Donald Trump, l’account Twitter ufficiale della Svezia smonta le bugie del presidente USA

Donald Trump, l’account Twitter ufficiale della Svezia smonta le bugie del presidente USA

Dal profilo, gestito ogni settimana da un privato cittadino, un 22enne attacca il tycoon: 'È una grande opportunità'

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    Donald Trump, l’account Twitter ufficiale della Svezia smonta le bugie del presidente USA

    Colpire Donald Trump tramite il suo social preferito, Twitter, a colpi di fatti e dati per affondare le fake news e difendere il buon nome della Svezia. È quanto sta facendo Max Karlsson, 22enne di Stoccolma che sta gestendo il profilo Twitter ufficiale del paese scandinavo dopo che il presidente USA ha inventato un presunto attentato per mano di migranti, mai avvenuto su suolo svedese. Il giovane ha deciso di usare la finestra mediatica offerta dal ministero del Turismo per smontare le bugie del presidente USA, soprattutto in tema di immigrazione e violenza, contrapponendo alla propaganda fatti e dati. La sua battaglia a colpi di tweet è diventata virale, riscuotendo un enorme successo in Svezia e nel mondo. “È una grande opportunità per tracciare una chiara linea di demarcazione usando i fatti”, ha dichiarato il giovane intervistato dall’Indipendent.

    L’antefatto è ormai noto. Durante un comizio in Florida, Trump si è praticamente inventato un attentato terroristico in Svezia per sostenere la tesi per cui gli immigrati sono pericolosi e potenziali terroristi. “Guardate cosa sta succedendo in Germania. Guardate quello che è successo l’altra notte in Svezia. La Svezia! Ci avreste mai creduto? La Svezia. Ne hanno presi molti (di migranti ndr). Ora stanno avendo problemi come non avrebbero mai immaginato”, ha urlato dal palco il tycoon.

    La notizia è rimbalzata sui media di tutto il mondo: lo scorso venerdì 17 febbraio 2017, data a cui faceva riferimento Trump, in Svezia non è avvenuto alcun attentato. Le stesse autorità svedesi sono insorte davanti a un’affermazione che ha dell’incredibile, tanto da costringerlo a spiegarsi tramite Twitter, il suo social preferito.

    Trump sarebbe caduto in errore dopo aver visto un servizio di Fox News in cui veniva intervistato Ami Horowitz, produttore cinematografico che sosteneva, senza alcuna prova, esserci un legame tra i tanti migranti accolti nel paese e un aumento della criminalità.

    Di fronte a una gaffe di tal genere, la Svezia ha reagito con molta ironia, tra post e video virali sui social, ma anche con durezza, con tanto di richiesta di chiarimenti ufficiali.

    In mezzo a tutto ciò, è arrivato Max Karlsson, 22 anni di Stoccolma, chiamato a gestire per una settimana il profilo Twitter ufficiale della Svezia, @Sweden. Il progetto è nato nel 2011 e fa parte di “Curators of Sweden”, iniziativa del ministero del Turismo che mira a raccontare il paese “tramite il mix di competenze, esperienze e opinioni” di cui oggi è composto, affidando ogni settimana a un privato cittadino il profilo Twitter ufficiale.

    Quando ha saputo di essere stato scelto, Max aveva anche pensato di parlare di musica e delle sue passioni di ventenne, ma quando Trump si è inventato l’attentato in Svezia ha deciso di rispondere a tono, iniziando a controbattere a suon di fatti e dati.

    “Abbiamo circa 100 omicidi in un anno. Tanti quanti ne avvengono negli USA in due giorni”; “Il crimine non è aumentato negli ultimi 20 anni. Al contrario, la Svezia è più sicura”. E ancora: “Mentre la Svezia accoglieva 250mila rifugiati, la disoccupazione è scesa di 1,2 punti”, ha scritto postando schemi e dati ufficiali del governo. L’operazione “trolling Trump” va avanti e proseguirà finché sarà lui a gestire il profilo, ha assicurato.

    “Quando ho scoperto che il suo discorso era basato sulla clip di Horowitz, ho provato un misto di tristezza e irritazione pensando che l’uomo più potente del mondo crede a tutto quello che vede in tv purché si inserisca nel suo racconto”, ha spiegato all’Indipendent. Da qui la sua scelta: smontare le sue bugie con i fatti, combattendo le fake news con la sola arma che conta: la verità dei fatti.

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