Fiberpack, la fibra riciclata dal Tetra Pak grazie all’innovazione e alla raccolta differenziata

Come ti trasformo il rifiuto in tetrapak in una nuova fibra riciclata dalle performance straordinarie

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    Fiberpack, la fibra riciclata dal Tetra Pak grazie all’innovazione e alla raccolta differenziata

    Un perfetto esempio di cosa può produrre l’innovazione e il riciclo dei rifiuti ce lo mostra l’azienda Lucart che grazie alla ‘rivoluzione della carta’, ha creato una nuova fibra, un nuovo materiale dalle prestazioni straordinarie derivante dalla raccolta differenziata del Tetra Pak, i brick in cartone dei succhi di frutta e del latte, per intenderci. Questa nuova materia prima seconda ottenuta da un’idea di economia circolare, il Fiberpack, potrà essere impiegata per la realizzazione di prodotti di qualità in carta riciclata e sostenibile.

    Lucart è stata la prima azienda a sviluppare un impianto in Italia in grado di recuperare le fibre di cellulosa presenti nei cartoni per bevande tipo Tetra Pak. La Fiberpack, o meglio il suo progetto, risale al 2010 grazie alla collaborazione tra Lucart e l’azienda Tetra Pak, e in nome della raccolta differenziata unita all’innovazione, in soli quattro anni, ovvero dal 2013 al 2016, Lucart ha recuperato oltre 2,8 miliardi di cartoni per bevande tipo Tetra Pak da un litro, evitando l’abbattimento di oltre 1,2 milioni di alberi (per una superficie equivalente a 4.200 campi da calcio) ed evitando l’emissione in atmosfera di più di 73.000 tonnellate di Co2 equivalente (più o meno le stesse emissioni prodotte da più di 578.000 viaggi in auto Roma-Milano).

    Non a caso l’azienda di Lucca ha vinto il premio speciale “Best in Class” nell’ambito della 14esima edizione del “Sodalitas Social Award 2016”, il più prestigioso premio sulla sostenibilità d’impresa in Italia, dopo aver incassato, per il progetto Fiberpack, anche il premio “Non Sprecare” 2016 nella categoria “Aziende” per innovazione e valore, e per aver proposto “nuovi consumi sostenibili e di economia circolare con un progetto che consente di non sprecare e di riutilizzare un’enorme quantità di materiale altrimenti destinato a finire in discarica”.

    Ricordiamo infatti che il Tetra Pak, costituito dal 74% di fibre di cellulosa, dal 22% di polietilene e dal 4% di alluminio, è per tanti anni stato considerato ”non riciclabile”, un rifiuto insomma. La sua seconda vita invece è Fiberpack, materia prima seconda con cui realizzare nuovi prodotti in carta dalle performance addirittura superiori, certificati Eu Ecolabel. Certo il primo passo fondamentale consiste nello svolgere una corretta raccolta differenziata dei rifiuti. Dal Tetra Pak è possibile infatti riciclare anche un altro materiale (l’AL.PE.) riutilizzato dalle industrie manifatturiere dall’edilizia all’arredo urbano, per realizzare oggetti di uso comune come penne e righelli o pallet per il trasporto delle merci fino ai dispenser degli asciugamani nei bagni. E per chi non lo sapesse, anche i pali di ormeggio nautico di Venezia derivano dal recupero dei componenti in plastica e alluminio dei cartoni per bevande.

    Tommaso De Luca, responsabile Comunicazione di Lucart Group, spiega all’Adnkronos il processo produttivo che trasforma un rifiuto come il Tetra Pak in materia prima seconda: “Si tratta di un processo produttivo tecnologicamente innovativo, senza alcun utilizzo di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente”, infatti, i cartoni in Tetra Pak vengono sterilizzati e trattati con un processo meccanico che separa le fibre di cellulosa dal resto dei materiali, con una tecnologia pulita e a rifiuti zero che garantisce il totale recupero di tutti i componenti. “Tutti i prodotti in Fiberpack sono caratterizzati da un colore avana chiaro naturale dovuto all’assenza di sbiancamento delle fibre di cellulosa, sono ecologici al 100% e hanno ottime caratteristiche in termini di resistenza, assorbenza e morbidezza”, spiega De Luca, che prosegue: “siamo in grado di consegnare un prodotto in carta riciclata, trasportato su un pallet riciclato e infine dispensato da un dispenser riciclato, il tutto derivato dai cartoni per bevande nel pieno rispetto dei principi dell’economia circolare. A fine vita, infatti, tutti i prodotti in plastica riciclata possono essere a loro volta riciclati per realizzare altri articoli dello stesso tipo”.

    L’azienda con sede a Lucca partecipa e sostiene importanti iniziative sul territorio, come il progetto educativo Scarty di Sistema Ambiente – che si occupa del servizio di gestione dei rifiuti in città – di cui è sponsor per il secondo anno consecutivo e che serve a educare e informare anche i bambini sull’importanza del rispetto dell’ambiente e della raccolta differenziata. Per questa edizione del progetto, ci spiega ancora De Luca: “abbiamo realizzato una carta da gioco speciale targata Lucart, oltre a un video educativo girato dai ragazzi nello stabilimento di Diecimo, in provincia di Lucca, che descrive tutti i benefici del riciclo della carta e dei cartoni per bevande. Queste iniziative ci stanno particolarmente a cuore perché ci danno modo di coniugare la nostra passione per l’ambiente con l’attenzione nei confronti delle persone e del nostro territorio”.

    In collaborazione con AdnKronos