Attentato a San Pietroburgo: caccia a Akbarzhon Jalilov, presunto responsabile dell’attacco kamikaze nella metro russa

Sarebbe stato un attentatore suicida a causare l'esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. Il kamikaze di origine kirghisa, ma con passaporto russo, è ora ricercato dalle autorità: il presunto attentatore sarebbe un giovane di 23 anni che avrebbe avuto contatti con gruppi di islamisti radicali

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    Attentato a San Pietroburgo: caccia a Akbarzhon Jalilov, presunto responsabile dell’attacco kamikaze nella metro russa

    Ultime notizie sull’attentato in metro a San Pietroburgo: si cerca il sospetto responsabile dell’attacco alla metropolitana di San Pietroburgo avvenuto il 3 aprile, sarebbe Akbarzhon Jalilov, un giovane nato nella città di Osh nel 1995 e identificato dai servizi di sicurezza del Kirghizistan Gknb su richiesta dei servizi di sicurezza russi. Il sospetto responsabile dell’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo è quindi un cittadino russo nato in Kirghizistan, cioè ha passaporto russo.

    Siamo ancora in una situazione in evoluzione e le notizie che arrivano sono presto smentite da altri aggiornamenti, ma al momento ciò che sembra certo è che il presunto attentatore suicida della metropolitana di San Pietroburgo sarebbe un giovane di 23 anni originario dell’Asia centrale, quindi Akbarzhon Jalilov sarebbe nato in Kirghizistan, Paese a maggioranza musulmana, stretto alleato politico della Russia. Il ragazzo avrebbe portato l’esplosivo in uno zaino, per questo si è diffusa la convinzione si tratti di un kamikaze. Sui social media e sui media russi sono state diffuse fotografie che mostrano un giovane con gli occhiali, che indossa una giacca marrone con il cappuccio e un cappello blu, e che porta uno zaino.

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    Kamikaze legato a gruppi di islamisti radicali

    Il presunto attentatore suicida della metropolitana di San Pietroburgo sarebbe stato legato a gruppi islamisti radicali vietati in Russia. L’agenzia Interfax, citando una fonte delle forze dell’ordine russe che dispone di informazioni preliminari, ha precisato che si tratta di conclusioni ancora provvisorie sulla base dei resti recuperati sulla scena dell’esplosione, ma che informazioni definitive saranno disponibili dopo gli esiti dei test del Dna.

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