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Regina Elisabetta II, le sfide più dure affrontate dalla sovrana dei record

Regina Elisabetta II, le sfide più dure affrontate dalla sovrana dei record

Dalla Seconda Guerra Mondiale alla morte di Lady Diana

da in Inghilterra, Mondo, Regina Elisabetta, Regno Unito
Ultimo aggiornamento: Lunedì 24/04/2017 17:08

    La Regina Elisabetta II a Windsor per le celebrazioni del 90esimo compleanno

    La Regina Elisabetta II diventa ufficialmente la sovrana più longeva della storia del Regno Unito. Il 21 aprile ha infatti compiuto 91 anni, anche se i veri festeggiamenti si terranno il 17 giugno, giorno del Trooping the Colour, la solenne parata militare con cui dal 1748 si celebra il compleanno dei reali inglesi sul trono. Dal 2015 è lei a detenere il record del regno più lungo, avendo battuto il primato della Regina Vittoria, sua trisavola, di 63 anni, 7 mesi e 2 giorni: siede sul trono dal 6 febbraio 1952, giorno della morte del padre, re Giorgio VI. Da allora, la sua vita ha avuto un solo scopo: rappresentare la monarchia inglese ed essere al suo servizio, diventando un simbolo e un’icona per un intero Paese. La sua lunga vita è stata costellata da sfide non sempre semplici, da quelle più grandi (è l’unico capo di Stato vivente ad aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale), a quelle più personali (con la morte di Lady Diana toccò il punto più basso della popolarità). Elisabetta II ha attraversato più di 60 anni di storia da protagonista, incarnando i valori della monarchia inglese e riuscendo a coniugare presente e passato, tradizione e modernità. Amatissima dai suoi sudditi, è ancora l’emblema della corona e quasi nessuno crede alla sua abdicazione, nonostante abbia passato i 90 anni. Vediamo quali sono state le sfide più dure della vita di Elisabetta II. VEDI –> HAPPY BIRTHDAY QUEEN LIZZIE, 90 FOTO PER 90 ANNI

    Regno Unito, la regina Elisabetta compie 90 anni il 21 aprile

    Diventare regina non è un compito semplice, soprattutto per una giovane madre, ma Elisabetta è cresciuta consapevole del suo ruolo, sacrificando a questo ogni aspetto della sua vita privata. Ha solo 10 anni quando lo zio, re Edoardo VIII, abdica e il padre diventa re, entrando così come diretta erede al trono (prima dell’abdicazione era terza in linea di successione). Da allora, la sua vita ruota intorno al giorno in cui indosserà la corona. Ha 13 anni quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale: il 13 ottobre 1940, a 14 anni, tiene il suo primo discorso radiofonico in cui si rivolge ai bambini del Regno Unito evacuati a causa della guerra. Nel 1945 convince il padre a farla partecipare attivamente alle operazioni belliche e si arruola nel Servizio Ausiliare Territoriale (Auxiliary Territorial Service): impara a guidare i camion e a sparare e diventa un’ottima meccanica. Nel 1947, a 21 anni, tiene il discorso più importante della sua vita: “Io dichiaro davanti a voi tutti che tutta la mia vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale a cui tutti apparteniamo“. Dedica ogni attimo della sua giovinezza al suo destino: diventare regina del Regno Unito e dei Reami del Commonwealth.

    Incoronazione Elisabetta II

    Elisabetta sale al trono giovanissima: nata nel 1926, ha solo 26 anni quando muore il padre, re Giorgio VI. Già sposata con il Duca di Edimburgo e madre di due figli, Carlo e Anna, riceve la notizia della morte dell’amato padre mentre è in viaggio in Kenya con il marito: aveva già iniziato a sostituire il re, malato di tumore ai polmoni, in alcune uscite ufficiali, ma è ancora molto giovane. Winston Churchill, che la aspetta ai piedi della scaletta dell’aereo al rientro a Londra, confessa al suo segretario di non conoscerla: “E’ solo una bambina”. Lizzie però stupisce tutti: il 2 giugno 1953 viene incoronata regina in una sontuosa cerimonia. Per abituarsi al peso della corona, la porta per diversi giorni in ogni momento della giornata. Elisabetta II inizia il suo regno e chiarisce subito che sarà nel solco della tradizione e nei valori della monarchia: nel 1955 proibisce alla sorella Margaret di sposare il capitano Peter Townsend perché divorziato.

    National Archives papers released

    Elisabetta II ha affrontato molti momenti bui della storia del Regno Unito, rimanendo un baluardo di unità per il paese. Le rivolte dei minatori e le prime violenze in Irlanda del Nord sono le avvisaglie di un cambiamento epocale che toccano molti aspetti della vita sociale in Gran Bretagna. Nel caos di quegli anni, la Regina rimane il punto fisso, il faro della stabilità a cui guardano molti sudditi: mantiene rapporti costanti con tutti i primi ministri senza mai parlare direttamente di politica perché il suo compito è rappresentare l’unità e la grandezza del paese. Uno dei momenti più difficili risale alla guerra delle Falkland, sotto il governo di Margaret Thatcher, la sola donna a risiedere a Downing Street, con cui ebbe un rapporto difficile. Non solo la guerra: la politica del governo inglese stritola la classe operaia e nel paese le strade diventano scenari di guerriglia urbana. Il peggio però deve ancora venire.

    Lady Diana e la Regina

    Gli anni Ottanta si aprono con il matrimonio del principe Carlo e Lady Diana Spencer. Contraria alla relazione del figlio con Camilla Parker Bowles, Elisabetta II vede nella giovane lady la donna che possa far felice il figlio e mantenere alto il nome della corona. Subito però si accorge dell’errore: Diana è una donna bella quanto fragile e non riesce a sopportare il peso della famiglia reale. Cerca di aiutarla a sostenere il ruolo che il matrimonio le ha dato, ma Diana non è come lei, temprata nel ferro della tradizione, e cede alle paure più umane. Scandali a corte, tradimenti, separazioni, fino al divorzio tra Carlo e Diana, nel 1992, l’anno nero, come lo definì la stessa Elisabetta: il 20 novembre l’amato castello di Windsor prende fuoco, dipinti e opere d’arte vengono distrutti dalle fiamme, una nube nera avvolge Londra e la regina si mostra quasi in lacrime davanti alla residenza.

    funerale lady d

    Il momento più difficile deve ancora arrivare. Il 31 agosto 1997 Diana Spencer muore a Parigi con il compagno Dodi Al-Fayed, nello schianto sotto il tunnel dell’Alma: la notizia raggiunge la regina nel castello di Balmoral, in Scozia, dove sono giunti anche i nipoti William e Harry, figli di Lady D. La notizia sconvolge il mondo intero e getta in ginocchio la Gran Bretagna che ha sempre amato la principessa triste e ha addossato molte colpe proprio sulla famiglia reale. La regina ha sempre avuto un rapporto complesso con l’ex nuora: l’ha accolta con amore a corte e ha cercato di aiutarla, senza riuscirci, vivendo come un tradimento personale il divorzio. Pur sconvolta dalla perdita, pensa per prima cosa a tutelare i nipoti e si chiude nel castello scozzese, senza rientrare a Londra, ritenendo che il funerale sia compito della famiglia Spencer e Al-Fayed: il popolo inglese reagisce e si alzano voci indignate. A quel punto, dopo aver toccato il punto più basso della popolarità, Elisabetta II ammette il suo errore (spinta anche dal nuovo premier, Tony Blair) e torna a Londra, dando a Lady Diana un funerale pubblico con tutti gli onori. Quando si ferma a guardare il tappeto di omaggi e fiori davanti a Buckingham Palace, la folla in lacrime la accoglie in un silenzio carico di emozione: la regina ritrova l’amore del suo popolo.

    Queen's 90th birthday celebrations

    Da allora, il rapporto tra Elisabetta e il popolo inglese non è più stato scalfito. La Gran Bretagna ha attraversato momenti difficili, culminati nell’attentato alla metropolitana di Londra del 7 luglio 2005, che ha scosso le sicurezze dei sudditi di Sua Maestà. Anche in quel momento, la sua presenza si è fatta sentire, in ospedale dai feriti e nel discorso alla nazione in cui ha ricordato che “i terroristi non cambieranno il nostro modo di vivere“. Anche a corte non sono mancati momenti di tensione, in particolare per alcune bravate del principe Harry (celebre la foto di un party ad Halloween, ubriaco e con indosso una divisa delle SS) o per le gaffe del consorte Filippo. Al centro però c’è sempre lei, imperturbabile in un assoluto self control molto british, faro della tradizione e regina di stile, amante dei cani e dei cappellini bizzarri, ma pronta a gettarsi senza paura nelle sfide del futuro. Con l’età ha scoperto un’altra caratteristica molto inglese, l’ironia, e ne ha fatto sfoggio in alcuni momenti memorabili, come quando interpretò il ruolo della Bond Girl nello spettacolo di apertura alle Olimpiadi di Londra 2012. Nel bene e nel male, gli inglesi sanno di poter contare su una sicurezza: la loro regina.

    Brexit

    La Gran Bretagna di domani rischia di essere molto diversa da quella ereditata da Elisabetta II. L’incognita oggi si chiama Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea dopo il referendum del 23 giugno 2016. Quello che quasi nessuno pensava accadesse è invece successo: gli inglesi hanno votato per lasciare l’UE, modificando (di nuovo) le cartine geopolitiche. Le dimissioni di David Cameron, l’arrivo a Downing Street di Theresa May, le nuove elezioni indette dalla premier per l’8 giugno 2017: il quadro politico interno è piuttosto agitato anche perché il voto sulla Brexit ha diviso il paese, con le città e i giovani a favore del Remain e le campagne e gli anziani per il Leave. Labour e tories si scontrano ogni giorno sulla linea da tenere nei confronti dell’UE, dopo che gli artefici della Brexit, a partire dall’Ukip di Nigel Farage si sono lavati le mani dalle conseguenze del voto. A tutto questo aggiunge l’ombra dell’indipendenza della Scozia che al referendum ha votato per il Remain. Dopo aver fallito un primo referendum nel 2014, gli indipendentisti scozzesi sono tornati alla carica, guidati dalla premier Nicole Sturgeon, e il Parlamento ha votato per un nuovo referendum sull’indipendenza. Lo scopo è duplice: ottenere l’indipendenza da Londra e rimanere nella UE. Stessa cosa dicasi per l’Irlanda del Nord che anzi potrebbe approfittarne e riunirsi con Dublino. Al mix esplosivo manca ancora la voce del terrorismo islamico che ha colpito Londra con l’attacco a Westminster del 22 marzo 2017. Le sfide per la Regina non sono ancora finite.

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