E’ record di trapianti all’Ismett di Palermo

I numeri sui trapianti effettuati da Ismett Irccs in questi anni parlano chiaro: dal primo trapianto di fegato in Sicilia effettuato nel 1999 sono stati realizzati oltre 1900 trapianti di cui 207 trapianti pediatrici e oltre 300 da donatore vivente, di fegato e rene.

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    E’ record di trapianti all’Ismett di Palermo

    L’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazione, l’Ismett di Palermo, si conferma come un centro d’eccellenza per tutto il Mediterraneo, il primo ospedale italiano dedicato interamente ai trapianti di tutti gli organi è un “punto di riferimento per tutto il paese”, un “istituto all’avanguardia, un’assoluta eccellenza a livello nazionale” che ha raggiunto riconoscimenti prestigiosi anche all’estero, come ha sottolineato recentemente la stessa ministra della salute Beatrice Lorenzin. I numeri sui trapianti effettuati da Ismett Irccs in questi anni, infatti, parlano chiaro: dal primo trapianto di fegato in Sicilia effettuato nel 1999 sono stati realizzati oltre 1900 trapianti di cui 207 trapianti pediatrici e oltre 300 da donatore vivente, di fegato e rene.

    Anche i posti letto nel corso degli anni sono aumentati arrivando agli attuali 114 rispetto ai 20 posti di quando Ismett Irccs è nato. Nel 2016, i ricoveri sono stati oltre 2800, un dato importante che evidenzia un’inversione di tendenza perché oltre ad aver contribuito a fermare il fenomeno dei pazienti migranti in altre regioni, l’Ismett oggi richiama anche persone fuori dalla Sicilia (il 4,5%) e dall’estero: sono infatti l’1,5% del totale quelli provenienti da 36 paesi del Mediterraneo, del Nord Europa e dell’Asia in virtù di accordi con i paesi (come Grecia, Malta e Cipro) ma anche pazienti privati.

    Proprio in occasione del suo ventesimo compleanno, l’Istituto ha inaugurato nuovi locali che ospiteranno il nascente centro cuore. Un progetto finanziato nell’ambito del piano Po Fesr 2007-2013, costato complessivamente 17,5 milioni di euro, di cui 6,5 circa da cofinanziamento regionale e 400.000 euro da fondi di bilancio interni.

    Alla cerimonia per celebrare l’importante traguardo erano presenti fra gli altri i vertici dell’Istituto e di Upmc, il Medical Center dell’Università di Pittsburgh, il partner americano di Ismett, il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi. “Quello fra la Regione Siciliana ed Upmc – ha sottolineato Jeffrey Romoff, presidente di Upmc International – è stato un modello innovativo di successo che ha contribuito a migliorare la qualità della sanità offerta ai pazienti siciliani ed italiani”.

    “Ismett si prepara a fare il salto di qualità che lo vedrà protagonista di un grande processo di integrazione – sottolinea l’assessore regionale alla sanità, Baldo Gucciardi – nelle prossime settimane è , infatti, prevista l’integrazione di Ismett con la Fondazione Ri.Med per favorire i programmi di ricerca dell’Istituto.”.

    A sottolineare i successi dell’Istituto c’è anche il direttore Angelo Luca: “è un ospedale per acuti, dove il 21% dei posti letto sono di terapia intensiva, che offre cure avanzate e promuove innovazione e ricerca e dove da sempre si sperimentano nuovi modelli organizzativi e gestionali. L’Istituto è pienamente integrato nella rete del Sistema sanitario regionale ed è un riferimento internazionale per molti paesi del bacino del mediterraneo e non solo. Fin dal 1999 abbiamo investito in Ict, sviluppato un sistema di telemedicina che ci collega con Pittsburgh ma anche con il territorio, e implementato un sistema di Business intelligence che ci consente di aumentare l’efficienza e la qualità delle cure. Internamente abbiamo sviluppato 46 applicativi”, l’ultimo dei quali è stato anche brevettato ed ha ricevuto il premio Innovazione Digitale in Sanità 2017 del Politecnico di Milano.

    E come ha sottolineato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, quello di Palermo è oggi uno dei centri medici più importanti. “Il mio auspicio è che questa struttura oltre ad essere un centro di rilevata e riconosciuta fama scientifica possa essere anche un ponte di pace che unisca le diverse culture del Mediterraneo”, ha concluso.