altra inchiesta”.

    Non c’è solo l’Fbi a indagare sul Russiagate: anche la Camera dei Rappresentanti e il Senato stanno portando avanti le loro indagini. Il presidente della commissione Vigilanza della Camera, il repubblicano Jason Chaffetz, ha richiesto all’Fbi i documenti relativi ai rapporti tra l’ex direttore, James Comey, licenziato da Trump, e la Casa Bianca, a partire dal settembre del 2013, quindi sotto l’amministrazione Obama: la richiesta, già respinta, la scorsa settimana, è stata inviata al direttore dell’Fbi ad interim Andrew McCabe.