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Harvard e la cerimonia di laurea per soli neri

Harvard e la cerimonia di laurea per soli neri

L'ateneo americano viene accusato di razzismo al contrario. Storia di una istituzione che è sempre al centro di polemiche per presunta discriminazione

    Harvard e la cerimonia di laurea per soli neri

    Il prossimo 23 maggio l’università di Harvard ospiterà una cerimonia di laurea solo per studenti neri. Invitati 350 ospiti, saranno invece in 170 coloro che frequentato il prestigioso ateneo e che saranno presenti. Harvard si allinea dunque a Stanford e Columbia che hanno già dato vita a manifestazioni di questo tipo. Michael Huggins, laureatosi con un master alla ‘Harvard Kennedy School’, al sito ‘The Root’ ricaccia indietro le accuse di razzismo al contrario. “E’ un’occasione per celebrare l’eccellenza nera ad Harvard”.

    Entrando maggiormente nel dettaglio dell’evento, spiega: “E’ un momento in cui ci confrontiamo l’uno con l’altro e i nostri genitori e la nostra famiglia ci vedono come un gruppo collettivo, una comunità”. C’è chi obietta: l’eccellenza non dovrebbe prescindere dal colore della pelle? Courtney Woods risponde: “La fondazione di Harvard è in conflitto diretto con le esigenze degli studenti neri. C’è un’eredità di schiavitù, razzismo scientifico e colonizzazione a Harvard, istituzione fondata per formare i leader imperialisti”.

    L’anno scorso l’ateneo ha ammesso il numero di studenti afro-americano più alto di sempre, ma la percentuale è appena il 14 per cento della popolazione studentesca del 2016. E’ come se ci fosse dunque da espiare una colpa. L’anno passato, Harvard ha abolito il titolo di ‘master’ con cui venivano chiamati i rettori dei collegi. ‘Master’ deriva infatti da ‘Magister’, che significa padrone, il che lascia intendere che ci siano anche degli schiavi. Come se non bastasse, nel 2014 una serie di associazioni denunciò Harvard e pure l’Università del North Carolina per presunte discriminazioni all’interno dell’istituzione. Insieme ai bianchi, tra le categorie privilegiate nei test d’ammissione pare ci fossero proprio gli afroamericani e gli ispanici. La discriminazione era a carico degli studenti asiatici.

    All’epoca, le associazioni denunciavano: “Harvard pratica una poco invidiabile politica di discriminazione. La preferenza è accordata ai bianchi, ai neri e agli ispanici, a detrimento di studenti asiatici meglio qualificati.

    Le politiche discriminatorie nell’ammissione all’università sono espressamente vietate dal quarto emendamento e dalle leggi federali sui diritti civili”. Capito? Harvard è sempre al centro di contestazioni. Non poteva non esserlo adesso che organizza la cerimonia di laurea per soli neri.

    Proseguendo a scandagliare la storia, nel 2002 l’intera facoltà di studi afro-americani stava per traslocare a Princeton quando il presidente bianco, Lawrence Summers, accusò Cornel West, autorità dei ‘black studies’, di essere maggiormente interessato a fare politica che cultura. E di favorire – guarda un po’ – gli studenti di colore. I colleghi minacciarono di andarsene dai rivali di Princeton. Harvard ha comunque una sua storia che riesce a passare indenne anche attraverso queste bucce di banana: qui si sono laureati otto presidenti degli Stati Uniti, di qui sono passati 75 Premi Nobel. Di qualsiasi razza e colore.

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