Vespa e Stati Uniti: il lungo viaggio che Trump interrompe con i dazi

Donald Trump taglia le importazioni di Vespa con dazi doganali al 100%, distruggendo il simbolo del made in Italy negli Usa

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    Vespa e Stati Uniti: il lungo viaggio che Trump interrompe con i dazi

    La svolta protezionista di Donald Trump, che vuole imporre dazi doganali all’Italia e all’Europa del 100%, colpiranno – oltre all’acqua San Pellegrino – soprattutto la Vespa, che tuttavia è da sempre un simbolo molto apprezzato del made in Italy negli Stati Uniti. Un’icona. Apprezzatissima all’estero, utilizzatissima in Italia, ha scritto pure la storia del cinema. Negli Stati Uniti, dopo un bando durato 15 anni – dal 1985 al 2000 – a causa delle norme anti-inquinamento che hanno penalizzato tutti i motori a due tempi, è tornata fortissimamente. E sono nati come funghi le ‘Vespa Boutiques’, che commercializzano le nuove Vespa, di ultima generazione, sempre frutto di un made in Italy che le rende pregiate.

    Il successo arriva perché la Vespa non solo è bella da vedere e agile da comandare nel traffico, ma pure perché i motori sono a basso impatto ambientale, i freni a disco garantiscono la massima sicurezza attiva, il comfort è eccezionale, le linee morbide la fanno ammirare da chi non ce l’ha. Nel 2011, la Vespa LX/S ha raggiunto un record da incorniciare: negli Stati Uniti, è stato il due ruote europeo più venduto. Un simbolo del made in Italy che il presidente americano Donald Trump ora vuole assoggettare a dazi che la penalizzeranno fortemente.

    Come dicevamo? Un fenomeno pure dietro alla cinepresa questa Vespa. Negli anni ’60, quelli della ‘dolce vita’, Vespa significava scooter. E i giornalisti esteri che venivano da noi, parlavano dell’Italia come del Paese della Vespa. Centinaia sono i film in cui compare, ieri come oggi, e chissà se Trump ne avrà visto almeno qualcuno. Indimenticabile in ‘Vacanze Romane’ del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck. L’hanno montata tante star indiscusse. L’abbiamo vista correre in ‘Quadrophenia’ e ‘American Graffiti’, in ‘Il talento di Mr. Ripley’ e ne ‘La carica dei 102′. Film impegnati, anche, come ‘Caro Diario’. E recenti, da ‘Alfie’ con Jude Law a ‘The Interpreter’ con Nicole Kidman. Blockbuster tipo ‘Transformers’.

    LaPresse

    Tanti fondoschiena famosi si sono appoggiati sul sellino della Vespa made in Italy: Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan Collins, Jayne Mansfield, Virna Lisi, Milla Jovovich, Marcello Mastroianni, Charlton Heston, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Anthony Perkins, Jean-Paul Belmondo, Nanni Moretti, Sting, Antonio Banderas, Matt Damon, Gerard Depardieu, Jude Law, Eddie Murphy, Owen Wilson e la bellissima Nicole Kidman.

    Tale è il rapporto tra la Vespa e il cinema che una mostra, ‘La Vespa e il Cinema’, ha celebrato questa unione brillante, partendo dal Museo Piaggio di Pontedera alla fine del 2010 per poi approdare a Torino e a Taormina, scegliendo l’occasione di gala della consegna dei ‘Nastri d’Argento’ 2011. Non solo: sempre nell’autunno del 2011, la mostra ha varcato i nostri confini per arrivare a San Pietroburgo, in Russia. Un connubio – quello tra la Vespa e il cinema – rappresentato da immagini e documenti provenienti da oltre 200 film, tra locandine, foto di scena, manifesti e attori su Vespa. Un connubio che rischia di spezzarsi, penalizzando la stessa Hollywood, che ha fatto uso pieno di uno dei prodotti del made in Italy più ricercati negli Stati Uniti e non solo. I dazi di Trump, insomma, vanno pure contro la storia. E contro i sogni, rappresentati dal cinema.