Personaggi famosi morti nel 2017: tutti i vip scomparsi

Personaggi famosi morti nel 2017: tutti i vip scomparsi
da in Mondo, Morti famosi
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 01/03/2017 16:16

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    In questo articolo-elenco commemoriamo i personaggi famosi morti nel 2017. Dopo un 2016 devastante in cui di personaggi famosi morti se ne sono annoverati moltissimi, proseguiamo in questo triste compito con commozione per non dimenticare persone che hanno fatto parte della nostra vita. Il primo nome a comparire nell’elenco dei morti del 2017 è stato quello del grande linguista ed ex ministro dell’Istruzione Tullio de Mauro, a cui ha fatto subito seguito Georges Prêtre, ex direttore della Scala. Ma purtroppo l’elenco dei vip morti è proseguito allungandosi con i nomi di attori, cantanti, politici e personaggi famosi per motivi molto diversi fra loro.

    tullio de mauro linguista

    Il 5 gennaio 2017, all’età di 84 anni, è morto Tullio De Mauro. A darne notizia è stato il sito di Internazionale, la rivista diretta dal figlio Giovanni con la quale lo stesso De Mauro collaborava. Autorevole linguista, socio dell’Accademia della Crusca e Presidente in carica della Fondazione Bellonci, l’istituzione culturale che organizza il Premio Strega, nonché ex ministro dell’Istruzione, Tullio De Mauro è stato una figura fondamentale della cultura italiana del Novecento. L’Italia piange la scomparsa di un grande saggista, docente universitario, che rientrava a pieno titolo tra i massimi esperti della lingua italiana. E’ stato anche l’autore del Grande dizionario italiano dell’uso e della Storia linguistica dell’Italia unita. Nato a Torre Annunziata, il 31 marzo 1932, Tullio de Mauro, con una laurea in Lettere classiche in tasca, ha insegnato in numerose università, come quella di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Successivamente è stato docente di Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma, dove poi è diventato ordinario di Linguistica generale. Nel 1966, è stato tra i fondatori della Società di linguistica italiana, diventandone poi il presidente dal 1969 al 1973. È stato inoltre consigliere della Regione Lazio (1975-80), membro del Consiglio di amministrazione dell’università di Roma (1981-85), delegato per la didattica del rettore (1986-88) e presidente dell’Istituzione biblioteche e centri culturali di Roma (1996-97). Dal 2000 al 2001 è stato ministro della Pubblica Istruzione nel governo Amato. Nel 2001, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la nomina di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2008 gli è stato conferito l’Honorary Doctorate dall’Università di Waseda (Tokyo). Tra le sue opere più importanti si annoverano la Storia linguistica dell’Italia unita (1963) e Il grande dizionario italiano dell’uso. Una vita di grandi soddisfazioni, un nome illustre, che rientrerà a pieno titolo tra le pagine della storia del nostro Paese. Georges Prêtre, ex direttore della Scala Il 5 gennaio 2017, all’età di 92 anni è morto Georges Pretre, nella sua casa nel Sud della Francia. A rendere nota la scomparsa del celebre direttore d’orchestra è stato il Teatro alla Scala a cui era legato da ‘un rapporto artistico e di affetti durato 50 anni e proseguito fino al concerto dello scorso 22 febbraio. I familiari che erano con lui riportano che il maestro è mancato con un grande sorriso: chi ha lavorato con lui ricorda in quel sorriso l’entusiasmo e l’energia che trasformavano le orchestre con cui lavorava’. Pretre ebbe il suo debutto nel lontano 1966, con la direzione di una celebre produzione del ‘Faust’ di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov e la regia di Jean-Louis Barrault. Negli ultimi anni, alla Scala aveva diretto la ‘Turandot’ con la regia di Keita Asari, nel 2001, e ‘Pelleas et Melisande’ con la regia di Pierre Me’dicin. L’ultimo suo concerto risale a circa un anno fa, precisamente al 22 febbraio 2016. Pretre aveva in programma di tornare alla direzione per la stagione sinfonica della Scala il 13, 15 e 17 marzo 2017. Morto Mario Soares, ex presidente del Portogallo L’8 gennaio 2017, all’età di 92 anni, è morto Mario Soares: ad annunciarlo alla France presse è stato il portavoce del nosocomio dove era ricoverato a Lisbona. L’ex presidente del Portogallo era stato ricoverato il 13 dicembre scorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale della Croce Rossa, per via di ‘un aggravamento generale del suo stato di salute’. Il 24 dicembre, il portavoce dell’ospedale, José Barata, aveva dichiarato che le condizioni erano diventate ‘critiche’.
    Soares, che è rimasto sulla scena politica portoghese per oltre 40 anni, è stato il protagonista dell’avvento della democrazia nel 1974 e dell’integrazione del Paese in Europa. Fondatore del Partito socialista portoghese, nel corso della sua lunga carriera politica, è stato ministro degli Esteri, due volte capo del governo, presidente della Repubblica dal 1986 al 1996, e deputato europeo. zygmunt bauman Il 9 gennaio 2017, all’età di 91 anni è morto Zygmunt Bauman. Il celebre filosofo della ‘società liquida’, si è spento nella sua casa a Leeds, nel Regno Unito. Nato a Poznan nel 1925, di origine ebraica, Bauman con la sua famiglia fuggì in Unione Sovietica, dove si arruolò giovanissimo, in un corpo di volontari impegnati a combattere la minaccia di Hitler sull’Europa. Dopo essere scappato dall’Europa, vi fece ritorno al termine del conflitto per studiare sociologia all’Università di Varsavia, ma nel 1968, fu costretto a emigrare nuovamente, in Israele prima e poi in Gran Bretagna, dove iniziò a insegnare sociologia a Leeds (dal 1971 al 1990). Tra le opere tradotte in italiano, si annoverano Amore liquido – Sulla fragilità dei legami affettivi; Vita liquida; La solitudine del cittadino globale; La società dell’incertezza; Stato di crisi; Per tutti i gusti – La cultura nell’età dei consumi; Stranieri alle porte. Loalwa Braz Il 19 gennaio 2017, all’età di 63 anni, è morta Loalwa Braz, la cantante della Lambada, celebre hit del 1989 diventata un evergreen dei balli latino-americani di coppia. La sua morte è stata spaventosa: il suo corpo è stato ritrovato carbonizzato nella sua auto a Saquerema, in Brasile, nella regione del Rio Lagos. La cantante brasiliana, nel 1989, collaborò con il gruppo francese Koama alla realizzazione della canzone ‘Lambada’, che in breve divenne un successo planetario. Un pezzo capace di trascinare in pista e far muovere il bacino proprio a tutti. Trasmessa da tutte le radio è diventata anche oggetto di moltissime cover. Il disco della ‘Lambada’ ha venduto in totale una decina di milioni di copie. Dopo l’enorme successo di questa hit, Braz ha realizzato due album da solista, ottenendo un successo molto contenuto. Morto l'attore John Hurt Il 28 gennaio 2017, all’età di 77 anni, è morto John Hurt, uno degli attori britannici più illustri. Da tempo combatteva una dura battaglia contro il cancro, tuttavia non aveva smesso di recitare. Hurt era nato nel 1940, a Shirebrook, una piccola cittadina di minatori, nel Derbyshire, in Inghilterra: era figlio di una ex attrice e di un matematico. Inizialmente si dedicò allo studio dell’arte, ma ben presto, già prima dei vent’anni si dedicò alla recitazione, la sua grande passione: studiò alla Royal Academy of Dramatic Art e a 22 anni iniziò a recitare a teatro. Da quel momento la sua carriera è stata in costante ascesa e si è conclusa con un numero notevole di successi: i film che l’hanno reso più celebre sono ‘The Elephant Man’, in cui veste i panni del protagonista John Merrick, ‘Alien’ e naturalmente quelli della saga di Harry Potter, in cui ha recitato nel ruolo del venditore di bacchette Garrick Ollivander. Una delle ultime pellicole in cui ha lavorato è stata ‘Jackie’, il film biografico su Jackie Kennedy con Natalie Portman. Il successo di John Hurt come attore è testimoniato anche dal gran numero di premi che ha vinto, tra cui si annoverano due nomination all’Oscar (per The Elephant Man e Fuga di mezzanotte di Alan Parker), un Golden Globe e diversi BAFTA, i principali premi cinematografici e televisivi britannici.

    Al_Jarreau_Molde

    Il 12 febbraio 2017, all’età di 76 anni, a Los Angeles, è morto Al Jarreau. Il mondo della musica mondiale piange la perdite di un artista, pluripremiato per il suo jazz e per le sue canzoni R&B come la celebre ‘Breakin ‘Away’. Era stato ricoverato in ospedale ed era stato costretto ad annullare le date del suo tour. Mostro sacro del jazz, fu sette volte vincitore del Grammy (25 nomination in totale) e conquistò il primo oscar della canzone, nel 1978, l’ultimo nel 2007. Al Jarreau nacque il 12 aprile 1940, a Milwaukee, Wisconsin, e sin da quanto era molto piccolo si dedicò alla musica: entrò nel coro gospel della chiesa locale, per poi dedicarsi alla sua vera passione, il jazz. Il suo primo album risale al lontano 1965, tuttavia Al Jarreau raggiunse il massimo del successo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Al Jarreau ha preso parte ai più importanti jazz festival internazionali. L’ultimo album che Al Jarreau lascia ai suoi fan è ‘My Old Friend: Celebrating George Duke’, pubblicato nel 2014 per la Concord. Pasquale Squitieri Il 18 febbraio 2017, all’età di 78 anni, è morto Pasquale Squitieri. Il celebre regista è deceduto per complicazioni respiratorie all’ospedale Villa San Pietro di Roma, dove era ricoverato, circondato dall’affetto dei suoi familiari. Squitieri debuttò come regista nel 1969 con il film ‘Io e Dio’, prodotto da Vittorio De Sica. Subito dopo, sotto lo pseudonimo di William Redford, diede vita a due pellicole Western, ‘Django sfida Sartana’ del 1970 e ‘La vendetta è un piatto che si serve freddo’ del 1971. Squitieri, laureato in giurisprudenza, finì spesso al centro della critica e delle polemiche, per i suoi film storico-politici. Degni di nota, per citarne alcuni, sono ‘I guappi’ (1973), ‘Claretta’ (1984) e ‘Li chiamarono… briganti!’ (1999), film sul brigantaggio, che racconta la storia del suo massimo esponente, Carmine Crocco: la pellicola fece scalpore e ben presto venne ritirata dalle sale. Anche ‘Claretta’ fu aspramente criticato. Per ben 26 anni, a partire dagli anni Settanta, fu legato all’attrice Claudia Cardinale, che oltre a essere la sua compagna, ha anche recitato in diversi suoi film, come ‘I guappi’ del 1974 e ‘Il prefetto di ferro’ del 1977. Dal loro amore, nacque la figlia Claudine. Dal 2003, era invece insieme all’attrice e cantante, Ottavia Fusco. Pasquale Squitieri si addentrò anche nel mondo della politica: nel 1971, firmò una lettera aperta a L’Espresso, sul caso Pinelli, tuttavia nel corso degli anni, spostò le sue vedute a destra. Fu candidato ed eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale, nel 1994, nel collegio di Andria-Barletta. leone di lernia Il 28 febbraio 2017, all’età di 78 anni, è morto Leone di Lernia. Il noto cantante e conduttore radiofonico di origini pugliesi e milanese d’adozione, stava lottando da tempo contro un male incurabile. Ad annunciarne la scomparsa sono stati i suoi colleghi de Lo Zoo di 105, la trasmissione radiofonica, a cui ha preso parte per moltissimi anni, contribuendo a renderla conosciuta e amata in tutta Italia. I suoi compagni di avventure lavorative hanno scritto un messaggio intriso di commozione sui social network: ‘Sembra uno scherzo, uno dei mille fatti dallo Zoo, ma con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina! Riposa in pace fratello’. Leone di Lernia è diventato famoso negli anni ’90, facendo cover ironiche e goliardiche, spesso con un linguaggio molto colorito e un netto accento pugliese, di hit dance, che in quel decennio impazzavano nelle radio e nelle discoteche. Leone di Lernia seppe intercettare l’ironia e il gusto dei giovani di quegli anni, per questo la sua fama crebbe rapidamente. Tra le sue cover più famose, si annoverano perle trash come Gypsy Woman in Ra-ra-ri, ra-ra, Pesce fritto e baccalà, Bailando in Magnando, The Rhythm of the Night in Te si mangiate la banana, All That She Wants in Cumbà Giuan e Pump Up the Jam in Uè paparul maccaron. Sono davvero tantissime e tutte, oltre al titolo bizzarro, hanno testi decisamente esilaranti. Leone di Lernia è stato anche uno dei protagonisti più apprezzati e seguiti della celebre trasmissione radiofonica ‘Lo Zoo di 105′.

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